Home Recensioni Chef P – 24/7 Mixtape Vol. 01 (Mixed by DJ Dero): quando il producer...

Chef P – 24/7 Mixtape Vol. 01 (Mixed by DJ Dero): quando il producer torna alle origini

15
0

C’è un formato che il rap italiano non ha mai smesso di amare, anche quando le piattaforme di streaming hanno cambiato le regole del gioco: il mixtape. Non l’album pensato per le classifiche, non il singolo ottimizzato per l’algoritmo — il mixtape, quello vero, fatto di selezione, istinto e cultura. È esattamente da qui che parte Chef P con la 24/7 Mixtape Vol. 01, progetto mixato da DJ Dero, disponibile gratuitamente su Mixcloud, su Untitled e sul sito dedicato 24-7mixtape.com.

Ventitré tracce. Trentotto minuti e cinquantaquattro secondi. Un cast che unisce il meglio del rap italiano con leggende internazionali. E soprattutto, una dichiarazione d’intenti che raramente si sente con questa onestà.

Chi è Chef P: Pietro dei 2ndRoof, uno dei producer più importanti del rap italiano

Per capire il peso specifico di questa tape bisogna prima capire chi è Chef P, nome d’arte di Pietro Miano, metà del duo produttivo milanese 2ndRoof insieme a Federico Vaccari. I 2ndRoof non sono una nota a piè di pagina della storia del rap italiano: sono uno dei motivi per cui quel rap suona come suona oggi.

Il loro curriculum parla da solo. Nel 2011 firmano la title track di Il ragazzo d’oro di Guè Pequeno, considerata universalmente una traccia apripista per le nuove sonorità che oggi dominano il mercato italiano. Poi arriva Maruego, poi Mr. Fini, poi anni di collaborazioni con Emis Killa, Jake La Furia, Marracash, Simba La Rue. Da L’amico degli amici a Ti Levo Le Collane, passando per Saigon e Immortale, i 2ndRoof non hanno sbagliato un singolo beat — e proprio Ti Levo Le Collane riappare in questa tape alla traccia 3, a conferma che Chef P sta raccontando la sua storia attraverso le sue produzioni più significative.

Pietro vive da anni a Los Angeles, ma la sua firma sonora è rimasta profondamente milanese: raffinata, densa, mai sopra le righe.

A mixare c’è DJ Dero (Federico Filoni), nome di riferimento per chiunque frequenti la scena milanese da almeno vent’anni. La sua presenza non è decorativa: la tape scorre con una fluidità e un ritmo che solo chi ha passato migliaia di ore dietro ai giradischi sa costruire.

Il titolo, la doppia lettura e il disco d’oro fai-da-te

Il titolo 24/7 non è scelto a caso. Porta con sé una doppia lettura precisa. Da un lato riflette l’attitudine di Chef P come artista e produttore costantemente connesso alla musica, in una modalità che lo accompagna da tutta la vita e non conosce pause. Dall’altro diventa il pretesto per fare l’esatto opposto di ciò che il mercato impone: fermarsi, tornare all’istinto, fare musica per piacere personale senza lo stress delle aspettative commerciali. Un cortocircuito voluto, che trasforma il simbolo della produttività ininterrotta in un atto di libertà creativa.

La scelta di distribuire il progetto gratuitamente e su piattaforme dedicate alla community — fuori da Spotify, fuori da Apple Music, fuori da qualsiasi logica di classifica — è una presa di posizione netta nei confronti di un mercato musicale sempre più orientato a numeri e algoritmi.

Ma il gesto più eloquente è un altro. Chef P ha scelto di realizzare un disco d’oro fisico del mixtape: non una certificazione ottenuta attraverso i canali tradizionali, ma un riconoscimento autonomo del percorso umano e artistico che ha portato alla sua realizzazione. Una scelta che restituisce all’artista il controllo sul significato del proprio lavoro, sottraendolo alla validazione dell’industria.

A spiegarlo è lo stesso Chef P: «Ho preso alcune delle produzioni più importanti della mia carriera e insieme a DJ Dero ci siamo divertiti, sperimentando e creando liberamente. Avevo bisogno di tornare a divertirmi davvero, senza stress, senza aspettative, senza pensare alle classifiche o alle regole del mercato. Solo musica, istinto e cultura». E ancora: «Questo mixtape è un omaggio alla cultura. A quell’attitudine vera e a quel modo libero di fare la cosa che ci appassiona di più. L’ho fatto per me, ma soprattutto per chi supporta davvero questa cultura e per chi sta iniziando adesso il proprio percorso».

La struttura della tape: tre anime in 38 minuti

Ascoltando la 24/7 Vol. 01 dall’inizio alla fine — che è l’unico modo corretto per approcciarla — emergono tre blocchi narrativi distinti, anche se mai dichiarati esplicitamente.

Il blocco italiano di punta (tracce 1–8)

L’apertura è affidata a 0/100, con Guè, Shiva, French Montana e Max B. Un accostamento che dice già tutto: il rap italiano mainstream del presente (Guè, Shiva) dialogato con due voci americane che appartengono a stagioni e storie diverse. French Montana porta la sua cadenza cosmopolita; Max B, nonostante gli anni difficili, rimane una delle voci più riconoscibili dell’east coast di fine anni Duemila.

