“FANTASMI.” è il primo capitolo di un racconto personale e generazionale
Con “FANTASMI.”, Goodbye Marco inaugura ufficialmente il suo universo artistico, dando vita al primo capitolo di “MILANO, SESSO, FANTASMI.”, un progetto che mette insieme disagio metropolitano, relazioni tossiche e ricerca d’identità. L’EP, composto da cinque tracce e interamente prodotto da Haru, non si limita a raccontare emozioni personali, ma prova a fotografare lo stato emotivo di una generazione che fatica a sentirsi davvero presente nella propria vita.
Fin dal titolo, il progetto suggerisce un’immagine precisa: quella dei fantasmi interiori che continuano a seguirci, anche quando facciamo finta di averli superati. Goodbye Marco prende queste presenze invisibili e le trasforma in musica, costruendo un lavoro diretto, vulnerabile e profondamente contemporaneo.
Goodbye Marco racconta una Milano che consuma e isola
All’interno di “FANTASMI.”, Milano non è soltanto uno sfondo geografico. È una presenza costante, quasi un personaggio secondario che influenza ogni traccia. La città emerge nei silenzi, nelle relazioni svuotate, nella corsa continua verso qualcosa che spesso non arriva mai. Goodbye Marco descrive un ambiente che promette connessioni ma genera isolamento, che alimenta ambizioni ma lascia addosso stanchezza e senso di smarrimento.
Questo rapporto ambivalente con Milano attraversa tutto l’EP. Da una parte il desiderio di emergere, dall’altra il peso di una città che trasforma facilmente i sogni in pressione psicologica. Ed è proprio qui che il progetto trova la sua forza: nel riuscire a raccontare il disagio urbano senza romanticizzarlo.

Un sound viscerale costruito insieme a Haru
Le produzioni di Haru giocano un ruolo fondamentale nell’identità del progetto. Il sound di “FANTASMI.” alterna momenti intimi e malinconici a passaggi più ruvidi e diretti, mantenendo sempre un equilibrio coerente con il tono emotivo dell’EP.
Non ci sono produzioni sovraccariche o costruite per impressionare. Tutto sembra pensato per accompagnare la scrittura di Goodbye Marco e lasciarle spazio. Questa scelta rende il progetto estremamente compatto e credibile: la musica non invade il racconto, lo amplifica.
Haru compare anche come featuring nella traccia “davvero ti diverti?”, uno dei momenti più significativi del progetto, in cui emerge una critica forte verso la superficialità contemporanea e il bisogno costante di apparire. In “GRAMICCI”, invece, la presenza di Yuma aggiunge ulteriore dinamismo e attitudine, inserendosi perfettamente nel clima narrativo dell’EP.
Le tracce di “FANTASMI.” tra vulnerabilità e consapevolezza
Ogni brano del progetto rappresenta una fase diversa del percorso emotivo raccontato da Goodbye Marco.
“PENSAMI” apre l’EP con un tono sospeso e riflessivo, introducendo immediatamente il tema della memoria e del legame emotivo. “davvero ti diverti?” mette invece sotto accusa il vuoto nascosto dietro certe dinamiche sociali e relazionali, chiedendo provocatoriamente quanto ci sia di reale nelle vite che mostriamo agli altri.
Con “GRAMICCI”, Goodbye Marco e Yuma portano il racconto in strada, tra appartenenza, disagio e ricerca di identità. “finalmente solo” rappresenta uno dei momenti più introspettivi del progetto: una traccia che trasforma la solitudine in un momento di consapevolezza, quasi di liberazione.
A chiudere il cerchio c’è “PRIMA”, probabilmente uno dei brani più significativi dell’EP. Una riflessione lucida sulla perdita di autenticità nella società moderna, tra nostalgia per relazioni più vere e critica verso un presente dominato da superficialità e individualismo.
Goodbye Marco firma un debutto necessario per la nuova scena urban
In un panorama musicale spesso dominato dalla ricerca dell’hype immediato, Goodbye Marco sceglie una strada diversa. “FANTASMI.” non cerca scorciatoie, non costruisce personaggi artificiali e non prova a rendere il disagio qualcosa di estetico. Lo racconta in maniera cruda, sincera, umana.
Ed è proprio questa autenticità a rendere il progetto così efficace. Goodbye Marco riesce a trasformare esperienze personali in immagini collettive, parlando a chiunque abbia vissuto il peso della solitudine, della pressione sociale o della paura di perdersi.
Con “FANTASMI.”, l’artista non consegna soltanto un buon EP: consegna una visione chiara, coerente e profondamente contemporanea. Un debutto urban intenso e necessario, che conferma Goodbye Marco come una delle voci più interessanti della nuova scena italiana.






