Rondodasosa è tornato sotto i riflettori, questa volta ospite di Real Talk, e come sempre non è passato inosservato. Se da un lato il suo freestyle ha diviso il pubblico tra chi ancora ne apprezza l’attitudine e chi ormai lo considera una copia sbiadita del personaggio di un tempo, dall’altro Rondo ha saputo sfruttare perfettamente il momento per mandare un messaggio chiaro e diretto: il beef con Artie 5ive è tutt’altro che chiuso.
Nel corso del suo intervento, Rondo non ha esitato a lanciare l’ennesima stoccata a quello che un tempo era un compagno di squadra. “Dov’eri quando non c’era niente dentro al piatto? Ora ti dimentichi che hai leccato il culo a un bianco. Ahaha Artie”, ha dichiarato, esplicitamente e senza giri di parole. E se da una parte questa mossa può sembrare prevedibile nel rap game, in realtà è tutto tranne che scontata. In un’epoca in cui la maggior parte degli artisti si rifugia dietro dissing criptici e messaggi passivo-aggressivi, Rondo ha fatto una cosa che oggi pochi fanno: ha detto nome e cognome.
Il beef con Artie 5ive: più personale che musicale?
La faida tra Rondodasosa e Artie 5ive non è cosa nuova. Da mesi i due si punzecchiano a colpi di storie Instagram, interviste e barre velenose. Stando ai rumors, tutto sarebbe nato da un allontanamento improvviso di Artie, che secondo Rondo gli dovrebbe il “pass” nel mondo della musica. Un tradimento, dunque, più umano che professionale, che ha lasciato spazio a un risentimento evidente.
E mentre Artie sembra preferire un profilo più basso, evitando di entrare pienamente nel gioco del dissing diretto, Rondo sceglie ancora una volta la strada più rumorosa. Ma a che prezzo?
Il freestyle: tra hype e déjà-vu
Senza mezzi termini, il freestyle di Rondo a Real Talk ha lasciato sentimenti contrastanti. C’è chi lo ha definito “crazy”, chi lo ha trovato “mono flow” e privo di anima. Alcuni spettatori hanno commentato che sembrava più una lettura di una lista della spesa che un’esibizione carismatica. Tuttavia, anche chi non apprezza il suo stile deve ammettere che Rondo sa come attirare l’attenzione, e lo fa sempre nel suo modo diretto, senza mezze misure.
Quello che però salta all’occhio è una certa stanchezza stilistica. Il flow resta piatto, le rime prevedibili, e l’impressione generale è quella di un artista che sta cercando di tenere viva una fiamma che si è fatta flebile.
Il nuovo album Mattia: ritorno o tentativo disperato?
Al termine del suo Real Talk, Rondo ha annunciato l’uscita del suo nuovo album Mattia, prevista per settembre. Un titolo che, se vogliamo, suona come un ritorno all’essenziale, alla persona dietro il personaggio. Ma la domanda che molti si pongono è: questo disco sarà la rinascita di Rondo o l’ennesimo tentativo di restare a galla?
Dopotutto, negli ultimi tempi l’artista ha più volte tentato mosse mediatiche che non hanno portato ai risultati sperati: dai rumor su una partecipazione a Sanremo alle frecciate lanciate a Simba La Rue e Baby Gang, fino alla strategia “vedo non vedo” sul suo presunto viaggio a Miami, proprio mentre gli altri big della scena si facevano fotografare insieme oltreoceano.
Tutte azioni che sanno di hype forzato, di una rincorsa disperata alla rilevanza, mentre i numeri parlano chiaro: la popolarità di Rondo non è più quella di un tempo.
Rondodasosa: è finita un’era?
C’è stato un momento, pochi anni fa, in cui Rondo Da Sosa sembrava destinato a diventare il nuovo volto del rap italiano. La sua estetica, lo slang, l’attitudine street e l’alleanza con NKO, producer con una marcia in più, lo avevano proiettato come l’erede naturale di Sfera Ebbasta. E più il pubblico lo criticava, più lui saliva in classifica.
Ma oggi il panorama è cambiato. Rondo non rappresenta più il nuovo, non è più al centro delle conversazioni musicali, non fa più scuola. La sua figura sembra essersi cristallizzata nel ruolo di “bad boy del rap”, ma la narrazione non regge più a lungo. Senza una vera evoluzione artistica, il rischio è quello di restare imprigionato nel personaggio.
Voce fuori dal coro, ma con qualcosa da dimostrare
Non si può negare che Rondo sia stato uno dei pochi a portare un certo tipo di immaginario e sonorità internazionali nella scena italiana. Ha lasciato il segno, e per questo gli va riconosciuto un merito importante. Ma oggi, più che mai, sembra essere chiamato a una prova di maturità.
L’uscita di Mattia sarà decisiva: o segnerà un ritorno concreto, fatto di contenuti e innovazione, oppure sarà ricordato come il disco di chi ha provato a rientrare dalla porta dopo essere stato cacciato dalla finestra. La palla ora è in mano sua. E stavolta, niente dissing potrà salvargli la reputazione.






