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Interviste

“Meraki” il beat tape di Met Fish

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Clubhiphop è sempre orgogliosa di presentare nuovi lavori e sicuramente nella scena musica anche i produttori sono riusciti a ritagliarsi una importante fetta di visibilità che viene accompagnata dal giusto Hype con l’uscita delle loro produzioni.

Ormai il beatmaker è diventato a tutti gli effetti un lavoro di punta e non più un compito relegato alla stanza dei bottoni dove si produce la musica, veri e propri artisti che vendono la loro arte, regalando agli annali della musica tracce e composizioni.

Uno degli emergenti più promettenti della scena campana è sicuramente MET FISH, uscito da poco con il suo secondo Beat Tape MERAKI, uscito in free download per poter far apprezzare a tutti il suo talento.

Met Fish inizia a “impastare” con la musica già nel lontano 2007, influenze e passione portano l’artista dalla produzione al rap e viceversa, grazie a questa passione riesce ad imporsi in numerosi contest di freestyle regionali.

Meraki è il secondo album interamente strumentale, che arriva dopo diverse pubblicazioni di demo e street album, con un nome importante, Meraki arriva dal greco ed è una parolaper raccontare un approccio a fare cose con passione, con tutto se stessi: meraki. fare qualcosa con l’anima, la creatività o l’amore – quando metti “tutto te stesso” in ciò che stai facendo, qualunque esso sia

Intervista a Met Fish:

Come inizia la tua carriera da produttore? Cosa ti ha portato a produrre per altri artisti?

La mia carriera come produttore è iniziata nel 2006, oltre a appare ho deciso di dedicarmi alla produzione in quanto agli inizi era veramente difficile farsi dare  delle strumentali da altri produttori.

Meraki è un buon punto di svolta, un lavoro maturo a livello di produzione, cosa ci dobbiamo aspettare nel futuro?

Al momento sto terminando la scrittura di un mio ep che spero di rilasciare nei prossimi mesi, oltre a questo ho tanta altra musica da parte, tra cui altri due beat-tape e ghost produzioni per altri artisti.

La produzione delle basi richiede molto tempo, ormai pochissimi rilasciano in freedownload i propri lavori, mentre una volta era la normalità, come mai questa scelta?

Credo che uno dei principi base della musica sia la condivisione,  quindi ogni cosa che produco la metto a disposizione di tutti sperando che possano goderne.

Cosa vedi nel futuro di Met Fish?

Di sicuro tanta altra musica,  come dicevo prima sto terminando la scrittura di un mio Ep, ho pronti altri due beat tape e da alcuni mesi sto facendo ghost produzioni in ambito Techno-Trance

Tracklist Meraki:

            •          Ameno

            •          Pastels

            •          Wonderland

            •          Neve

            •          Melanconia


Track by track

Ameno – La traccia è una cover fatta al piano della canzone originale “Ameno” di ERA, questo voleva essere un pezzo introduttivo al beat-tape.

Pastels – In Pastels ero alla ricerca di un sample malinconico, che potesse indurre me e l’eventuale ascoltatore a lasciarsi andare con la mente e ripercorrere una serie di ricordi. Essendo amante della musica Soul sono rimasto folgorato dal sample ed ho deciso di utilizzarlo.

Wonderland- Per ciò che riguarda wonderland, avevo voglia di sperimentare. Quando l’ho prodotta avevo già in mente cosa fare, una strumentale che suscitasse nell’ascoltatore un senso di pace. Quest’idea l’ho tradotta utilizzando una drum line molto minimale, dei lead e dei pad che danno profondità alla produzione.

Neve – Il beat di Neve è nato a seguito di una massiccia influenza di musica funk e spiò. Nel periodo in cui stavo lavorando su questo beat ero alla ricerca di samples di questo tipo, però volevo che questi potessero suonare bene su un breakbeat e soprattutto che non suonassero vecchi.

Melanconia – L’ultimo beat è nato per caso, facendo digging mi sono ritrovato in mano un vinile al cui interno vi erano le colonne sonore di alcuni western. Una volta trovato il sample giusto, ho cercato parte vocale che potesse adattarsi meglio al campione.

Dopo questo lavoro maturo, ci aspettiamo un nuovo capitolo da parte di Met Fish per allietare il gusto dei suoi ascoltatori.

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Interviste

Gslime & Yngpere: “Abbiamo completato Money Man in due giorni”

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Dal 20 gennaio 2023 è disponibile in rotazione radiofonica “Money Man”, il nuovo singolo di GSLIME e YNGPERE.

