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Interviste

Blake el Diablo: “Mi lascio trasportare dalle vibes che percepisco”

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«Ho scritto Spicchi Di Luna sul flusso delle mie vibes all’ascolto del beat – racconta l’artista a proposito della genesi del pezzo – Mi sono immaginato da solo al tramonto sul cofano di una macchina, a scrivere un pezzo chill, come se fosse la colonna sonora del momento. Ho preso spunto da più situazioni della mia vita, quelle a cui pensi quando sei da solo e ti fai un po’ di trip mentali. Amore, amici, passato futuro e tanto altro. Direi che è uscito tutto molto bene».

Ciao Blake el Diablo! E’ uscito da poco il tuo ultimo singolo: “Spicchi di Luna”. Che feedback stai ricevendo?
Sicuramente sopra le aspettative, dopo due anni di attività le speranze di viaggiare ad alti stream non erano molte. Per fortuna il pezzo sta dimostrandosi un buonissimo passo per riprendere l’attività, alla gente piace, mi scrivono in tanti tutto il giorno, sono fiero.


A chi oppure a cosa ti sei ispirato per la realizzazione di questo brano?
Mi sono ispirato un po’ a quello che ho vissuto proprio in questi ultimi anni, dai mali personali alla ricerca del mio vero genere, conclusione che ovviamente non ho ancora raggiunto ma ci stiamo avvicinando, lavoriamo bene, c’è feeling e abbiamo grosse cose in tasca.


Come nasce generalmente un tuo pezzo? Passi molto tempo in studio oppure sei molto produttivo anche in casa?
Principalmente mi lascio trasportare dalle vibes che percepisco, la musica prima di tutto, il testo e le registrazioni passano solo dai suoni, quando riesci a “tastare” una base ancora nuda, allora sai che quella ti porterà da sola al suo stesso riempimento. Purtroppo con il lavoro è molto difficile vivere ordinariamente lo studio, è il licenziamento non è un lusso che posso permettermi, solitamente scrivo in treno e nei momenti liberi della giornata, mi piace guardare piccoli dettagli che mi circondano e lasciarmi ispirare.


Quali sono i rapper italiani che ti hanno influenzato quando hai iniziato a fare rap?
In Italia trascinatore assoluto, Salmo, sono entrato nell’ottica musicale con i primi dischi hardcore tra il 2010 e il 2012, ma al momento tra i miei principali Top ci sono Lazza, Vegas Jones, Marracash e Caparezza, insomma non proprio tanto simili a quello che faccio.


Cosa ne pensi dei talent?
Penso che siano un’ ottima piattaforma per esporsi e far capire il proprio talento, un’ occasione che se capita va colta assolutamente.

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Interviste

Intervista a Misstake

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Misstake è un nome già conosciuto in ambito hip hop sin dai suoi inizi nel 2011, da quando è apparsa al fianco di artisti del panorama hip hop come Laioung, Nex Cassel, Vacca e molti altri. Da quel momento Alessandra Tondo, vero nome dell’artista, non si è più fermata.

Oggi, grazie al sodalizio con il producer The Ross e ad alcune vicende che l’hanno colpita personalmente, ha dato vita a un nuovo brano, “Diva”. Che, come spiegherà lei stessa in questa intervista, è una porta su un viaggio multisensoriale, primo di altri singoli che verranno in seguito seguendo lo stesso concept.

Misstake è stata vittima di revenge porn, un evento che le ha dato lo slancio per riprendere in mano la sua vita e la sua libertà, anche di mostrarsi per quello che è. Da quel momento è nato il suo nuovo singolo, un anthem che celebra la libertà di espressione.

Intervista a Misstake

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Misstake e ne è nata una divertente chiacchierata riguardo al suo ultimo singolo con alcune curiosità molto interessanti.

  1. Ciao Misstake! Il 14 gennaio è uscito in radio il tuo nuovo singolo “Diva”. Per chi non ti conosce ancora, presentati e spiegaci come hai iniziato il tuo percorso musicale.

