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Interviste

“Chimera” il nuovo singolo di Dani White ed Intervista esclusiva

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Dal 14 gennaio 2022 sarà disponibile in rotazione radiofonica “CHIMERA” , il nuovo singolo di DANI WHITE già disponibile sulle piattaforme di streaming digitale da venerdì 7.

“Chimera” è un brano che nasce dal dolore che si vive ogni giorno, come un vuoto che pervade lo stomaco e rende incapace di agire nei momenti in cui serve davvero.

Spiega l’artista a proposito del brano: Questa canzone vuole lasciare un segno in chi cerca una distrazione, in chi come me trova in ciò che lo circonda un modo per evadere, per staccare e migliorarsi in continuazione. Non sono i giudizi della gente su chi sei, cosa fai e come lo fai a determinare la tua persona ed il tuo valore. Il tempo che ci colpisce brucia come il fuoco , l’amore, la passione, il desiderio di raggiungere quel sogno ci accompagna ogni secondo. Ed è proprio da quel dolore che decido di riemergere, tenere salde queste sensazioni, questi ricordi e usarle come energia per fare un passo successivo. Il passo decisivo.”

Il videoclip nasce da un’idea di Paolo Bianconi, e di Dani White stesso che vuole trasmettere pienamente tutte le sensazioni e gli attimi che si possono percepire a livello vibrazionale, energetico e letterale presenti nel brano. Lavorando ad un’idea ben strutturata e maniacale con uno studio di immagini, scenografia ed elementi d’impatto, i colpi di scena ed i cambi di situazione sono il punto forte del videoclip, che tiene incollato l’ascoltatore dall’inizio alla fine. Un viaggio introspettivo nel quale ci si può rispecchiare. Un progetto commerciale, molto piacevole da vedere e tutto diretto e prodotto da Paolo Bianconi. Hanno collaborato al video Davide Morelli-Dave  (direzione artistica), Amina Binda  (MUA) e Fabriloren (stylist).

Chimera” è il nuovo singolo di Dani White, al secolo Manuel Danieli, da circa quindici anni attivo nel panorama rap/hip-hop con passione e determinazione. Dopo i primi singoli su YouTube e l’esperienza fra talent e Sanremo, sceglie la via dell’indipendenza artistica consolidando il rapporto con il suo produttore The Ross.

Questo nuovo brano è infatti frutto della loro collaborazione odierna e la sperimentazione e commistione fra generi ha dato vita a un singolo del tutto inedito per sonorità, temi e stile. È lo stesso Dani White a presentarci il suo lungo percorso per conoscerlo meglio e a descriverci cosa ha voluto trasmettere con il suo nuovo singolo, primo di ben altri sette in arrivo nel corso di quest’anno. Di questo singolo esiste anche un video ufficiale diretto e prodotto da Paolo Bianconi, nato da un’idea dello stesso Dani White.

Intervista a Dani White

  1. Ciao Dani White! Il 14 gennaio è uscito in radio il tuo nuovo singolo “Chimera”. Per chi non ti conosce ancora, presentati e spiegaci come hai iniziato il tuo percorso musicale.

Piacere sono Dani, la tua nuova pop star preferita e sono qui per raccontarti di me. Il primo approccio con la musica avvenne all’incirca 15 anni fa. Iniziai a scrivere le mie prime canzoni di genere Rap-hip hop, ma da subito ho sentito l’esigenza di cantare e di inserire delle melodie in ciò che creavo. Subito dopo iniziai a registrare le mie prime canzoni con un amico che da tempo produceva, e da lì ebbe inizio un mio primo vero e proprio percorso di pubblicazione di singoli su Youtube. Pian piano, le nottate passate in studio e le poche ore di sonno iniziarono a portare i primi riscontri, le prime soddisfazioni e i primi live nei locali delle zone da Como a Milano. Col tempo, i testi e le sonorità sembravano arrivarmi come per magia e le mie canzoni risultavano sempre più uniche e riconoscibili. La musica iniziava a parlare al mio posto. Ricordo che lavoravo e dormivo 2 ore a notte, dedicavo tutto me stesso nel fare musica perché mi faceva sentire vivo e mi faceva stare bene… era un’esigenza!

