Avevo all’incirca 9 anni quando mio fratello improvvisamente mi regalò il CD masterizzato di Mr.Simpatia di Fabri Fibra. Non perché era fan, semplicemente aveva captato che ascoltavo un po’ Fibra poiché avevo roba degli Uomini Di Mare masterizzata da un mio amico che piratava di tutto. Ricordo esattamente il momento in cui entrò nella nostra stanzetta e mi disse:” a te piace Fibra? E mò ascoltati questo”. Un suo amico dell’artistico, gli aveva passato il CD perché convinto che quella roba poteva scioccarmi. E in effetti Mr. Simpatia, per me fu uno shock. In positivo, chiaramente.
Sono sempre stato un bambino intollerante alle regole, ribelle, casinista. Mi hanno mandato dalle suore per raddrizzarmi, ma lì è dove ho conosciuto alcuni dei miei amici con cui ho condiviso l’adolescenza. Le suore erano impotenti. Saltavamo dalla cattedra per emulare le mosse di wrestling. Al catechismo sono durato un giorno: il tempo di pasticciare il pavimento e buttare le robe per aria, poi non mi hanno più visto. Per cui, Mr. Simpatia per me era essenzialmente perfetto. Mi rappresentava. Quella rabbia agonistica e quella voglia di ribaltare la società, rompendo schemi prestabiliti, erano troppo accattivanti.
Da quel momento in poi, non ho mai più lasciato il rap. Mentre le persone che avevo intorno, ascoltavano Ligabue e Vasco Rossi, io pompavo il rap italiano, genere che mi ha portato poi a scoprire quello straniero e la cultura hip hop. Se i CoSang hanno segnato l’adolescenza di noi appassionati della provincia di Caserta, Fabri Fibra mi ha letteralmente accompagnato per tutta la vita.
Conosco molto bene la discografia di Fibra, ho letto i suoi libri, passato nottate ad analizzarne i testi, a captare i suoi pensieri, comprendere le tessere del suo mosaico. Quindi l’articolo è il mio omaggio ad un rapper che mi ha permesso di avvicinarmi alla cultura hip hop.
IMPORTANTE: DA QUESTA CLASSIFICA SONO ESCLUSI I MIXTAPE, GLI EP E PROGETTI SIMILI. HO PRESO IN CONSIDERAZIONE SOLO GLI 11 ALBUM UFFICIALI.
FLOP
Mentre Los Angeles Brucia
In fondo alla nostra classifica, troviamo esattamente l’ultimo disco di Fabri Fibra, pubblicato a giugno di quest’anno. A distanza di tre anni da Caos e successivamente all’esperienza come giudice a Nuova Scena, Fabri Fibra si ripresenta nel game con Mentre Los Angeles Brucia, album di inediti condito da 23 brani complessivi. Alle macchine, tanti producer italiani (specie Marz e Zef). MLAB, a tratti è inascoltabile. A tal proposito, gli episodi pseudo romantici, appaiono come una stortura clamorosa nel processo creativo di Fabri Fibra, non tanto per il contenuto proposto, bensì per come la tematica viene espressa. Se in passato Fabri Fibra è riuscito a creare delle dediche molto sentite come Stavo Pensando A Te, Un’Altra Chance o Le Donne, in MLAB ci sono dei passaggi da far accapponare la pelle per quanto siano scontati, banali e scritturati con superficialità.
Salsa Piccante, Milano Baby, Cometa, Come Finirà?, Stammi Vicino e La Fine Del Mondo, non hanno francamente un senso compiuto e sembrano un vano tentativo di Fibra di omologarsi alla wave romantica tanto cara alla discografia mainstream. C’era davvero bisogno di inchinarsi al volere dell’industria? Mentre Los Angeles Brucia è un album in cui notiamo un Fabri Fibra smarrito, disperso, che si parla addosso. L’artista non presenta più quella grinta del passato. Arrivato all’undicesimo disco, Fibra comincia ad avvertire la pressione dei costanti cambiamenti in atto nel gioco e la paura lo fa virare verso scelte preconfezionate. I feat con Nerissima Serpe e Papa V, Joan Thiele e Gaia, la volontà di affidarsi ai produttori che hanno permesso a Marracash di scardinare le certezze del rap italiano, sono tutti segnali di timore reverenziale verso un sistema che non aspetta nessuno.