Ciao, sono Alessandra, in arte Misstake e sono la tua nuova cantante preferita! Ho iniziato da piccola a cantare e a scrivere poesie, dopodiché ho fatto uscire delle canzoni rap con artisti a livello nazionale (tra i quali Laioung, Sud Sound System, Vacca e molti altri). Ho deciso, in seguito, di sperimentare il più possibile autonomamente cercando di lanciare dei messaggi positivi. Da qui inizia il mio viaggio…

  1. Come sei arrivata a questo nuovo singolo nel tuo percorso? Da quale esigenza è nato?

Il singolo nasce dall’esigenza di far trasparire il messaggio relativo alla libertà di espressione, fulcro di ogni mio brano.

  1. Com’è nata la collaborazione con il produttore The Ross e a cosa vi siete ispirati per creare il sound di questo singolo?

Ci ispiriamo a diversi generi musicali unendo il sacro e il profano. Ci piace sperimentare e riuscire sempre a portare un prodotto innovativo, definito da me “multisensoriale”.

Ross l’ho conosciuto tramite Instagram poiché dovevo fargli delle promozioni per un artista che seguiva. In seguito ci siamo trovati molto bene ed è salito a Milano per collaborare con me e per stare più a stretto contatto, a livello musicale.

  1. Hai raccontato di essere stata vittima di revenge porn e di aver aperto un profilo su Only Fans. Come si lega questa vicenda al tuo brano?

Sono stata vittima di revenge porn e ne sono uscita vincitrice, poiché ho scelto autonomamente di fronte ad un ricatto di postare alcuni scatti incensurati, senza lasciare che fossero venduti ai giornali. Il singolo nasce con l’intento di far trasparire il più possibile il messaggio della libertà d’espressione: nel 2022 non dobbiamo più scandalizzarci di fronte ad un corpo nudo e dobbiamo iniziare a considerarlo arte a tutti gli effetti.

  1. Che ruolo hanno secondo te le donne oggi, nella musica? Nell’urban noti che si fa ancora fatica ad emergere a discapito dei colleghi uomini?

Dal mio punto di vista c’è molta competitività, poiché le persone tendono a confrontare i risultati che ottengono rispetto ai risultati che ottengono altre persone, e questa cosa va a discapito dell’artista. Io credo che bisogni a tutti gli effetti coltivare la propria unicità e portare dei prodotti che siano attribuibili solamente a te, quindi distinguersi. Sicuramente per una donna è più difficile perché ci sono molti retaggi culturali. Una donna deve avere le palle quadre per farsi spazio, ma dal mio punto di vista, se ognuno coltiva la propria unicità, di spazio ce n’è a sufficienza per tutti. Credo nella sana competizione, ma solo ed esclusivamente con me stessa!

  1. Sei molto attiva sui social e hai un profilo molto popolare. Che rapporto c’è con il mondo digitale? Pensi che possa aiutare un’artista a veicolare un messaggio o è un’arma a doppio taglio?

Diciamo che ci tengo ad avere un rapporto molto confidenziale con le persone che mi seguono, e anche di supporto. Mi piace essere una guida per le persone che mi seguono, mi piace portare un messaggio positivo a chi mi legge. Farlo è fondamentale, così come sfruttare i numeri che si hanno per combattere delle battaglie giuste.

  1. Questo singolo farà parte di un progetto più grande? Cosa puoi anticiparci?

Questo singolo fa parte di una raccolta di brani multisensoriali, da ascoltare in primis con il cuore, in secondo luogo con la mente. Per essere apprezzati totalmente vanno ascoltati al buio, a letto. Ci sono delle frequenze studiate appositamente che vanno ad agire sullo stress e sulla secrezione della serotonina.

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Interviste

“Chimera” il nuovo singolo di Dani White ed Intervista esclusiva

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Dal 14 gennaio 2022 sarà disponibile in rotazione radiofonica “CHIMERA” , il nuovo singolo di DANI WHITE già disponibile sulle piattaforme di streaming digitale da venerdì 7.

