SANGUE AMARO” è forse il pezzo più straziante scritto da EAKOS. Caratterizzato da una musicalità che richiama ad una situazione di epicità mista a desolazione e distruzione, il brano più che uno sfogo, è una vera e propria presa di coscienza da parte dell’artista. Con “Sangue amaro” infatti, Eakos lascia andare una volta per tutte quelle persone per le quali ha incessantemente lottato, ma che alla fine hanno sempre messo al primo posto loro stesse. In un mondo in cui il materialismo e l’opportunismo la fanno da padrone, l’artista ha scelto di lasciare la presa e percorrere in modo più cinico e disilluso il suo percorso. Di certi rapporti umani ormai deteriorati non rimane nulla, se non del sangue amaro.

Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: «Ho scritto questo brano perché sentivo l’urgenza di esprimere un concetto che secondo il mio parere, è molto importante. Viviamo in un’epoca nella quale è difficile emergere. Non mi riferisco esclusivamente al mondo della musica, ma anche all’universo del lavoro o al contesto sociale in cui viviamo. Emergere non significa diventare importanti per le altre persone, significa dare un senso alla nostra esistenza, a quello in cui crediamo e a quello che facciamo nella vita di tutti i giorni».

Intervista a Eakos

Eakos ha pubblicato in digitale il singolo Sangue amaro per Noize Hills Records. Questo brano così straziante è caratterizzato da una musicalità che richiama ad una situazione di epicità mista a desolazione e distruzione. Non abbiamo resistito dal porgli qualche domanda al riguardo, incuriositi soprattutto da questa sua dichiarazione:

Ho scritto questo brano perché sentivo l’urgenza di esprimere un concetto che secondo il mio parere, è molto importante. Viviamo in un’epoca nella quale è difficile emergere. Non mi riferisco esclusivamente al mondo della musica, ma anche all’universo del lavoro o al contesto sociale in cui viviamo. Emergere non significa diventare importanti per le altre persone, significa dare un senso alla nostra esistenza, a quello in cui crediamo e a quello che facciamo nella vita di tutti i giorni.

Ciao Eakos, toglici una curiosità, da dove nasce il tuo nome d’arte?

Ciao a tutti e grazie per la possibilità di fare queste due chiacchere con voi. Per quanto riguarda la domanda, Eakos trae ispirazione da Eaco, una divinità greca che possedeva le chiavi dell’Ade. Ecco, io ovviamente quando ho scelto questo nome non avevo l’intenzione di paragonarmi ad una divinità che giudica le anime, quanto piuttosto quello che mi aveva molto colpito era il fatto che tutti nella mitologia greca consideravano Eaco un uomo profondamente giusto, ossia quello che vorrei essere nella vita di tutti i giorni.

Come mai hai voluto prendere le distanze dalle persone di cui parli in “Sangue amaro” proprio ora? Cosa è cambiato in te o in loro?

La vita è fatta di fasi, alcune conseguenti a quella precedenti. Nel mio caso è stato così, ho vissuto delle esperienze che mi hanno cambiato e soprattutto mi hanno fatto capire che non sentivo più il dovere di dare così tanto a persone che alla fine non facevano nulla per meritarselo.

Quando ti esponi così tanto in un testo prevale il senso di libertà oppure la paura di venir ferito per esserti esposto così tanto?

Come dico spesso, la musica è il mio sogno, il mio modo di sfogarmi, la mia amante e la mia psicologa. Quando una cosa ti da tutto questo non può che renderti libero.

Qual è la collaborazione da sogno, nazionale o internazionale, per te?

Onestamente in questo momento non penso troppo alle collaborazioni, sono molto concentrato sul mio percorso e sul migliorare giorno per giorno. Sicuramente ci sono artisti che ammiro tantissimo, come James Blake e Tyler The Creator ma come avete giustamente detto nella domanda, rimangono semplici sogni.

Visto che per il momento ci sono ancora problemi con i live, quando sarà nuovamente possibile esibirsi, quale sarà il primo palco che calcherai? Ce n’è uno al quale miri nella tua carriera?

Purtroppo la situazione odierna è fortemente limitante, in particolare per artisti emergenti come il sottoscritto, ma sono sicuro che la situazione si sbloccherà a breve. Non voglio alzare troppo il tiro ma penso di poter affermare abbastanza tranquillamente che il sogno di molti artisti, me compreso, sia quello di poter fare uno stadio e di vedere cantare all’unisono decine di migliaia di persone.

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