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Pyrex – KING OF DARK: il disco che lo reinventa re della trap italiana

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Con il suo terzo album solista, Dylan Thomas Cerulli spegne le luci, abbassa le serrande e si riappropria del genere che ha contribuito a costruire. KING OF DARK è un’auto-investitura senza appelli, una dichiarazione di identità che non chiede permesso.

Ci sono artisti che evolvono cercando nuovi pubblici, e artisti che evolvono tornando a casa. Pyrex appartiene alla seconda categoria. Con KING OF DARK, uscito il 13 febbraio per Island/Universal Music Italia, l’ex membro della Dark Polo Gang non cerca di inseguire il mainstream: lo sfida, lo ignora, ci costruisce sopra un trono di ossidiana.

Dylan Thomas Cerulli si eclissa. Pyrex prende il suo posto, si autoproclama re di tutto ciò che è oscuro, e lo fa con la stessa lucida determinazione con cui Bruce Wayne indossa il mantello di Batman. «Musicalmente parlando sono molto aggressivo, estroverso, presuntuoso» ci racconta. «Però sono tutte cose che nella vita non mi appartengono. È come un giocatore di calcio che nella vita è tranquillo, ma quando scende in campo diventa un cane».

Un album che nasce da un’identità ritrovata

Il titolo non è casuale. Il primo progetto solista di Pyrex si chiamava The Dark Album: riutilizzare quell’etichetta, ingigantirla, trasformarla in una corona, significa chiudere un cerchio aperto anni fa. «Volevo ribadire la mia identità oscura» spiega. «Mi sono autoproclamato re di quella cosa. Non nel senso di superiorità verso qualcun altro: è più come essere un rappresentante del dark a livello sonoro, musicale. È un po’ come dire: sono tornato».

Due anni di lavoro effettivo, decine di brani scritti e scartati, una sfida produttiva non da poco. «Per tirare fuori dodici tracce ne devi buttare cinquanta, cento» racconta. La coerenza del disco — brutalista, cruda, diretta — non è stata un punto di partenza ma un risultato da conquistare.

Buona parte del merito produttivo va a Drillionaire, che ha plasmato il suono dell’album fino a renderlo quasi monolitico. «Quando i produttori diventano davvero bravi assumono il grado di maestro» dice Pyrex. «Lui segue pochi artisti, quindi sono contento che abbia accettato questa sfida».

La tracklist: un viaggio nell’oscurità con un’uscita di emergenza

KING OF DARK si apre con la cattivissima FLASHFLASH e non concede tregua per quasi tutta la sua durata. La parata di ospiti è impressionante e strategica al tempo stesso: Tedua in FINEST, Sfera Ebbasta in DARKMONEY, Shiva in COME UN LADRO, Tony Effe in BUSINESS BOY, Capo Plaza in POOL TECHNO, Side Baby in PROMESSE NON MANTENUTE, Wayne in PELLE NERA, e i più giovani Rrari Dal Tacco e Flaco G in CHE C’È?!.

Non è una raccolta di nomi per gonfiare l’hype. È una liturgia del rispetto, una celebrazione corale di un’intera generazione che ha costruito la scena urban italiana. «Ho scelto persone che hanno iniziato con me, al di là dei vari percorsi» spiega Pyrex. «Siamo più o meno tutti allo stesso punto e danno legittimità al disco».

Significativa la scelta di non riunire tutti gli ex membri della Dark Polo Gang in una traccia unica. Tony Effe, Side Baby e Wayne compaiono ognuno in un brano separato, con la stessa precisione con cui un regista distribuisce i suoi attori migliori in scene diverse. «Con tutto il percorso che abbiamo fatto non è scontato fare brani tra di noi che abbiano un peso. Abbiamo fatto canzoni talmente importanti in passato che è facile che quelle nuove risultino più deboli. Ho cercato il contesto giusto per ognuno di loro».

