Home Esclusiva ClubHipHop Da Salmo a Lazza: 5 (t)rapper italiani sopravvalutati

Da Salmo a Lazza: 5 (t)rapper italiani sopravvalutati

412
0

Salmo

Salmo è un rapper univocamente osannato. La maggior parte della critica musicale, degli addetti ai lavori e del pubblico interessati al rap italiano, considera  Salmo un artista completo.

Difficile confutare questa constatazione poiché Salmo è effettivamente un player in grado di gestire il game a 360 gradi. Il rapper originario di Olbia, presenta una penna permeata da una potenzialità interessante.

Quando vuole, Salmo, ha la capacità di strutturare i suoi testi, attraverso una buona scrittura. La skill più evidente di Salmo è la versatilità. Una delle doti più imponenti del rapper è il flow, camaleontico ed iconico.

Salmo è uno dei performer più completi nei live. Il tratto distintivo maggiormente apprezzato ed ammirato di Salmo, è il suo sapersi adattare a vari contesti.

Difatti, il membro di punta della Machete Crew, sa interpretare perfettamente il ruolo di cantante o attore, oltre ad essere un producer di livello assoluto.

Dopo aver evidenziato le molteplici caratteristiche top di Salmo, andiamo a specificare i principali motivi che lo rendono un rapper troppo sopravvalutato in Italia. Il primo movente è rappresentato dalla credibilità.

Salmo-1 Da Salmo a Lazza: 5 (t)rapper italiani sopravvalutati

Il rap è un genere musicale parte integrante di una cultura meravigliosa e ribelle: l’hip hop. La delivery e l’attendibilità, sono essenziali nel contesto del rap game di alta qualità.

Salmo ha fondato la sua carriera su un’identità precisa: quella hardcore. Il confronto col mainstream, ha portato Salmo a scontrarsi col mercato musicale e con la discografia e, così come molti suoi colleghi, l’artista ha deciso di concedersi alle avances del successo.

Checché se ne dica, nonostante le influenze elettro dark rock, Salmo già in Hellvisback, ha aperto le sue prospettive ad un compromesso evidente.

Playlist è stata la pietra tombale sul percorso artistico di Salmo, sempre più edulcorato dal pop. La partecipazione a Sanremo (ricordiamo che in Russel Crowe, Salmo rappava: “se hai talento nel canto, non ci andare a Sanremo“) ed altre scelte poco in linea con una mentalità hardcore ed hip hop, rendono Salmo un artista che va attentamente contestualizzato, per non rischiare di confondere alcuni parametri essenziali del rap game.

Ci spieghiamo meglio, effettuando un paragone con Noyz Narcos, rapper che a detta di molti, è permeato da uno stile simile a quello di Salmo. Nulla di più fittizio.

Osservando attentamente la carriera di Noyz Narcos, appare palese che l’ex membro del Truceklan, al contrario di Salmo, ha ottenuto un grosso successo e il riconoscimento mainstream, unicamente per volere del pubblico.

Noyz Narcos, non ha mai annacquato la sua arte con concessioni pop, o decisioni snaturanti. Essenza intatta ed evoluzione credibile: questo il mantra di Emanuele Frasca.

Salmo-1024x653 Da Salmo a Lazza: 5 (t)rapper italiani sopravvalutati

Al contrario, Salmo, a seguito dell’ottimo riscontro ottenuto con Midnite – prodotto senz’altro accattivante – ha letteralmente smembrato la sua delivery.

Il secondo motivo che fa propendere per la sopravvalutazione di Salmo è la ripetitività nei contenuti post Midnite. Così come accade per l’80% dei rapper italiani, ascoltando i vari album di Salmo dal  2016 in poi, i concetti espressi e le tematiche, non esulano quasi mai dagli storytelling personali, l’egotrip o le canzoncine pseudo romantiche.

Tutto ciò, denota una mancanza nello spettro argomentativo che non può passare inosservata. Lebon al mic, tende a non elevare il suo raggio d’azione tematico, preferendo in tal senso, una zona comfort, alla lunga piatta e stantia.

Salmo-3-1024x640 Da Salmo a Lazza: 5 (t)rapper italiani sopravvalutati

Per citare tre esempi tra tanti, Squallor di Fabri Fibra, Persona di Marracash e Xenoverso di Rancore, sono progetti caratterizzati da tutta una serie di sfaccettature, condensate da un senso critico preminente.

Prerogative che nel  Salmo post Midnite, fatichiamo a trovare. La terza motivazione per la quale Salmo è un rapper sopravvalutato, risiede nella fallace convinzione di massa che il rapper di Olbia, sia stato un pioniere assoluto dello stile che ha sfoggiato.

L’hardcore rap in Italia esiste da molto prima di Salmo, così come quello dal taglio dark estremizzato. Metal Carter è esempio perfetto di quanto affermiamo.

