Home Interviste Ill Grosso, Messa di Mezzanotte e il valore della testimonianza

Ill Grosso, Messa di Mezzanotte e il valore della testimonianza

94
0

Ill Grosso è uno di quegli artisti che non hanno mai avuto bisogno di rincorrere il momento, perché il suo percorso è sempre stato legato a qualcosa di più profondo del consenso immediato. Messa di Mezzanotte segna il ritorno de Ill Grosso e non si limita a riaffacciarsi sulla scena, ma si impone come un atto di presenza, di verità e di coerenza con una certa idea di Hip-Hop: cruda, diretta, senza filtri.

Il disco de Ill Grosso nasce da un periodo buio, attraversato senza scorciatoie, e porta con sé un racconto che parla di depressione, fragilità, disciplina e resistenza. Temi che Ill Grosso affronta con lucidità e senza retorica, trasformando il vissuto personale in linguaggio artistico e riaffermando il valore della testimonianza come elemento centrale della cultura Hip-Hop.

In questa intervista per Club Hip-Hop, Ill Grosso si racconta apertamente, riflettendo sul rapporto tra dolore e scrittura, sul ruolo terapeutico della musica e sulla necessità di tornare a un rap capace di parlare anche delle crepe, non solo delle vittorie.

Ne emerge un dialogo intenso, umano, che restituisce il senso di un progetto pensato per durare e di un ritorno che non cerca approvazione, ma ascolto.

LINK PRE ASCOLTO E PRE ORDER

In più passaggi del disco si percepisce un periodo buio. Ill Grosso, quanto è stato difficile trasformare la depressione in linguaggio artistico?

Non è stata una passeggiata, lo devo ammettere. La depressione è qualcosa che ti toglie le energie e ti svuota, mentre fare musica, farla bene e fare il rap, quello vero, ti chiede tutto.

Trasformare quel buio in linguaggio artistico significa dover guardare in faccia cose che preferiresti ignorare. Non è stato difficile scriverlo, perché le parole venivano fuori da sole come un’emorragia, ma è stato difficile viverlo prima di poterlo mettere in rima.

È un processo di distillazione: prendi il veleno che hai dentro e cerchi di farne una medicina, o almeno una testimonianza che resti. È ora di piantarla di accontentare i mediocri.

Scrivere e produrre musica è stato, per te, una forma di terapia Ill Grosso?

Assolutamente sì. Per me è l’unica terapia che funziona davvero, quella che non trovi in farmacia. Più che mai, a questo giro, la musica mi ha salvato.

Quando sei lì, piegato davanti al pc a produrre o davanti al microfono a registrare le tue rime, scarichi un peso che altrimenti ti schiaccerebbe. Se non avessi avuto il rap, la mia valvola di sfogo, non so dove sarei finito in questi anni di silenzio.

La musica non ti guarisce magicamente, ma ti dà gli strumenti per gestire il dolore, per dargli una forma e quindi per poterlo dominare invece di farti dominare.

611656295_18549736510042481_6578733045285026707_n-1024x771 Ill Grosso, Messa di Mezzanotte e il valore della testimonianza

C’è stato un momento in cui la musica ti ha letteralmente tenuto a galla?

Più di uno. Ci sono stati giorni in cui l’unico motivo per alzarmi dal letto era quel beat che dovevo finire, o quella strofa che non suonava ancora bene. La musica ti impone una disciplina quasi militare, ti dà un obiettivo quando tutto il resto sembra non avere senso.

Nei momenti più neri, sapere di avere un progetto da portare a termine è stato il mio salvagente. Senza questo disco, quel periodo buio avrebbe potuto inghiottirmi del tutto.

Pensi che il rap abbia ancora la forza di parlare di fragilità senza perdere credibilità Ill Grosso?

La credibilità non è fare il duro a tutti i costi, quello è recitare. Credibilità è essere veri, sempre e comunque, punto. Se sei a pezzi e fai finta di essere un superuomo, sei finto, e la gente se ne accorge.

Se sali sul palco e racconti storie non tue, la gente se ne accorge. Il rap ha una forza enorme proprio perché può essere crudo e vulnerabile allo stesso tempo. Parlare delle proprie fragilità richiede molta più forza che fare i soliti pezzi autocelebrativi.

Chi mi ascolta da anni sa chi sono: se ti racconto la mia caduta, sono più credibile di chi ti racconta solo successi che magari non ha neanche.

Ill Grosso, quanto è importante oggi raccontare anche il lato vulnerabile dell’essere umano, soprattutto nella cultura hip hop?

È vitale. Oggi l’Hip-Hop è diventato troppo spesso una fiera delle vanità, dove tutti devono mostrare di essere i più ricchi, quelli con la catena più costosa al collo, con il Rolex più pimpato degli altri.

Ma la vita di chi ti ascolta sta in strada, lavora e soffre, ha problemi ad arrivare a fine mese anche con due lavori. Tornare a raccontare la vulnerabilità significa riconnettersi con la realtà.

La cultura Hip-Hop è nata per dare voce a chi era ai margini, e spesso chi è ai margini non sa rialzarsi dalle sconfitte e si sente fragile. Ritornare a essere umani nella vita di tutti i giorni è l’unica vera rivoluzione rimasta da fare.

WhatsApp-Image-2026-xxxxxx-01-04-at-12.01.00-1024x1024 Ill Grosso, Messa di Mezzanotte e il valore della testimonianza

Se qualcuno che sta attraversando un periodo simile ascoltasse Messa di Mezzanotte, cosa vorresti che sentisse oltre alle parole Ill Grosso?

Vorrei che sentisse i silenzi. Che ascoltasse le pause e i vuoti che ci sono nella musica, perché è soprattutto in essi che c’è da sentire. Vorrei che le vibrazioni della musica lo facessero sentire meno solo in quel momento buio.

Vorrei che percepisse la spinta che c’è sotto ogni beat. Vorrei che sentisse che il dolore può essere trasformato in qualcosa di solido, di tangibile.

Se sono riuscito io a chiudere questo progetto partendo dal fondo, significa che c’è sempre un modo per risalire. Vorrei che chi ascolta sentisse la fatica, ma anche la dignità di chi non si è arreso.