Aldilà di alcune frasi sparse qua e là, Mentre Los Angeles Brucia, non presenta alcun processo ribelle. I testi, sono scontati, prevedibili, senza mordente. La formula del singolo politico, viene malamente ricalcata nella combo con Tredici Pietro o nel trio con Papa e Nerissima. Arrivato alla soglia dei 48 anni, Fibra resta ancora una volta incastrato in un egocentrismo opprimente. Il rapporto col padre viene ulteriormente analizzato, ma ce n’era davvero bisogno? La dedica al Figlio per ora immaginario, appare forzata e smielata. Il flow lento e cadenzato richiama quello di Turbe Giovanili, ma il coming back appare sostanzialmente superfluo, così come il rifacimento pari pari di Verso Altri Lidi.
Tutte queste decisioni al limite del nonsense artistico, ma dettate da una ferrea intenzione di vendere il più possibile, rendono MLAB un prodotto insufficiente. Alcune rime, sono molto vicine al cringe. Fabri Fibra, sceglie di cantare e non sempre l’intento riesce a dovere. Rispetto ai contenuti, all’interno dell’album, troviamo dei riferimenti a tematiche intriganti come la tecnologia, la tossicità, i rapper new gen, revenge porn, bullismo, salute mentale, ma i testi davvero accattivanti sono pochi, così come i ritornelli che vanno a segno come si deve. Fabri Fibra ha perso la carica agonistica. Mentre Los Angeles Brucia è un progetto globalmente manchevole . Non avevamo mai sentito il Fibroga così in difficoltà.

Guerra E Pace
Al penultimo posto della nostra classifica, troviamo Guerra E Pace, album nato dai postumi del tour asfissiante di Controcultura. A quei tempi, Fabri Fibra, fece parecchie date nelle discoteche e tornato da quell’esperienza energeticamente intensa e dispersiva, l’artista decise di immergersi in una sorta di quiete e nostalgia auto imposta, anzitutto osservando film neo-realisti italiani. Il titolo del disco deriva direttamente dall’opera omonima di Lev Tolstoj. Guerra E Pace è un progetto che nelle intenzioni prova ad indagare gli estremi, gli opposti: bianco e nero, bene e male, guerra e pace. Nell’opera presentata da Fibra – datata 2013 – notiamo maturità e tratti introspettivi nei primi tre brani che compongono la tracklist: Bisogna Scrivere, Voce e Che Tempi.
Effettivamente, Guerra E Pace, parte con un trittico di episodi dal carattere malinconico e riflessivo. La title track e Dagli Sbagli Si Impara in collabo con Elisa, sono altri due passaggi che analizzano tratti umani e un paese in decadenza. L’Italia viene presa di mira anche nel singolo Pronti, Partenza, Via! I contenuti esistono, ma la scrittura non appare affilata e scorrevole. D’altronde, l’intento primario del rapper era quello di arrivare ad un bacino d’utenza più esteso. L’artista, nelle varie interviste pre release, dichiarò che Guerra E Pace, voleva essere un disco mainstream rap alla portata di tutti e capibile dalla massa, compresi gli ascoltatori non abituali di rap italiano.
Difatti, all’interno del progetto, non troviamo neanche un vocabolo in inglese. Il lato esterofilo dell’album, viene coltivato a livello sonoro, poiché il sound è curato da tantissimi producer americani. La qualità insita nei tappeti musicali è spessa e caratterizzante. Da questo punto di vista, Fabri Fibra sperimenta, ma la penna appare stanca e scontata. Il punto più basso del progetto viene raggiunto nei singoli antecedenti l’outro con Elisa.
Alta Vendita,Centoquindici e Ring Ring, sono brani quasi incomprensibili ed inconcepibili. L’esigenza di creare singoli adatti al mercato, poteva essere gestita in maniera più consapevole e meno banale, così come avvenuto con Panico, in combo con Neffa. Guerra E Pace è un disco abbastanza piatto, poco ribelle e che non sposta gli equilibri. Fabri Fibra, si accontenta.
Testa le sue capacità su beat differenti, ma le capacità liriche, risentono della svogliatezza e semplicità che impregna i testi. Se l’obiettivo era raggiungere un pubblico più ampio, il risultato numerico appare vincente, ma artisticamente parlando, Guerra E Pace è un album abbastanza scontato. Peccato, anche perché il lavoro fu anticipato da Casus Belli, EP interessante e che conteneva il feat di un Nitro sconosciuto ai più.