“Chimera” è un brano che nasce dal dolore che si vive ogni giorno, come un vuoto che pervade lo stomaco e rende incapace di agire nei momenti in cui serve davvero.

Spiega l’artista a proposito del brano: Questa canzone vuole lasciare un segno in chi cerca una distrazione, in chi come me trova in ciò che lo circonda un modo per evadere, per staccare e migliorarsi in continuazione. Non sono i giudizi della gente su chi sei, cosa fai e come lo fai a determinare la tua persona ed il tuo valore. Il tempo che ci colpisce brucia come il fuoco , l’amore, la passione, il desiderio di raggiungere quel sogno ci accompagna ogni secondo. Ed è proprio da quel dolore che decido di riemergere, tenere salde queste sensazioni, questi ricordi e usarle come energia per fare un passo successivo. Il passo decisivo.”

Il videoclip nasce da un’idea di Paolo Bianconi, e di Dani White stesso che vuole trasmettere pienamente tutte le sensazioni e gli attimi che si possono percepire a livello vibrazionale, energetico e letterale presenti nel brano. Lavorando ad un’idea ben strutturata e maniacale con uno studio di immagini, scenografia ed elementi d’impatto, i colpi di scena ed i cambi di situazione sono il punto forte del videoclip, che tiene incollato l’ascoltatore dall’inizio alla fine. Un viaggio introspettivo nel quale ci si può rispecchiare. Un progetto commerciale, molto piacevole da vedere e tutto diretto e prodotto da Paolo Bianconi. Hanno collaborato al video Davide Morelli-Dave  (direzione artistica), Amina Binda  (MUA) e Fabriloren (stylist).

Chimera” è il nuovo singolo di Dani White, al secolo Manuel Danieli, da circa quindici anni attivo nel panorama rap/hip-hop con passione e determinazione. Dopo i primi singoli su YouTube e l’esperienza fra talent e Sanremo, sceglie la via dell’indipendenza artistica consolidando il rapporto con il suo produttore The Ross.

Questo nuovo brano è infatti frutto della loro collaborazione odierna e la sperimentazione e commistione fra generi ha dato vita a un singolo del tutto inedito per sonorità, temi e stile. È lo stesso Dani White a presentarci il suo lungo percorso per conoscerlo meglio e a descriverci cosa ha voluto trasmettere con il suo nuovo singolo, primo di ben altri sette in arrivo nel corso di quest’anno. Di questo singolo esiste anche un video ufficiale diretto e prodotto da Paolo Bianconi, nato da un’idea dello stesso Dani White.

Intervista a Dani White

  1. Ciao Dani White! Il 14 gennaio è uscito in radio il tuo nuovo singolo “Chimera”. Per chi non ti conosce ancora, presentati e spiegaci come hai iniziato il tuo percorso musicale.

Piacere sono Dani, la tua nuova pop star preferita e sono qui per raccontarti di me. Il primo approccio con la musica avvenne all’incirca 15 anni fa. Iniziai a scrivere le mie prime canzoni di genere Rap-hip hop, ma da subito ho sentito l’esigenza di cantare e di inserire delle melodie in ciò che creavo. Subito dopo iniziai a registrare le mie prime canzoni con un amico che da tempo produceva, e da lì ebbe inizio un mio primo vero e proprio percorso di pubblicazione di singoli su Youtube. Pian piano, le nottate passate in studio e le poche ore di sonno iniziarono a portare i primi riscontri, le prime soddisfazioni e i primi live nei locali delle zone da Como a Milano. Col tempo, i testi e le sonorità sembravano arrivarmi come per magia e le mie canzoni risultavano sempre più uniche e riconoscibili. La musica iniziava a parlare al mio posto. Ricordo che lavoravo e dormivo 2 ore a notte, dedicavo tutto me stesso nel fare musica perché mi faceva sentire vivo e mi faceva stare bene… era un’esigenza!