Arrivò il mio primo contratto discografico con un’etichetta e decisi di abbandonare il lavoro per dedicarmi solo ed esclusivamente alla musica. I miei genitori appoggiarono la mia scelta e mi supportarono in questo mio nuovo inizio. Mi trasferii per 6 mesi fuori regione, per lavorare al mio primo vero e proprio progetto musicale. Con il produttore decidemmo di formare una band/gruppo vocale composto da 2 chitarristi e 2 voci. Provammo ad accaparrarci il palco che tanti artisti italiani sognano, quello di Sanremo.

Il nostro percorso si fermò alle prime selezioni. Per varie situazioni alla fine ci siamo divisi e abbiamo iniziato un percorso da solisti. Dal dolore che provavo riguardo a quella situazione, sembrava che riuscissi a fare uscire il meglio di me musicalmente parlando, la musica era la mia terapia e scrissi un brano pop che interessò sin da subito alle major discografiche. Mi proposero di cederlo ad artisti noti del panorama musicale, poi di portarmi a Sanremo e alla fine tra tutta questa confusione, non si fece nulla.

Decisi di rescindere il contratto discografico perché mi sentivo come una sensazione di non riuscire a respirare e tornai a Milano. Ritornai ad essere indipendente e dopo qualche mese di stop decisi di ripartire a pieno regime. Mi guardai allo specchio e dissi a me stesso che era arrivata l’ora di crearmi un mio team di lavoro e così feci. Ho creato una squadra di videomaker, una squadra di produttori e feci la mia prima struttura indipendente. Potevo lavorare a pieno regime ai miei progetti senza dipendere da nessuno. Non ci mancava nulla, e questo spirito con gli anni ci portò a diventare una delle strutture più qualitative delle zone dove si appoggiavano anche alcuni artisti noti. Provai così, da indipendente, a iscrivermi con quel famoso brano che suscitò interesse alle major, ad Area Sanremo.

Superai tutte le selezioni italiane e andai a Sanremo per 4 giorni per le selezioni definitive. Mi selezionarono tra i 200, ma poi il mio viaggio terminò. Fu un’esperienza indimenticabile che ancora oggi porto nel cuore e da quel momento mi promisi di salire un giorno non lontano su quel palco! Ad oggi la nostra struttura cura emergenti e non a livello promozionale su social, videoclip, produzioni musicali e registrazioni. Durante questo percorso musicale ed esperienze di vita vissute, ho scoperto davvero chi è Dani White e cosa vuole comunicare. Brani che colpiscono lo stomaco emozionando gli ascoltatori. Nel cassetto ci sono 7 singoli pronti a gridare a tutti chi sono.

  1. Come sei arrivato a questo nuovo singolo nel tuo percorso? Da quale esigenza è nato?

Il mio progetto nasce da una sinergia che si è creata come per magia in studio con il mio produttore The Ross, da un’esigenza di esprimere circostanze vissute in prima persona, stese in modo tale da riuscire a fare rispecchiare gli ascoltatori e da una voglia di portare una ventata di freschezza e “stranezza”, fuoriuscendo dai canoni standard di una classica canzone.

  1. Com’è nata la collaborazione con il produttore The Ross e a cosa vi siete ispirati per creare il sound di questo singolo?