Turbe Giovanili
Considerare Turbe Giovanili come un flop è quasi un sacrilegio per molti fan del Fibroga, ma personalmente trovo questo progetto parecchio al di sotto della successiva discografia di Fabri Fibra. Va bene il romanticismo degli inizi, ma Turbe Giovanili – così come ammesso da Fibra – è un disco pensato, creato e progettato per andare in Major (intento poi fallito). E tutto ciò, si nota ampiamente. I tappeti musicali onirici di Neffa, sono il tratto distintivo dell’album, il tocco di classe che rende Turbe Giovanili un prodotto meno scadente. Il problema focale di Turbe Giovanili sono anzitutto i vari testi dal taglio romantico.
Questa tematica, finisce per stagnare nella noia il processo d’ascolto. Capiamo che ai tempi, Fibra aveva 26 anni e questo è sicuramente un fattore da considerare. La provincia come sfondo, la monotonia come incentivo per esprimere ansie, paranoie, paure e sentimenti. Turbe Giovanili, vive sicuramente di emozioni e turbamenti, ma tolti alcuni testi e tematiche stimolanti (Dalla A Alla Z, Di Fretta, Scattano Le Indagini, Mi Stai Sul Cazzo) l’album non presenta picchi nella scrittura.
Fabri Fibra si lascia andare al flusso emotivo, ma Turbe Giovanili, oltre ad essere un prodotto piatto nel flow, non incentiva profonde riflessioni nell’ascoltatore. L’affetto dei fan e il costante attaccamento al passato, hanno reso Turbe Giovanili un album leggendario, ma obiettivamente il progetto non può essere considerato un prodotto altamente qualitativo. Fabri Fibra, sperava nella chiamata della multinazionale e Turbe Giovanili, funge da tentativo in tal senso.

STANDARD
Chi Vuole Essere Fabri Fibra?
Street album edito da Fabri Fibra nel 2009. Il CD, conteneva anche un DVD dedicato con un documentario estremamente interessante in cui Fibra sviscerava tantissimi temi inerenti al lato B del successo. Nella pellicola, Fibra si è totalmente aperto su tematiche personali, specialmente legate al successo. Recentemente, Fabri Fibra, ha specificato che Chi Vuole Essere Fabri Fibra? è un album figlio della collaborazione con Adidas Italia. L’album presenta dieci tracce, tutte in collaborazione con esponenti dell’underground italiano. Questo tratto, rende Chi Vuole Essere Fabri Fibra? un progetto interessante e assolutamente da non sottovalutare.
Ad accompagnare Fibra, troviamo Daniele Vit, Vincenzo Da Via Anfossi, Noyz Narcos, Dargen D’Amico, Supa e Federico Zampaglione. Se escludiamo Via Vai e Donna Famosa + In Quel Posto, due brani pensati per i live (Donna Famosa finirà anche in Fifa 10), i restanti 7 brani del disco sono di ottima qualità. Le collaborazioni di Noyz Narcos, Vincenzo Da Via Anfossi e Daniele Vit, funzionano a meraviglia.
Speak English e Incomprensioni, sono due straordinari singoli. Se Chi Vuole Essere Fabri Fibra? finisce solo ottavo in classifica è perché Fabri Fibra non lo ha rifinito a dovere, rinunciando a renderlo un progetto più completo e corposo. Alcune collaborazioni e strofe del Fibroga, non colpiscono a pieno. CVEFF contiene uno dei brani migliori dell’intera discografia di Fabri Fibra: Alla Fine Di Tutto Questo. La canzone tratta il tema del successo e lo fa con una lucidità disarmante. Chi Vuole Essere Fabri Fibra? è un progetto vincente, ma che sa un po’ di occasione mancata.
Le tematiche sociali narrate in Speak English ed Incomprensioni, si pongono come un moto riflessivo estremamente accattivante. Extralarge con Vincenzo Da Via Anfossi è un brano dal taglio hardcore e notturno. La strofa di Noyz Narcos, impregna l’album di cattiveria e stile Truce. CVEFF è un disco sottovalutato e che meriterebbe più attenzione da parte di pubblico, media e critica musicale. Soprattutto, Alla Fine Di Tutto Questo è un brano passato eccessivamente sottotraccia nella carriera del Fibroga.