In più, se parliamo di influenze elettroniche nel rap game, Dargen D’Amico nel 2006, creò Musica Senza Musicisti, progetto totalmente differente dal modus operandi di Salmo, ma con un’impronta condizionata da un sound elettronico ben marcato.

Luchè

Luchè ha cominciato la sua carriera con un gruppo storico dell’hip hop italiano: i Cosang. L’artista partenopeo è entrato nella leggenda a seguito dei progetti editati con un collettivo che ha segnato in maniera indelebile il game del rap italiano.

I Cosang hanno saputo raccontare la cruda realtà delle periferie partenopee attraverso una lente d’ingrandimento estremamente giornalistica.

Lo scioglimento da Ntò – fortemente voluto dallo stesso Luchè per esigenze creative (cominciare a rappare in italiano) dettate dall’aumentare il bacino d’utenza – hanno portato l’artista di Marianella a firmare con Roccia Music, etichetta nativa capeggiata da Marracash.

Da quel momento in poi, la carriera solista di Luchè è ufficialmente cominciata. Ad oggi, il rapper, non ha mai più cavalcato quel mood randagio e ribelle che lo ha contraddistinto quando era membro di Cosang.

Cosang-1024x986 Da Salmo a Lazza: 5 (t)rapper italiani sopravvalutati

Le liriche di Luchè, si sono appiattite. L’artista partenopeo, ha scelto la strada del gangsta love e si è autodefinito il Vasco Rossi del rap italiano. In nessun progetto  di Luchè, ritroviamo dei contenuti di spessore.

I temi, tendono ad essere ridondanti e ripetitivi. Al pari di molti colleghi, il focus del rapper, appare chiaro: vendere il più possibile. La scrittura, non ha mai raggiunto dei picchi eccezionali e la reunion dei Cosang è sembrata solo un puro specchietto per le allodole, una forzatura imposta da esigenze nostalgiche e dalla scia di successo dei Dogo 2.0.

Dal 2012, ogni disco di Luchè è estremamente egoriferito e non notiamo alcun plus stilistico e tematico. L’artista, ha lavorato parecchio sulle melodie ed è riuscito a conquistare una notevole fetta di fan affezionati.

Il seguito di Luchè è quadruplicato, per cui dal punto di vista commerciale, la decisione di virare su una delivery meno impegnata, ha senz’altro funzionato. Resta il fatto che i prodotti di Luchè, appaiono svuotati nell’essenza e quel talento assoluto dei Cosang, si è disperso in un mercato spesso fagocitato dall’ossessione di dominio numerico.

Luche Da Salmo a Lazza: 5 (t)rapper italiani sopravvalutati

La competizione, ha condizionato in maniera indissolubile il percorso di Luchè, artista che fin da subito, si è saputo imporre anche come un producer di ottimo livello.

Le troppe derive love, unite ad un maschilismo tossico onnipresente, rendono Luchè un rapper limitato che non ha voluto espandere la propria consapevolezza artistica, accontendandosi delle classifiche e dei riconoscimenti, nonostante un background, una knowledge e delle qualità notevoli.

Nerissima Serpe

Di Nerissima Serpe si è detto di tutto ed oggi pubblico e critica musicale, lo considerano uno dei talenti più cristallini del rap game italiano. Ma sarà davvero così? Proviamo a scoprirlo. 

Cominciamo con l’affermare che Nerissima Serpe, non ha creato nulla, semmai ha riadattato. Il mumble rap – quello strisciare così caratteristico – e l’impostazione vocale tesa a strascicare le rime, sono un’ispirazione made in USA.

Nerissima Serpe, ha un flow camaleontico e sa far leva sulle sue peculiarità stilistiche. Da questo punto di vista, il rapper pavese, dimostra di poter rappresentare una sorta di novità in Italia.

Ma i limiti di Nerissima Serpe sono evidenti e non possiamo esimerci dal descriverli. Anzitutto, l’artista di Mafia Slime – al contrario di quanto dichiarato da magazine e riviste del settore – non presenta una scrittura così forbita e profonda. La penna non è una skill di Nerissima Serpe.

Nerissima-Occhio Da Salmo a Lazza: 5 (t)rapper italiani sopravvalutati

Le rime non sono rime, ma assonanze. Nerissima, ne chiude una ogni dieci. E se questa caratteristica, vogliamo interpretarla come un tratto distintivo, purtroppo dobbiamo tenere presente che in Italia, sono tanti i rapper a non chiudere le barre.

Nerissima Serpe è monotematico. I contenuti non vanno aldilà di un ego trip da megalomane o di qualche solita canzone dark romantica. Al massimo, nei progetti di Nerissima Serpe, troviamo dei brani a tema emo narrativi che trattano esperienze personali.