I brani da tenere d’occhio

Se dovessimo segnalare tre momenti in cui il disco tocca la sua vetta, sarebbero questi.

FINEST con Tedua apre le danze con una spavalderia muscolare che ricorda perché entrambi gli artisti sono considerati tra i migliori MC della loro generazione. PROMESSE NON MANTENUTE con Side Baby è invece il momento in cui la corazza si crepa leggermente, lasciando trasparire un Pyrex più malinconico: «Il testo nasce dal beat, che ha sonorità molto melodiche, nostalgiche. Ho fatto riferimento al passato e ai lati più profondi: il rimorso, i ricordi, i rimpianti».

Il colpo di scena arriva alla fine, con SPECCHIO RIFLESSO, l’outro del disco e la sua traccia più personale. Qui la narrativa si ribalta: la corazza del re si incrina, l’uomo emerge dall’artista, e quello che sembrava un manifesto di potere si trasforma in un’urgente confessione umana. «Se dovessi specchiarmi oggi vedrei una persona più completa» dice. «Sento di avere meno cose irrisolte nella mia vita. Sono più soddisfatto di me stesso in quanto uomo e in quanto artista».

Vale la pena di menzionare anche POOL TECHNO con Capo Plaza, episodio sorprendente nato a Fuerteventura che mescola trap e sonorità techno ispirate a nomi come Kane Music, Circoloco e Adam Port. Un esperimento riuscito che apre una finestra su possibili evoluzioni future.

L’estetica: Rick Owens incontra il Medioevo

KING OF DARK non è solo un disco: è un universo visivo. La copertina, scattata dal fotografo Kenny Germé, mostra Pyrex in abiti Rick Owens — architettura modernissima, linee costruttiviste — affiancato da una corona e da accessori dal sapore medievale. Il contrasto è voluto e perfettamente coerente con l’identità dell’album: contemporaneo e antico allo stesso tempo, futurista e radicato nel mito.

A Milano, in via Vincenzo Capelli 5, è stato allestito un pop-up store interamente dedicato all’universo del disco, realizzato in collaborazione con Chew Forever, brand streetwear indipendente da sempre vicino alla scena urban. Un’esperienza immersiva — con meet & greet e DJ set — che ha portato la musica fuori dallo streaming e dentro uno spazio fisico.

Il 2016, la nostalgia e il futuro

Impossibile parlare di Pyrex nel 2026 senza passare dal 2016. Quell’anno continua a esercitare una gravità enorme su tutta la generazione che ha costruito la trap italiana, e Pyrex non fa eccezione. «Penso che sia stato un po’ l’anno zero della nostra vita» riflette. «Dalla moda alla musica, tutto quello che viene prima sembra un’altra era. Stiamo celebrando i primi dieci anni».

Ma a differenza di chi si accontenta di restare nel perimetro sicuro della nostalgia, Pyrex usa quel passato come carburante, non come destinazione. KING OF DARK guarda indietro per capire dove andare avanti, e lo fa con la strettezza di chi non ha intenzione di fermarsi.

Sui live, per ora, poche parole: «Non posso ancora dire nulla». Ma l’impressione è che il re stia già preparando la sua discesa in campo.

Voto: 8

DA ASCOLTARE SUBITO: FINEST – PROMESSE NON MANTENUTE – SPECCHIO RIFLESSO

TRACKLIST

  1. FLASHFLASH
  2. FINEST feat. Tedua
  3. DARKMONEY feat. Sfera Ebbasta
  4. COME UN LADRO feat. Shiva
  5. BUSINESS BOY feat. Tony Effe
  6. POOL TECHNO feat. Capo Plaza
  7. K.O.D.
  8. PROMESSE NON MANTENUTE feat. Side Baby
  9. PELLE NERA feat. Wayne
  10. VANIGLIA
  11. CHE C’È?! feat. Rrari Dal Tacco, Flaco G
  12. SPECCHIO RIFLESSO