TOP
Fenomeno
Entriamo nella categoria top album della carriera di Fabri Fibra. Da qui, in poi, troveremo esclusivamente progetti riusciti per gran parte delle valutazioni generali. Fenomeno è un disco targato 2017. L’album, presenta 17 brani nella versione ufficiali, 7 inediti nella Masterchef EP e due canzoni riproposte nella raccolta che ha chiuso il contratto di Fabri Fibra con Universal. Fenomeno rappresenta il ritorno nel mainstream da parte di Fibra. L’album è permeato da una scrittura affilata, ben gestita, ma che non rompe gli schemi né offre innovazione.
I testi si dividono tra tematiche personali e contenuti sociali. Red Carpet, analizza l’argomento della strumentalizzazione del mainstream nei confronti del rap, ormai mezzo utilizzato per raggiungere il successo e non più controcultura. I singoli, funzionano: Fenomeno, Pamplona e Stavo Pensando A Te, sono episodi credibili e sensati. Le produzioni sono curate da svariati producer, italiani ed internazionali. C’è molta ironia nel disco, ma anche riflessione, introspezione e psicologia. Money For Dope 2017 è un episodio in cui Fibra si interroga su tutta una serie di domande a sfondo esistenziale e prova anche ad offrire un ritratto lucido della società contemporanea.
Equilibrio, Invece No e Cronico sono i passaggi meno densi del disco, così come Dipinto Di Blu featLaioung non convince a pieno. Le Vacanze è un brano altamente passabile e probabilmente inserito esclusivamente per motivi industriali. I veri punti di rottura di Fenomeno sono Lascia Stare,Ogni Giorno, Nessun Aiuto eRingrazio, con le due ultime due tracce che rappresentano i veri punti nevralgici dell’album e ne elevano la caratura. Lascia Stare, invita a non mollare, a credere in se stessi e fregarsene delle dinamiche esterne. Fibra incita l’ascoltatore, partendo da considerazioni ed esperienze personali. Ogni Giorno, indaga il tema delle pressioni derivate dal successo e si muove sul filo sospeso dell’insoddisfazione dovuta allo stress perpetrato dalla società. Fabri Fibra lascia esplodere il mic. Le metriche sono serrate. La rabbia espressa, colpisce in pieno.
Ogni Giorno è un brano saliente di Fenomeno. Nessun Aiuto e Ringrazio, scoperchiano il Vaso di Pandora: Fabri Fibra, imprime tutti i suoi fantasmi in due testi dalle pesanti sfaccettature autobiografiche. In Nessun Aiuto, l’artista si sfoga nei confronti del fratello, mentre in Ringrazio accusa la madre di avergli rovinato l’esistenza in alcuni momenti della sua vita.
Queste due tracce, vanno apprezzate anzitutto per il contenuto inedito che ha permesso al personaggio di togliersi la maschera. Fibra si è tolto un peso, raccontando del rapporto burrascoso con la madre, figura che lo ha sempre oppresso. Rispetto a Nesli, il brano assume contorni amari, ma non rancorosi. Il vero plus di Nessun Aiuto e Ringrazio è sicuramente la penna di Fibra. Le stesure, sono scritte in maniera certosina. Fibra rappa e lo fa apportando delle metriche serrate sul beat.Nessun Aiuto e Ringrazio, alzano il livello complessivo del progetto. Rispetto alle tracce aggiuntive di Fenomeno, CVDM e Tony Hawk, meritano grosse congratulazioni.

Bugiardo
Bugiardo è il secondo album in Major di Fibra, arrivato a seguito dell’esordio con Tradimento. Rispetto al precedente lavoro, Bugiardo paga lo scotto di non presentarsi più come una novità assoluta. La formula è pressoché quella utilizzata in Tradimento: basi mainstream e rap di un certo tipo da sputare sulla strumentale. I tappeti musicali, strizzano l’occhio ad un sound americano. Fibra riesce a sfondare le classifiche ed entrare nel mercato dell’industria discografica con dei singoli totalmente in controtendenza rispetto al modus operandi delle etichette e delle Major.
Bugiardo, La Soluzione e In Italia, non lasciano scampo alle interpretazioni. Se la title track e La Soluzione, sono canzoni dal taglio ironico e personale, fitte di black humor, In Italia, narra delle problematiche della nostra nazione. La massa, si ritrova irrimediabilmente costretta a confrontarsi con le verità disturbanti portate alla luce da Fabri Fibra. La strategia sui singoli è ancora una volta vincente. In Italia, spopolerà ovunque e verrà rieditata addirittura con la collaborazione di Gianna Nannini.
