La scena hip-hop catanese si prepara a un nuovo capitolo: il 5 dicembre è arrivato Sottosopra, il primo album ufficiale del duo formato da Robin & Serpe, pubblicato da Tomato Sauce Records. Un lavoro che riporta il rap alle sue radici, recuperando l’attitudine cruda e minimalista degli anni ’90 e trasformandola in un manifesto contemporaneo di controcultura.
Un disco che vive tra boom bap e realtà capovolta
Sottosopra nasce da un’idea chiara: raccontare il mondo moderno nelle sue contraddizioni, senza edulcorare nulla. L’album è completamente prodotto da Peppe Serpe, che costruisce un immaginario sonoro fatto di sample polverosi, batteria asciutta e atmosfere che oscillano tra Catania e la golden era del rap americano. Dieci tracce dirette, tecniche, senza fronzoli.
Il progetto vanta anche numerosi ospiti della scena: L’Elfo, Il Dottore, Johnny Hell, Cypher Vinz, Wild Ciraz e DJ IeuOne, quest’ultimo responsabile degli scratch e dei cuts che donano al disco un’identità ancora più old school.
Robin & Serpe: due percorsi diversi, un linguaggio comune
Robin (RBN): la voce ruvida dello street rap catanese
Classe 1990, Robin – all’anagrafe Andrea Sebastiano Vindigni – muove i primi passi nell’hip-hop da adolescente tra writing, beatbox e rap, frequentando lo storico Squibb. Nel 2007 fonda con L’Elfo e Rame la crew Terún Terror, diventando uno dei volti della scena street cittadina.
Nel 2015 pubblica l’EP Parti di ogni vicenda e negli anni collabora con numerosi artisti locali, aprendo anche i concerti di alcuni dei nomi più importanti del rap italiano. Dal 2022 entra in Tomato Sauce Records, dove il suo stile diretto, tecnico e viscerale trova una nuova dimensione.
Peppe Serpe: il produttore che ha trasformato l’esperienza in suono
Giuseppe Romeo, classe ’95, cresce anche lui nella scena catanese e nello Squibb, distinguendosi presto come MC e producer. Dopo aver aperto live importanti insieme a Robin (Salmo, Nitro, Colle der Fomento, Johnny Marsiglia), trascorre cinque anni tra Inghilterra e Olanda lavorando come fonico.
Tornato in Sicilia nel 2020, pubblica Giuserpe e due anni dopo Crash Test, superando le 70.000 riproduzioni su Spotify. Oggi è direttore tecnico e sound engineer del Centro Teatrale Siciliano, docente in progetti sociali e scolastici, e uno dei produttori più attivi dell’underground etneo.
Le sue influenze spaziano dall’old school italiana (Kaos) a quella americana (Nas), fino ai maestri del boom bap come Dr. Dre, DJ Muggs e Pete Rock.

L’incontro artistico che diventa un album
La collaborazione tra Robin & Serpe non nasce oggi: i due condividono palchi, quartieri, background e visione artistica da oltre dieci anni. Sottosopra è il punto d’arrivo naturale di un percorso comune che unisce sensibilità diverse ma complementari: la penna cruda e diretta di Robin e il gusto produttivo classic hip-hop di Serpe.
Il risultato è un album che profuma di strada, amicizia, appartenenza e tecnica. Un disco che non ha paura di essere “underground”, perché nasce proprio da lì.
Un tassello importante per la scena catanese
Con Sottosopra, Robin & Serpe firmano un progetto che rimette al centro l’essenza dell’hip-hop: verità, stile, attitudine. Un lavoro che parla alla loro città ma guarda lontano, costruito con la cura artigianale che solo chi ha vissuto la cultura può trasmettere.
In definitiva, Sottosopra di Robin&Serpe è un viaggio che non ha paura di ribaltare prospettive e aspettative. Tra intuizioni liriche, produzioni ricercate e una sensibilità che affiora in ogni brano, il duo firma un lavoro che rimane in testa e sotto pelle.
Non è un album perfetto, ma è un album vivo — e proprio per questo vale la pena ascoltarlo fino all’ultima nota, lasciandosi trascinare in quel continuo equilibrio tra caos e lucidità che rende unico il loro mondo sonoro.
Il 5 dicembre la scena rap avrà un nuovo disco “da ascoltare forte”: un album che promette di rimettere davvero tutto sottosopra.