“Money Man”  abbonda di autotune e riverbero, in modo da rendere la voce più ambient e farla contrastare sul beat. Caratteristica che insieme alle sporche renderà sempre più riconoscibile la coppia di Lecco. La traccia conferma il sodalizio sempre più inscindibile tra il rapper e il produttore, uniti dalla passione per la trap e pronti a rilasciare un nuovo progetto dopoLow Budget”, l’ultimo album pubblicato lo scorso aprile 2022

“Money Man” è il titolo del vostro nuovo singolo. Da dove nasce l’idea del brano?

Il brano Money Man è stato completato in due giorni. Lo sviluppo è avvenuto naturalmente da parte mia in quanto il beat  ha stimolato la mia creatività . Ogni singolo rappresenta un viaggio interiore sia per me che  che per  YNGPERE. (gsla)

Qual è l’aspetto della vostra musica sul quale pensate di dover migliorare?

Continueremo a sperimentare ci sentiamo sulla buona strada. (gsla)

“Money Man” è l’anticipazione di un progetto più ampio? Avete nuovi progetti in cantiere?

Stiamo lavorando per far uscire  1 singolo + video ogni 2 mesi in modo da dimostrare la nostra costanza . Ora stiamo lavorando al prossimo video, un featuring con un altro artista di Lecco. (Pere)

Gslime: Instagram|Spotify     Yngpere: Instagram| Spotify

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Interviste

Ricky Ramirez pubblica “Libero” | Intervista

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RICKY RAMIREZ torna su tutte le piattaforme digitali con “LIBERO”, il nuovo singolo dell’ex frontman della scena rock/metal sarda, pubblicato e distribuito da Chandelier Music.

Dopo il suo EP d’esordio come solista, “Catene”, pubblicato lo scorso aprile, l’artista sardo della label milanese torna con una nuova release che conferma la sua firma come un marchio di assoluta garanzia tra le nuove proposte del panorama urban.

“LIBERO”, si presenta come un brano coinvolgente e diretto attraverso il quale l’artista critica duramente l’impoverimento dei contenuti nel rap italiano e la tendenza degli artisti a seguire un trend con il conseguente appiattimento della varietà e della qualità della musica prodotta.

Ricky Ramirez, nei suoi versi, celebra così la sua posizione differente e svincolata dagli schemi, ben consapevole di non avere bisogno, in quanto artista provvisto di talento e di argomenti, di rincorrere alcuna moda. Su una trascinante produzione di keyoshin, che miscela sapientemente sonorità moderne e vintage condendo la wave urban del brano con chitarre distorte dal sapore rock/crossover, Ricky Ramirez cavalca il beat con scioltezza tra metriche serrate, rime taglienti ed una buona dose del suo consueto black humor.

“LIBERO” è stato registrato presso Chandelier Studio, mix&mastering dei brani sono a cura di Fato W e keyoshin, mentre l’artwork del progetto è ad opera di Emmeattitude. Il videoclip ufficiale del brano, diretto da Emmeattitude, è online su Youtube dalle ore 14 di venerdì 2 dicembre.

Intervista a RICKY RAMIREZ

Benvenuto Ricky! Il tuo nuovo singolo si intitola “Libero” ed è disponibile su tutte
le piattaforme digitali e su Youtube con il videoclip ufficiale. Come nasce questo
brano e cosa rappresenta in questo momento del tuo percorso?


Ciao, grazie! “Libero” nasce dalla mia solita scrittura di getto. Quello che tratto nel brano
è un argomento che mi sta molto a cuore, infatti, ho fatto diverse stesure del testo prima di
ultimare il pezzo. Personalmente, penso che “Libero” rappresenti un level up del mio
percorso di crescita. Lo vedo come un pezzo più maturo e scritto meglio. Non che gli altri
brani mi facciano schifo, ma solitamente si punta a migliorarsi sempre e credo che in questo
caso, nel mio piccolo, io sia riuscito a tirare fuori qualcosa di discreto.


Prosegue il tuo sodalizio artistico, dopo il tuo ultimo EP “Catene”, con il producer
keyoshin. State lavorando ad un sound particolare?


Con keyoshin mi sono trovato bene fin dall’inizio. Naturalmente man a mano che si lavora
assieme si trovano sempre più soluzioni che portano a sbocchi diversi.
Rispetto a “Catene” c’è stata un’evoluzione, soprattutto perché stavolta ci conoscevamo già
e sapevamo entrambi i gusti e le preferenze dell’altro, quindi è stato più facile. Il sound lo
stiamo affinando, siamo sempre proiettati.