Bugiardo è un disco tagliente, ma che non presenta testi altisonanti o egregi. Le caratteristiche preminenti del progetto sono la satira tagliente e la volontà di Fibra di colpire a destra e a manca. L’artista, nomina persone dello spettacolo e smuove le acque. Andiamo A Sanremo è una critica stupenda e beffarda al festival. All’interno di Bugiardo, troviamo i feat di Nesli e Metal Carter. Queste collabo sono importantissime dal punto di vista artistico, poiché non costruite a tavolino.
Trovare Metal Carter in un album Major è un must imperdibile. Non tutto funziona a meraviglia in Bugiardo, ma alcuni passaggi sono sicuramente memorabili. Sempre Io è un ritratto autobiografico gradito e sentito. Fibra, si apre e lo fa con uno spirito che va assolutamente apprezzato. L’artista, ci tiene a sottolineare che il successo non lo ha cambiato nel profondo.
Questa Vita è una traccia meravigliosa che si sofferma sulla distorsione e pericolosità dello spettacolo, spesso macabro congegno che incastra in una spirale da cui è difficile uscire. Potevi Essere Tu, narra del rapimento e dell’uccisione di Tommaso Onofri, mentre Hip Hop è una bella dedica alla cultura.Bugiardo è un disco che consacra Fibra nell’immaginario collettivo ed è un album mainstream molto valido.

Caos
Siamo nel 2022. A distanza di 5 anni da Fenomeno e post pandemia, Fabri Fibra torna nel game con Caos, album di inediti che rappresenta il suo passaggio da Universal a Sony. La firma con la nuova Major è un cambiamento non da poco, poiché i feat sono gestiti direttamente dalla multinazionale. Caos è un titolo evocativo, accattivante. I brani sono 17, le collaborazioni tante e non tutte vincenti. Caos è un progetto abbastanza scuro e notturno. Fabri Fibra, appare maturo e concentrato per gran parte del disco. La title track e Nessuno sono due pezzi esoterici, che presentano una chiave di lettura piuttosto macabra (specie Nessuno). Questi due episodi, sono quelli qualitativamente meno probanti del prodotto. Altri passaggi poco riusciti li notiamo nelle collaborazioni con Neffa e Ketama. Se il ritornello di Neffa è ben recitato, la strofa e il refrain di Ketama, sono tra le robe meno riuscite di Caos.
La strofa e il cantato di Fibra in Pronti Al Peggio, sono di buona fattura, ma Ketama rovina totalmente il mood, esprimendo un contenuto a tratti folle, poiché sconnesso totalmente dalla penna di Fibra. La domanda è: cosa c’entrano le donne e i temi romantici di Ketama con la strofa rappata da Fibra? Davvero si fa fatica a capire la connessione e ciò che Ketama voleva combinare. Fumo Erba e Demo Nello Stereo, sono brani sufficienti, ma che non convincono a pieno.
Amici O Nemici, presenta un beat clamoroso, nonostante il contenuto sia un po’ scontato. Stelle funziona a metà, mentre Propaganda è un bellissimo singolo politico che ci rimembra la qualità di Fibra di riuscire a creare canzoni per la massa con un determinato contenuto. Per quanto concerne i picchi di Caos, possiamo affermare senz’altro che rappresentano delle chicche assolutamente imperdibili. I tappeti musicali sono quasi tutti di ottima fattura, ma quelli di Cocaine, Noia, Brutto Figlio Di, El Diablo, Amici O Nemici, Liberi e Outro (Senti) giocano in un altro campionato.
Oltre a varie strumentali top, i brani Cocaine, Brutto Figlio Di, Noia, Liberi e Outro (Senti) alzano il livello dell’album in modo esponenziale. Cocaine e Brutto Figlio Di sono due pezzi pazzeschi, in cui ritroviamo la fotta clamorosa di Fabri Fibra. Politicamente scorretto, critiche sociali rappate come se il microfono dovesse esplodere. Salmo e Guè in versione killer, determinano in maniera esponenziale. La penna diventa una spada pronta ad uccidere. Noia, Liberi e Outro (Senti) sono invece dei flussi di coscienza interessantissimi.