L’Akrapovic OG Remix (traccia 2) con Guè e Artie 5ive è uno dei momenti più densi di questa prima sezione, seguito dal brevissimo ma efficace Ti Levo Le Collane × Shot Caller (traccia 3), dove Guè e French Montana tornano insieme in meno di un minuto di pura attitudine. Return of the Vibe (traccia 4) porta Mark Morrison nell’equazione — sì, il Return of the Mack guy — in una sovrapposizione temporale che funziona meglio di quanto si potrebbe pensare.

Il picco di questa sezione è Montenapo (traccia 5), con Guè, T.I. e Lazza. Tre stili, tre generazioni diverse di rap, tre modi di abitare un beat elegante. È il tipo di traccia che su una tape come questa suona più grande di quello che probabilmente è su carta.

Le tracce 7 e 8 portano Marracash: prima con Mustard su Maledetto Me, poi nel ritorno del sodalizio storico con Guè nell’Instalova 90s Edition. Quest’ultima è forse il momento più nostalgico dell’intera tape — non per i suoni, ma per quello che rappresenta la coppia sul piano culturale.

Il blocco internazionale e le contaminazioni (tracce 9–15)

La tape cambia pelle intorno alla traccia 9. Boîte di Jul e Baby Gang porta il rap francese e la voce trapanese-milanese di Baby Gang in un accostamento geograficamente inaspettato ma sonoramente coerente. Jul è uno dei rapper più prolifici d’Europa, spesso sottovalutato fuori dalla Francia: il suo featuring qui funziona da raccordo tra culture.

La traccia 10, Opere d’Arte nel remix di Chef P e ThisisFabio con Simba La Rue, è uno dei pochi momenti in cui il produttore firma in prima persona in modo esplicito — e si sente. Simba La Rue porta una tensione autentica che raramente si trova nel rap italiano contemporaneo.

Verso Altri Mari (traccia 11) con Fabri Fibra, Lacrim e i Luniz è uno degli accostamenti più ambiziosi della tape. Fibra è la coscienza critica del rap italiano; Lacrim porta il tessuto franco-algerino; i Luniz tornano con quella voce californiana che negli anni ’90 era ovunque. Il risultato è denso, quasi cinematografico.

La sezione si chiude con tre tracce di Fabri Fibra in varie combinazioni — con i Dilated Peoples (traccia 12) e in due momenti solistici brevissimi ma chirurgici — prima di passare al blocco più pesante della tape.

Il blocco americano: da Snoop a Nipsey (tracce 14–18)

La traccia 14 cambia registro con Gin & Juice di Snoop Dogg e Nipsey Hussle. Mettere Nipsey Hussle su una tape nel 2026 non è un gesto neutro: è un tributo esplicito a uno dei rapper più rispettati della West Coast, ucciso nel 2019 all’apice della sua influenza. Right Hand 2 God (traccia 15) continua il momento Nipsey, e Rap N****s × Frate (traccia 16) chiude il cerchio unendolo ai Club Dogo — il rap di Crenshaw e quello di Milano che si parlano.

Le tracce 17 e 18 appartengono interamente ai Club DogoClub Dogo Is Like e il doppio Mi Bastard × Ultima Volta. È la parte più milanese, più tribale della tape. Chi ha vissuto la scena italiana nei primi anni Duemila sa quanto pesi ogni parola.

Il finale: sorprese e chiusura epica (tracce 19–23)

La parte finale della tape è quella più eclettica. Una Siga Fa con Emis Killa e LL Cool J (traccia 19) è uno dei featuring più sorprendenti: LL Cool J, uno dei padri fondatori del rap, che si incrocia con uno degli MC più tecnici della scena italiana. Funziona.

Le tracce 20 e 21 (Yukon con Justin Bieber e Chicchi di Caffè con Tony Boy) sono marchiate Coming soon, lasciando intendere che la tape ha ancora qualcosa da dire. È una scelta narrativa precisa: l’incompletezza come promessa.

All of the Neons (traccia 22) con Shiva e Sfera Ebbasta rappresenta il presente del mainstream italiano in tutta la sua forza — due degli artisti più ascoltati degli ultimi anni su un beat che Chef P costruisce intorno alla loro sintassi.

La chiusura è affidata a 1 for the Money (traccia 23), Nipsey Hussle e Guè, quattro minuti e venti secondi. È la traccia più lunga della tape, quella che si prende tutto lo spazio necessario. Un finale che sente il peso di quello che rappresenta Nipsey oggi, e che restituisce alla tape la sua anima più profonda.

Cosa rende la 24/7 diversa da un semplice mash-up

La differenza tra una tape come questa e una playlist qualsiasi sta nel punto di vista. Chef P non ha messo insieme tracce a caso: ha raccontato una visione del rap attraverso le sue produzioni più importanti, usando DJ Dero come narratore. Ogni accostamento ha una logica — geografica, generazionale, emotiva. Il fatto che non ci sia un singolo da spingere, nessuna strategia promo, nessun label coinvolto, rende tutto più credibile.

È un documento. Non nel senso accademico, ma nel senso che tra vent’anni qualcuno ascolterà questa tape e capirà qualcosa di preciso su come suonava e pensava una certa parte del rap italiano nel 2026.

Ascoltatelo tutto, dall’inizio alla fine

24/7 Mixtape Vol. 01 è disponibile gratuitamente su Mixcloud, su Untitled e su 24-7mixtape.com. Non ci sono algoritmi da soddisfare, nessuna classifica da scalare. C’è una tape, mixata bene, costruita con cura, offerta a chi sa cosa farsene.

Il Vol. 01 in copertina non è un dettaglio: c’è altro in arrivo. E se il livello rimane questo, vale la pena aspettare.