Nato in Sardegna e con un passato da frontman nella scena rock/metal della tua
regione, ora vivi stabilmente a Milano e con il tuo progetto rap solista sei approdato
nel roster della label Chandelier Music. Cosa ti porti dietro delle tue precedenti
esperienze musicali?

Tantissima esperienza sul palco, sicuramente. Anche se i palchi metal sono diversi da
quelli rap/hip hop si tratta comunque di rapporto con il pubblico.
Suonare con la band per anni ti dà una certa sicurezza ed una certa expertise che chi non
ha esperienza di live difficilmente possiede. Allo stesso modo, a me mancano alcune basi
dell’hip hop perché non ho suonato spesso con DJ. In ogni siamo sulla strada giusta.
Un’altra cosa che mi porto dietro è il tour europeo con i Mankind Has Fallen nel 2015,
credo sia stata la migliore esperienza della mia vita.


Il tuo nome è ispirato alla figura del serial killer statunitense Ricky Ramirez? Se sì,
come mai?


Fin da ragazzino, sono sempre stato un appassionato delle storie dei serial killer. Oggi
sembra vada moda appassionarsi a documentari e serie TV che parlano di questo, ecco, io
è da più di quindici anni che seguo questo filone e mi ricordo che misi – Ricky Ramirez –
come mio nome d’arte su Facebook. Da quel giorno non l’ho più modificato e tutti, infatti,
cominciarono a convincersi che il mio nome fosse Riccardo.
Sono molto affezionato a questo pseudonimo come lo sono alla storia di uno dei serial killer
americani più sanguinari: Ricardo Munoz Ramirez, che, tra l’altro, fu beccato per aver
lasciato un cappellino degli AC/DC sulla scena del crimine.

Ci consiglieresti tre dei tuoi brani per conoscere meglio la tua musica?


Senza contare l’ultima uscita, “Libero”, vi consiglio di andare ad ascoltarvi l’EP “Catene”,
nel dettaglio, vi consiglio “Non fa per me”, “Catene” e “Voglio Entrare”.
6 Progetti per il futuro?
6 La mia idea è riuscire a pubblicare un disco entro il 2024 continuando a lavorare come
adesso, spensierato e senza mettermi in testa chissà quali obiettivi. Io mi diverto e,
soprattutto, lo faccio per passione.

Grazie per essere stato con noi:)

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Interviste

Gabbo in esclusiva: “Vi racconto la nascita di Maybe The Next Time”

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In occasione del nuovo EP “Maybe The Next Time”, abbiamo fatto qualche domanda a Gabbo, analizzando la fase di lavorazione del progetto e gli aneddoti che stanno dietro al processo creativo dello storico bassista dei Cor Veleno.

Ciao Gabbo, quando è nata l’idea del nuovo EP?

In realtà il giorno stesso dell’uscita di l’M IN, visto che nel farlo ci eravamo divertiti molto ho detto: “tranquilli, ne faremo altri!” hahaha.

Ci stavi lavorando da molto?

Veramente non mi accorgo quanto e quando lavoro sul progetto “Gabbo”, perché spesso durante lo studio giornaliero appunto idee musicali che poi sviluppo con Squarta.

C’è un brano a cui sei particolarmente affezionato?

No, ma siccome voglio bene a chi lavora con me, probabilmente quello in cui siamo di più Hahahah, quindi “Tu come fai” sicuramente.

Puoi spiegarci perché proprio “Maybe the next time”?

Se ci fate caso in “Volevo fare una hit” Ugo dice una cosa tipo “magari ne parliamo nella prossima canzone” e già qui ne cogliamo il senso, e poi anche nella vita di tutti i giorni quante volte diciamo “magari la prossima volta”. Quindi se ti aspetti qualcosa “magari la prossima volta la avrai”, è un un invito a stare sintonizzati e ad essere ottimisti sempre Hahahahah


Quali sono le differenze principali rispetto a I’M IN?

Probabilmente quella che risalta di più all’occhio o meglio alle orecchie è che non c’è solo la presenza di Ugo Crepa alla voce ma anche di altri eccezionali artisti come PeppOh, Calmo e Luca Notaro.
Davvero forti 

Ugo Crepa è la collaborazione più presente all’interno dell’album. Quanto vi ha sorpreso la sua crescita?

Sincero? Nessuna sorpresa, noi che lavoriamo sempre con lui sappiamo che vale molto 😉

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