Marracash firma una strofa enorme che da sola vale il prezzo dell biglietto. In Liberi, Fibra si mette a nudo e dedica degli spunti riflessivi splendidi, mentre l’outro è una sequela di pensieri onirici che seguono il beat. Chiudiamo citando El Diablo, che funge essenzialmente da seconda parte di Spara Al Diavolo, contenuta in Controcultura. El Diablo è un brano che affronta il consumismo ossessivo della società e lo smembramento dei sentimenti positivi. Il diavolo è simbolo di potere e corruzione.
Materialismo e noncuranza. L’empatia è solo una macabra illusione. Il ritornello esplicita tutto. El Diablo rappresenta la piega utilitarista e capitalista della società moderna ed occidentale. Caos è un album molto buono, con delle vette imperdibili, ma manca di quel tocco decisivo per definirsi un capolavoro. I passaggi a vuoto ci sono e non possono essere assolutamente ignorati.

Controcultura
Controcultura è un album che in retrospettiva ho rivalutato un po’ al ribasso. Arrivato il 7 settembre 2010 a seguito del rilascio in free download del mixtape Quorum, Fabri Fibra decide di ripresentarsi al pubblico con un disco che sfida la cultura dominante, focalizzata su una bella immagine e un contenuto effimero. Il Fibroga non ci sta e rilancia, provando a dettare la legge del rap: quella degli scossoni e del rovesciamento del pensiero prevalente, propinato dalla massa. Controcultura è un progetto che gira attorno ad una cover che richiama il controllo mentale. Nella copertina censurata, troviamo Fibra con il cervello aperto, su cui banchetta un membro del signoraggio. Forchetta e coltello, pronto a divorare la mente di Fabri Fibra. La cover ha un impatto ed un significato imponenti.
Fabri Fibra ci sta dicendo che la massa, così come gli artisti, sono controllati da altre cariche di potere. Tali contenuti, verrano ampiamente trattati in Controcultura. In un’intervista postuma, editata per Basement, Fibra ha riferito che, a causa del contratto poco remunerativo e al pari di CVEFF e Guerra E Pace, Controcultura è un album realizzato con poco impegno, ma quelle frasi sembrano più un attacco alla Major per ottenere un rinnovo o per vendicarsi, più che una dichiarazione di verità vera e propria.
Controcultura, non appare un prodotto scontato o banale, anche se sicuramente lo è in alcuni suoi passaggi come ad esempio Rivoluzione o Double Trouble. Alcune rime di ≠ e + –, sembrano scritte di fretta, quasi alla rinfusa. La strategia sui singoli è vincente. Vip In Trip è finito in alta rotazione. La canzone, critica politica e mondo dello spettacolo. La seconda strofa è stata modificata, a causa di Laura Chiatti. 3 Parole e Le Donne sono altri due singoli strutturati bene e studiati con dovizia di particolari. Fibra, non lascia niente al caso e sa come catturare l’attenzione dei media e del pubblico. La dedica alle donne è ben congegnata. Spartiacque della discografia di Fibra è sicuramente Tranne Te. La canzone fu duramente criticata da molti esponenti della scena rap. A quei tempi, Fibra, aveva la necessità di aprire il proprio mercato ed espandere il bacino d’utenza. Tranne Te era la chiave perfetta per scassinare le serrature delle discoteche.
L’intento riuscì, anche se a un prezzo un po’ eccessivo. Effettivamente il brano, lascia un po’ a desiderare ed è parecchio commerciale, ma il compromesso fu ritenuto indispensabile. Alcuni passaggi, non convincono. Ci riferiamo principalmente a In Alto e Troppo Famoso. Qualcuno Normale è un brano sociale ben orchestrato, dove troviamo una strofa clamorosa e stupenda di Marracash. Insensibile è una canzone nella norma. Oltre alla già citata strofa di Marra, i veri craque di Controcultura sono 6791, Escort, la title track, Spara Al Diavolo e Non Potete Capire. Questi episodi sono essenzialmente il cuore, la mente e l’anima del progetto. Fabri Fibra tratta di religione, politica, mercato discografico ed industria musicale, prostituzione per ottenere vantaggi e soprattutto di massoneria deviata, MK Ultra e progetto Monarch.