Arrivò il mio primo contratto discografico con un’etichetta e decisi di abbandonare il lavoro per dedicarmi solo ed esclusivamente alla musica. I miei genitori appoggiarono la mia scelta e mi supportarono in questo mio nuovo inizio. Mi trasferii per 6 mesi fuori regione, per lavorare al mio primo vero e proprio progetto musicale. Con il produttore decidemmo di formare una band/gruppo vocale composto da 2 chitarristi e 2 voci. Provammo ad accaparrarci il palco che tanti artisti italiani sognano, quello di Sanremo.

Il nostro percorso si fermò alle prime selezioni. Per varie situazioni alla fine ci siamo divisi e abbiamo iniziato un percorso da solisti. Dal dolore che provavo riguardo a quella situazione, sembrava che riuscissi a fare uscire il meglio di me musicalmente parlando, la musica era la mia terapia e scrissi un brano pop che interessò sin da subito alle major discografiche. Mi proposero di cederlo ad artisti noti del panorama musicale, poi di portarmi a Sanremo e alla fine tra tutta questa confusione, non si fece nulla.

Decisi di rescindere il contratto discografico perché mi sentivo come una sensazione di non riuscire a respirare e tornai a Milano. Ritornai ad essere indipendente e dopo qualche mese di stop decisi di ripartire a pieno regime. Mi guardai allo specchio e dissi a me stesso che era arrivata l’ora di crearmi un mio team di lavoro e così feci. Ho creato una squadra di videomaker, una squadra di produttori e feci la mia prima struttura indipendente. Potevo lavorare a pieno regime ai miei progetti senza dipendere da nessuno. Non ci mancava nulla, e questo spirito con gli anni ci portò a diventare una delle strutture più qualitative delle zone dove si appoggiavano anche alcuni artisti noti. Provai così, da indipendente, a iscrivermi con quel famoso brano che suscitò interesse alle major, ad Area Sanremo.

Superai tutte le selezioni italiane e andai a Sanremo per 4 giorni per le selezioni definitive. Mi selezionarono tra i 200, ma poi il mio viaggio terminò. Fu un’esperienza indimenticabile che ancora oggi porto nel cuore e da quel momento mi promisi di salire un giorno non lontano su quel palco! Ad oggi la nostra struttura cura emergenti e non a livello promozionale su social, videoclip, produzioni musicali e registrazioni. Durante questo percorso musicale ed esperienze di vita vissute, ho scoperto davvero chi è Dani White e cosa vuole comunicare. Brani che colpiscono lo stomaco emozionando gli ascoltatori. Nel cassetto ci sono 7 singoli pronti a gridare a tutti chi sono.

  1. Come sei arrivato a questo nuovo singolo nel tuo percorso? Da quale esigenza è nato?

Il mio progetto nasce da una sinergia che si è creata come per magia in studio con il mio produttore The Ross, da un’esigenza di esprimere circostanze vissute in prima persona, stese in modo tale da riuscire a fare rispecchiare gli ascoltatori e da una voglia di portare una ventata di freschezza e “stranezza”, fuoriuscendo dai canoni standard di una classica canzone.

  1. Com’è nata la collaborazione con il produttore The Ross e a cosa vi siete ispirati per creare il sound di questo singolo?

La collaborazione con The Ross nasce circa 2 anni fa. Ci siamo conosciuti quasi per caso grazie a Misstake. Cercavo un produttore che potesse cucire un vestito perfetto come un sarto, alle canzoni che scrivevo. Dopo essere salito dal Molise ed essere stati una settimana a stretto contatto in studio, abbiamo capito che si era creata una certa magia. Decise quindi di trasferirsi e di iniziare questa nuova avventura curando totalmente i miei progetti e quelli di Misstake, altra artista che lavora con noi e che conosco da anni. L’ultimo singolo è nato come per magia, la prima parte ricordo che lui suonando al pianoforte mi disse di provare a mettere le cuffie e mettermi al microfono per vedere cosa poteva nascere. Le parole e le melodie uscivano da sole. Sistemai in un secondo momento il testo e concludemmo la prima parte della canzone. Il giorno seguente, sempre in studio, Ross stava producendo un arrangiamento molto carico e più aggressivo. Anche lì mi uscirono delle parole per l’attacco della prima battuta. Scattò in Ross un’idea folle di unire la base e il testo della canzone fatta il giorno prima, con quest’ultima nonostante fossero 2 generi completamente diversi e con 2 bpm differenti. A lavoro finito abbiamo capito che avevamo in mano un brano che usciva fuori dai canoni musicali esistenti e che poteva far parlare tanto, ma soprattutto che trasmetteva a pieno quello che il testo descriveva.