La deriva trap italiana,  ha reso fenomeni dei personaggi che in pratica non esprimono nulla, se non l’opulenza occidentale. Nelle sue opere, Nerissima Serpe è spesso misogino e violento.

Il confine tra realtà e finzione, si disperde e il ruolo interpretato, spesso, trionfa sui fatti. Nerissima Serpe è osannato e viene spesso menzionato come uno dei rapper più rivoluzionari nei tempi odierni.

Nerissima_Papa_Press0439-1-1024x683 Da Salmo a Lazza: 5 (t)rapper italiani sopravvalutati

Addirittura, l’uso preponderante degli animali nelle strofe di Nerissima Serpe, viene inteso come un tratto distintivo unico nel suo genere. Insomma, se questi sono i presupposti per valutare la qualità di un rapper, ci troviamo completamente in disaccordo.

Il mood scanzonato e il modo di fare di Nerissima Serpe, identificano un concetto troppo trash di concepire il rap. Nell’epoca in cui pochi si soffermano sui pregi testuali, l’attitudine grottesca, ottiene consensi su larga scala.

Sfera Ebbasta

Sfera Ebbasta ha appena cavalcato il palco con Drake ed è l’artista italiano più ascoltato in Europa. Contestare questi numeri è impossibile, ma è essenziale evidenziare che la qualità è un aspetto che scinde totalmente dalle classifiche, dalle cifre e dalla quantità. Sfera Ebbasta è un trapper limitato. Metricamente scarso, contenutisticamente piatto e spesso dalla scrittura vuota, inanimata.

L’artista, ha saputo creare un fenomeno senza precedenti in Italia, ma il successo di Sfera – al pari di quello della Dark Polo Gang o Bello Figo – è più imputabile ad una decadenza culturale del pubblico, piuttosto che ad un effettivo talento.

Sfera Ebbasta, ha trasmesso l’effimero ed è sintomo di un disgregamento ingombrante, sia della mentalità che dell’animo umano. Sfera Ebbasta non ha delle skill elevate. Tecnicamente, lascia molto a desiderare.

sfera-ebbasta-famoso-e1606080247190-1 Da Salmo a Lazza: 5 (t)rapper italiani sopravvalutati

Il trapper di Cinisello è un brand, un prodotto di marketing. Sicuramente, il percorso dell’artista va elogiato ed è sempre importante quando un ragazzo dell’hinterland raggiunge il successo, partendo dal nulla.

Questo, però, non deve ingannare nel giudizio complessivo sull’arte di un individuo. La creatività di Sfera Ebbasta è abbastanza standardizzata.

Ai tempi di Famoso, il comparto musicale e gli enormi risultati raggiunti, hanno messo in ombra le palesi criticità presenti nella penna, nel flow, negli storytelling di Sfera Ebbasta.

1517220118975-IMG_9110resize-scaled-1-1024x683 Da Salmo a Lazza: 5 (t)rapper italiani sopravvalutati

Tolte le melodie, Sfera è un trapper monotono e nella norma. La costante giustificazione della diversificazione tra differenti generi musicali, non può minimamente bypassare la pochezza lirica di Sfera Ebbasta.

Lazza

Lazza è ormai più un cantante che un rapper. L’artista ha cominciato con il freestyle, per poi entrare nel collettivo Machete. Ad oggi, Lazza è considerato un top player della scena rap italiana.

La versatilità, la variazione musicale e il fatto che Lazza sappia suonare il pianoforte, sicuramente sono punti a favore  del milanese, ma al pari dei colleghi citati in questo articolo, Lazza denota una pochezza contenutistica e un livello della penna, tutt’altro che esilaranti.

Le declinazioni di Lazza – orientate su un mood love onnipresente – le partecipazioni a Sanremo e le melodie costanti, lo hanno integrato sempre più nel parterre della musica italiana.

lazza-g-1024x641 Da Salmo a Lazza: 5 (t)rapper italiani sopravvalutati

Lazza non è più un rapper e se ogni tanto rappa, questa caratteristica, va classificata come una sfumatura del suo percorso artistico, ormai orientato su altre sonorità e prerogative.

L’imprinting di Lazza è risultare rilevante per un bacino d’utenza esteso. La volontà è arrivare sempre più al grande pubblico. Già teen idol, Lazza ha scelto di voler essere riconoscibile anche a dei fruitori abituati alla musica leggera italiana.

Qualcuno si è azzardato a definire Lazza un cantautore, ma certe affermazioni andrebbero gestite con più sapienza. Diplomato al conservatorio e vissuto in un contesto alto borghese, Lazza perde appeal quando prova a trattare alcune tematiche che non lo rappresentano a pieno.

Locura è solo un altro progetto come tanti, testualmente banale e nella norma, dalle tecniche semplici e con una scrittura poco rifinita. Il pop è il campionato di Lazza. E il pop, non è rap.