Controcultura è l’album che mi ha aperto al mondo dell’esoterismo. Spara Al Diavolo è la canzone più esplicita in tal senso, mentre Non Potete Capire, quella maggiormente ermetica. Fabri Fibra, alza nettamente il livello e sciocca l’ascoltatore. I temi trattati sono scottanti e indagano argomenti sconosciuti ai più. Il rapper entra a gamba tesa e non ci sta. I contenuti abbondano, basta semplicemente sintonizzarsi e godersi il viaggio. Controcultura non è un disco perfetto, ma sicuramente essenziale per comprendere a pieno il personaggio di Fabri Fibra.

Tradimento
Tradimento è il primo disco in Major di Fabri Fibra, quello che lo ha fatto conoscere al grande pubblico e consacrato sui palinsesti. Permeato da 17 tracce (a cui nella Platinum Edition, si aggiungono 11 brani presenti nell’EP Pensieri Scomodi), Tradimento rompe gli schemi e gli stilemi della musica italiana. Fabri Fibra deturpa la mentalità dell’italiano medio, incastrato nell’illusione di una nazione che lo rassicura e protegge. L’Italia è marcia, e Fabri Fibra sfigura il volto del bel paese.
L’artista, non le manda a dire, anzi. Il taglio hardcore macabro e misogino di Mr.Simpatia, non viene edulcorato, bensì rivisitato in maniera meno acida e gangsta. Tradimento squilibra il modus operandi della discografia, poiché anzitutto concede dei singoli anticonformisti rispetto alla regola del pathos romantico. Applausi Per Fibra e Mal Di Stomaco, sono canzoni totalmente sconnesse dal concetto radiofonico. Fibra smantella il mercato, e lo fa rappando di problematiche. Personali e sociali.
Lì dove l’ascoltatore voleva semplicemente essere cullato da dolci sogni del sentimentalismo smielato, Fibra si pone come un fenomeno di rottura. All’interno di Tradimento, il rapper riedita in chiave ironica dei classici italiani (La Pula Bussò, Il Triangolo Si) e poi tira dritto accusando il sistema delle guerre con Sono Un Soldato. Su Le Mani è tra i brani più iconici di Fibra.
Ci sono vari brani pensati per i live e tantissima voglia di provocare. Fabri Fibra è il personaggio che arriva per sconquassare e detronizzare certezze. Tradimento – insieme ad altri progetti storici del rap italiano – ha creato un mercato e un business per il rap italiano. Vaffanculo Scemo è la risposta a chi lo accusa di essersi venduto e prostrato alle Major. Idee Stupide, ritratto intimo e conscious. Tradimento non è un album perfetto, ma è semplicemente il prodotto giusto al momento opportuno. E dopo 20 anni, stiamo ancora cercando di comprendere la criptica Tutti Matti.

Mr.Simpatia
Influenzato da Eminem e dal film Il talento di Mr. Ripley, Mr. Simpatia è un disco concepito in UK. L’alter ego nella sua massima espressione. Fabri Fibra esplode al mic e si sfoga contro tutto e tutti. Le frustrazioni, prendono vita in un marasma di pensieri disturbanti e violenza inaudita. Mr. Simpatia è misoginia, omofobia, follia apparentemente senza senso. In verità, Mr.Simpatia è un’opera che smantella i cliché, gli stereotipi, i dogmi.
Religione, lavoro, famiglia, rap, industria musicale: Fabri Fibra attacca frontalmente ed è spietato. Il cambiamento è clamoroso: il ragazzo timido di Turbe Giovanili, dimostra tutta la sua capacità di incidere e trasformarsi in una macchina per uccidere. Mr.Simpatia è la spada che trapassa gli organi dell’Italia. Il rapper, non dimostra empatia, ma oltre a criticare e denigrare gli altri e le altre, scredita anche se stesso. Fibra non è un antieroe, quanto più una specie di tsunami che travolge tutto ciò che gli capita davanti.
Insoddisfazione ed avvilimento, prendono il sopravvento. Il flow è settato su un assetto di guerra che non lascia spazio ad interpretazioni. L’ossessione prende il sopravvento. Lo sconforto si tramuta in un assalto aggressivo nei confronti di ipocrisia e perbenismo. Mr.Simpatia è negatività espressa al mic, nella maniera più sconvolgente possibile.
Fabri Fibra ha stravolto il game con uno scossone senza precedenti. Sulle strumentali di Nesli, Fibra mette in rima tutte le delusioni, lo sgomento e le afflizioni. L’artista, entra nel suo buco nero personale e lo rende un prisma leggendario. La title track è una critica sociale pazzesca ed ancora attualissima.