La collaborazione con The Ross nasce circa 2 anni fa. Ci siamo conosciuti quasi per caso grazie a Misstake. Cercavo un produttore che potesse cucire un vestito perfetto come un sarto, alle canzoni che scrivevo. Dopo essere salito dal Molise ed essere stati una settimana a stretto contatto in studio, abbiamo capito che si era creata una certa magia. Decise quindi di trasferirsi e di iniziare questa nuova avventura curando totalmente i miei progetti e quelli di Misstake, altra artista che lavora con noi e che conosco da anni. L’ultimo singolo è nato come per magia, la prima parte ricordo che lui suonando al pianoforte mi disse di provare a mettere le cuffie e mettermi al microfono per vedere cosa poteva nascere. Le parole e le melodie uscivano da sole. Sistemai in un secondo momento il testo e concludemmo la prima parte della canzone. Il giorno seguente, sempre in studio, Ross stava producendo un arrangiamento molto carico e più aggressivo. Anche lì mi uscirono delle parole per l’attacco della prima battuta. Scattò in Ross un’idea folle di unire la base e il testo della canzone fatta il giorno prima, con quest’ultima nonostante fossero 2 generi completamente diversi e con 2 bpm differenti. A lavoro finito abbiamo capito che avevamo in mano un brano che usciva fuori dai canoni musicali esistenti e che poteva far parlare tanto, ma soprattutto che trasmetteva a pieno quello che il testo descriveva.

  1. Ho notato che il brano è diviso in due parti: una più elettronica, e una che richiama di più le sonorità urban. Serve per dividere più temi nel singolo?

Sì, esattamente, hai notato bene! L’esigenza era di descrivere una parte più emotiva e intima all’inizio e una seconda parte per trasmettere rinascita, rivalsa con un sound molto più carico.

  1. Da cosa è formato il vuoto che dici di vivere ogni giorno? Cosa blocca un giovane come te?

Diciamo che tante esperienze negative date da persone che mi circondavano, mi hanno portato ad essere molto diffidente e a soffrire, dato che sono una persona molto emotiva e che da il 1.000% a tutti. Devo dire che essendo su certi percorsi spirituali, da un po’ di tempo ho affinato le mie sensazioni riuscendo a circondarmi solo di collaboratori e situazioni positive che mi hanno portato a trovare un bell’equilibrio e una pace interiore.

  1. Nel 2022, qual è la formula per risultare credibili e vincenti nella musica, secondo te?

Essere se stessi, seppur risulti scontata come risposta, questa è l’unica formula vincente. Mi spiego meglio, le mie canzoni descrivono totalmente come sono, non hanno filtri, arrivano alla pancia e al cuore delle persone. Un tassello importantissimo è anche essere unici a proprio modo in ciò che si fa.

  1. Questo singolo è parte di un progetto più grande? Cosa puoi anticiparci?

Questo singolo è uno sfogo, è la chiusura di un capitolo e l’apertura di tante nuove storie che ho da raccontare. Dire che ho 7 singoli pronti potrebbe allettare?

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Gslime & Yngpere: “Abbiamo completato Money Man in due giorni”

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Dal 20 gennaio 2023 è disponibile in rotazione radiofonica “Money Man”, il nuovo singolo di GSLIME e YNGPERE.

“Money Man”  abbonda di autotune e riverbero, in modo da rendere la voce più ambient e farla contrastare sul beat. Caratteristica che insieme alle sporche renderà sempre più riconoscibile la coppia di Lecco. La traccia conferma il sodalizio sempre più inscindibile tra il rapper e il produttore, uniti dalla passione per la trap e pronti a rilasciare un nuovo progetto dopoLow Budget”, l’ultimo album pubblicato lo scorso aprile 2022

“Money Man” è il titolo del vostro nuovo singolo. Da dove nasce l’idea del brano?

Il brano Money Man è stato completato in due giorni. Lo sviluppo è avvenuto naturalmente da parte mia in quanto il beat  ha stimolato la mia creatività . Ogni singolo rappresenta un viaggio interiore sia per me che  che per  YNGPERE. (gsla)

Qual è l’aspetto della vostra musica sul quale pensate di dover migliorare?

Continueremo a sperimentare ci sentiamo sulla buona strada. (gsla)

“Money Man” è l’anticipazione di un progetto più ampio? Avete nuovi progetti in cantiere?