  1. Ho notato che il brano è diviso in due parti: una più elettronica, e una che richiama di più le sonorità urban. Serve per dividere più temi nel singolo?

Sì, esattamente, hai notato bene! L’esigenza era di descrivere una parte più emotiva e intima all’inizio e una seconda parte per trasmettere rinascita, rivalsa con un sound molto più carico.

  1. Da cosa è formato il vuoto che dici di vivere ogni giorno? Cosa blocca un giovane come te?

Diciamo che tante esperienze negative date da persone che mi circondavano, mi hanno portato ad essere molto diffidente e a soffrire, dato che sono una persona molto emotiva e che da il 1.000% a tutti. Devo dire che essendo su certi percorsi spirituali, da un po’ di tempo ho affinato le mie sensazioni riuscendo a circondarmi solo di collaboratori e situazioni positive che mi hanno portato a trovare un bell’equilibrio e una pace interiore.

  1. Nel 2022, qual è la formula per risultare credibili e vincenti nella musica, secondo te?

Essere se stessi, seppur risulti scontata come risposta, questa è l’unica formula vincente. Mi spiego meglio, le mie canzoni descrivono totalmente come sono, non hanno filtri, arrivano alla pancia e al cuore delle persone. Un tassello importantissimo è anche essere unici a proprio modo in ciò che si fa.

  1. Questo singolo è parte di un progetto più grande? Cosa puoi anticiparci?

Questo singolo è uno sfogo, è la chiusura di un capitolo e l’apertura di tante nuove storie che ho da raccontare. Dire che ho 7 singoli pronti potrebbe allettare?

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Interviste

Sakküra: “Gli anime sono il mezzo attraverso cui cerco di trasmettere un messaggio”

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Intervista a Sakküra, fuori da poco su tutte le piattaforme digitali con il nuovo singolo “Wall Maria”

Come si evince dal video di “Wall Maria” sei un grande appassionato di anime. Come riesci a trasporre questa tua passione nella musica?

Gli anime sono il mezzo attraverso cui cerco di trasmettere un messaggio. Li utilizzo per fare metafore che possano essere il più possibile comprensibili da tutti e che possano lasciare un segno in chi ascolta. Cerco di selezionare gli anime in base a quello di cui voglio parlare e li adatto allo scopo, miscelandoli anche con altri anime, se necessario, per creare una storia.

Qual è stato il tuo primissimo approccio alla musica quando eri piccolo? La tua famiglia ha contribuito ad alimentare questa tua passione?

La mia famiglia mi ha sempre spinto a coltivare la passione per la musica, mia madre soprattutto. Entrambi i miei genitori hanno contribuito a creare il mio background musicale, basato principalmente su musica degli anni ’70, ’80 e ’90. Da piccolo ho suonato sia la chitarra classica che quella elettrica poi, da autodidatta. Poi a 16 anni circa è subentrato il beatbox e con la loopstation ho iniziato a creare le mie prime basi amatoriali.

Parlaci della tua esperienza su Tik Tok. Come ci sei entrato in contatto?

Sono entrato su Musically poco prima che diventasse Tik Tok, avevo visto una pubblicità su You Tube di un content creator che portava video di beatbox ed ho voluto provare a farlo anch’io. La mia esperienza su Musically e poi su Tik Tok varia, va da contenuti di beatbox ad altri umoristici, fino alle mie attuali canzoni.

Quali sono i rapper a cui ti sei ispirato maggiormente agli albori del tuo percorso?

Non ho preso ispirazione da altri rapper, il mio obiettivo è sempre stato quello di portare uno stile che fosse il più innovativo possibile e che potessi identificare come completamente mio.

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