Fabri Fibra ha esagerato e lo ha fatto in un ambiente ed habitat estremamente underground. Oggi che i rapper sono misogini esclusivamente per accontentare il mercato, Fabri Fibra ha deciso di esserlo in un momento in cui era pericoloso e controcorrente. Uno degli episodi migliori è sicuramente Momenti No, passaggio che scava nella depressione di Fibra, il tutto su un tappeto musicale onirico e monumentale.
Mr.Simpatia è un po’ come A Serbian Film per lo Stato senza sbocco sul mare. La pellicola di Srdjan Spasojevic è concepita per una nicchia, ma è diventata un caso mediatico senza precedenti. Sullo schermo e nelle cuffie: brutalità, follia e furia cieca. Ma sia il film di Spasojevic che il disco di Fibra, lasciano anche riflettere gli ascoltatori e spettatori più attenti ed interessati al lato B delle cose. Quelli che indagano oltre la superficie e scavano nel profondo. Mr.Simpatia ha tracciato un confine nel rap italiano. Dopo quel disco, nulla è mai stato più come prima.

Squallor
Squallor è l’album migliore di Fabri Fibra per svariati motivi. Anzitutto, rappresenta la versione più matura e centrata del rapper. Squallor, già dal titolo chiarisce i suoi intenti. L’album, ha totalmente ignorato il condizionamento dettato dal lavorare sotto major: Fabri Fibra, si è lasciato ispirare esclusivamente dalla sua creatività artistica, senza calcoli da classifica o compromessi. Squallor, sputa in faccia la realtà con disarmante lucidità, e lo fa attraverso un linguaggio puramente hip hop, scevro di filtri mediatici. Squallor è il prodotto di un ingranaggio che fa parte del meccanismo, ma decide di sabotarlo dall’interno, senza preoccuparsi delle conseguenze. Conseguenze che col senno di poi, si sono rivelate più che soddisfacenti poiché Squallor, senza ricevere alcuna promozione, è stato certificato disco d’oro. Squallor ha causato un precedente atipico per il rap italiano: mai prima di allora, un rapper nostrano all’apice del successo e gestito da una multinazionale, aveva completamente ignorato il business plan gestito dall’azienda.
Fabri Fibra con Squallor, non ha minimamente tenuto conto delle logiche di mercato: il progetto è strutturato per una nicchia che ama recepire, approfondire e conoscere, ma allo stesso tempo riesce a parlare al grande pubblico semplicemente perché è stato Fabri Fibra a concepirlo. Ma qual è la genesi che si nasconde dietro il progetto? È il 2015 e il rap italiano vive di un’esposizione mediatica mai avuta in precedenza. Fabri Fibra viene da un dissing con Vacca che lo ha riconfermato come uno dei migliori liristi e punchliner del panorama rap italiano. All’interno di Niente Di Personale, primo dissing del Fibroga indirizzato a Vacca, l’artista annuncia l’imminente arrivo di Squallor, album che però vedrà la luce solo poco più di un anno dopo. Il 7 Aprile 2015, con un tweet, Fabri Fibra lancia il disco, improvvisamente e senza promozione.
Una sola intervista, concessa a Rolling Stone e un marketing passivo che si attiva a causa della scelta inusuale. 18 brani nella versione fisica e 21 in quella digitale: Squallor viene concesso al pubblico senza preavviso, come un pugno in pieno volto pronto a sfigurare in maniera permanente. Squallor è un album maturo, con dei testi corposi, densi di contenuti e con una scrittura da vero pro. L’album offre uno spaccato sulla società contemporanea, sull’industria odierna e sul pubblico attuale, critica gli artisti superficiali, si pone domande esistenziali e scava all’interno dell’animo umano.
Lungo la tracklist, troviamo dei picchi immensi: Troie In Porsche, Cosa Avevi Capito?, le strofe che chiudono Amnesia e Lamborghini, A Casa, la meravigliosa Sento Le Sirene, l’esoterica Dio C’è e la politica Voglio Sapere. Il singolo che sbeffeggia il rap nostrano è una chicca imperdibile. In Squallor, vi sono davvero pochissimi episodi negativi o passaggi a vuoto. I tappeti musicali sono curati quasi esclusivamente da producer stranieri. La qualità è notevole, quasi senza precedenti. Squallor è semplicemente uno degli album più belli del rap italiano.