Stiamo lavorando per far uscire  1 singolo + video ogni 2 mesi in modo da dimostrare la nostra costanza . Ora stiamo lavorando al prossimo video, un featuring con un altro artista di Lecco. (Pere)

Gslime: Instagram|Spotify     Yngpere: Instagram| Spotify

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Ricky Ramirez pubblica “Libero” | Intervista

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RICKY RAMIREZ torna su tutte le piattaforme digitali con “LIBERO”, il nuovo singolo dell’ex frontman della scena rock/metal sarda, pubblicato e distribuito da Chandelier Music.

Dopo il suo EP d’esordio come solista, “Catene”, pubblicato lo scorso aprile, l’artista sardo della label milanese torna con una nuova release che conferma la sua firma come un marchio di assoluta garanzia tra le nuove proposte del panorama urban.

“LIBERO”, si presenta come un brano coinvolgente e diretto attraverso il quale l’artista critica duramente l’impoverimento dei contenuti nel rap italiano e la tendenza degli artisti a seguire un trend con il conseguente appiattimento della varietà e della qualità della musica prodotta.

Ricky Ramirez, nei suoi versi, celebra così la sua posizione differente e svincolata dagli schemi, ben consapevole di non avere bisogno, in quanto artista provvisto di talento e di argomenti, di rincorrere alcuna moda. Su una trascinante produzione di keyoshin, che miscela sapientemente sonorità moderne e vintage condendo la wave urban del brano con chitarre distorte dal sapore rock/crossover, Ricky Ramirez cavalca il beat con scioltezza tra metriche serrate, rime taglienti ed una buona dose del suo consueto black humor.

“LIBERO” è stato registrato presso Chandelier Studio, mix&mastering dei brani sono a cura di Fato W e keyoshin, mentre l’artwork del progetto è ad opera di Emmeattitude. Il videoclip ufficiale del brano, diretto da Emmeattitude, è online su Youtube dalle ore 14 di venerdì 2 dicembre.

Intervista a RICKY RAMIREZ

Benvenuto Ricky! Il tuo nuovo singolo si intitola “Libero” ed è disponibile su tutte
le piattaforme digitali e su Youtube con il videoclip ufficiale. Come nasce questo
brano e cosa rappresenta in questo momento del tuo percorso?


Ciao, grazie! “Libero” nasce dalla mia solita scrittura di getto. Quello che tratto nel brano
è un argomento che mi sta molto a cuore, infatti, ho fatto diverse stesure del testo prima di
ultimare il pezzo. Personalmente, penso che “Libero” rappresenti un level up del mio
percorso di crescita. Lo vedo come un pezzo più maturo e scritto meglio. Non che gli altri
brani mi facciano schifo, ma solitamente si punta a migliorarsi sempre e credo che in questo
caso, nel mio piccolo, io sia riuscito a tirare fuori qualcosa di discreto.


Prosegue il tuo sodalizio artistico, dopo il tuo ultimo EP “Catene”, con il producer
keyoshin. State lavorando ad un sound particolare?


Con keyoshin mi sono trovato bene fin dall’inizio. Naturalmente man a mano che si lavora
assieme si trovano sempre più soluzioni che portano a sbocchi diversi.
Rispetto a “Catene” c’è stata un’evoluzione, soprattutto perché stavolta ci conoscevamo già
e sapevamo entrambi i gusti e le preferenze dell’altro, quindi è stato più facile. Il sound lo
stiamo affinando, siamo sempre proiettati.


Nato in Sardegna e con un passato da frontman nella scena rock/metal della tua
regione, ora vivi stabilmente a Milano e con il tuo progetto rap solista sei approdato
nel roster della label Chandelier Music. Cosa ti porti dietro delle tue precedenti
esperienze musicali?

Tantissima esperienza sul palco, sicuramente. Anche se i palchi metal sono diversi da
quelli rap/hip hop si tratta comunque di rapporto con il pubblico.
Suonare con la band per anni ti dà una certa sicurezza ed una certa expertise che chi non
ha esperienza di live difficilmente possiede. Allo stesso modo, a me mancano alcune basi
dell’hip hop perché non ho suonato spesso con DJ. In ogni siamo sulla strada giusta.
Un’altra cosa che mi porto dietro è il tour europeo con i Mankind Has Fallen nel 2015,
credo sia stata la migliore esperienza della mia vita.


Il tuo nome è ispirato alla figura del serial killer statunitense Ricky Ramirez? Se sì,
come mai?


Fin da ragazzino, sono sempre stato un appassionato delle storie dei serial killer. Oggi
sembra vada moda appassionarsi a documentari e serie TV che parlano di questo, ecco, io
è da più di quindici anni che seguo questo filone e mi ricordo che misi – Ricky Ramirez –
come mio nome d’arte su Facebook. Da quel giorno non l’ho più modificato e tutti, infatti,
cominciarono a convincersi che il mio nome fosse Riccardo.
Sono molto affezionato a questo pseudonimo come lo sono alla storia di uno dei serial killer
americani più sanguinari: Ricardo Munoz Ramirez, che, tra l’altro, fu beccato per aver
lasciato un cappellino degli AC/DC sulla scena del crimine.

Ci consiglieresti tre dei tuoi brani per conoscere meglio la tua musica?


Senza contare l’ultima uscita, “Libero”, vi consiglio di andare ad ascoltarvi l’EP “Catene”,
nel dettaglio, vi consiglio “Non fa per me”, “Catene” e “Voglio Entrare”.
6 Progetti per il futuro?
6 La mia idea è riuscire a pubblicare un disco entro il 2024 continuando a lavorare come
adesso, spensierato e senza mettermi in testa chissà quali obiettivi. Io mi diverto e,
soprattutto, lo faccio per passione.

Grazie per essere stato con noi:)

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Interviste

Gabbo in esclusiva: “Vi racconto la nascita di Maybe The Next Time”

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In occasione del nuovo EP “Maybe The Next Time”, abbiamo fatto qualche domanda a Gabbo, analizzando la fase di lavorazione del progetto e gli aneddoti che stanno dietro al processo creativo dello storico bassista dei Cor Veleno.

Ciao Gabbo, quando è nata l’idea del nuovo EP?

In realtà il giorno stesso dell’uscita di l’M IN, visto che nel farlo ci eravamo divertiti molto ho detto: “tranquilli, ne faremo altri!” hahaha.

Ci stavi lavorando da molto?

Veramente non mi accorgo quanto e quando lavoro sul progetto “Gabbo”, perché spesso durante lo studio giornaliero appunto idee musicali che poi sviluppo con Squarta.

C’è un brano a cui sei particolarmente affezionato?

No, ma siccome voglio bene a chi lavora con me, probabilmente quello in cui siamo di più Hahahah, quindi “Tu come fai” sicuramente.

Puoi spiegarci perché proprio “Maybe the next time”?

Se ci fate caso in “Volevo fare una hit” Ugo dice una cosa tipo “magari ne parliamo nella prossima canzone” e già qui ne cogliamo il senso, e poi anche nella vita di tutti i giorni quante volte diciamo “magari la prossima volta”. Quindi se ti aspetti qualcosa “magari la prossima volta la avrai”, è un un invito a stare sintonizzati e ad essere ottimisti sempre Hahahahah


Quali sono le differenze principali rispetto a I’M IN?

Probabilmente quella che risalta di più all’occhio o meglio alle orecchie è che non c’è solo la presenza di Ugo Crepa alla voce ma anche di altri eccezionali artisti come PeppOh, Calmo e Luca Notaro.
Davvero forti 

Ugo Crepa è la collaborazione più presente all’interno dell’album. Quanto vi ha sorpreso la sua crescita?

Sincero? Nessuna sorpresa, noi che lavoriamo sempre con lui sappiamo che vale molto 😉

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