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El Santonada e Marti Stone: il potente universo di MONSTAH tra live, drum and bass e attitudine urban

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Con MONSTAH, El Santonada e Marti Stone firmano un nuovo capitolo del loro percorso comune, confermando la volontà di costruire un progetto fuori dagli schemi, in cui elettronica, hip hop, cantautorato e dimensione live si fondono in un linguaggio personale. Il singolo arriva dopo Sugar Craving e mostra un lato più diretto, fisico e performativo del duo: una traccia drum and bass ad alto impatto, attraversata da bassline abrasive, rap crudo e un hook destinato a restare in testa.

Il progetto di El Santonada e Marti Stone nasce a Madrid, ma si sviluppa subito in una dimensione internazionale. In pochi mesi il duo ha già portato la propria musica su diversi palchi, arrivando a suonare in tre capitali europee e confermando una cosa molto chiara: per loro il live non è un passaggio successivo, ma il centro da cui tutto parte.

Abbiamo parlato con El Santonada e Marti Stone di MONSTAH, del loro linguaggio R&Bass, del concept Tutto Tutto / Niente Niente e del percorso che li sta portando a costruire un’identità sempre più riconoscibile.

Screenshot-2026-05-28-alle-10.12.46 El Santonada e Marti Stone: il potente universo di MONSTAH tra live, drum and bass e attitudine urban

MONSTAH ha un’attitudine molto forte e quasi da manifesto, tra presenza scenica, energia e identità. In che momento avete capito che questo sarebbe stato il brano giusto per rappresentare questa fase del progetto?

Monstah è il manifesto del periodo che stiamo vivendo. Il nostro progetto è nato pochi mesi fa e abbiamo già suonato in diversi posti, tra cui tre capitali europee, confermando che per noi la dimensione del live viene prima di tutto il resto.

Il testo proviene da un singolo di una giovanissima Marti Stone, che nel 2014 era al suo primo contratto discografico. Questo mood torna ai giorni d’oggi grazie al nuovo percorso intrapreso con El Santonada, che ne ha rinfrescato il sound rilanciando la sensazione di sentirsi nel prime.

Avete definito il vostro linguaggio come R&Bass, un incontro tra emotività R&B ed elettronica. Quanto è stato naturale arrivare a questa definizione e quanto invece è stato un processo di ricerca?

La definizione R&Bass è arrivata in seguito a quattro settimane di sessioni in studio, tra novembre e dicembre 2025, che hanno dato vita a quattordici brani. Riascoltando il lavoro svolto ci siamo resi conto che c’era molto cantautorato, molta elettronica, ma anche del blues a legare tutto.

È proprio in questa miscela che El Santonada e Marti Stone hanno trovato una direzione precisa: un suono che non sceglie tra emotività e impatto, ma prova a tenerli insieme.

Screenshot-2026-05-28-alle-10.12.40 El Santonada e Marti Stone: il potente universo di MONSTAH tra live, drum and bass e attitudine urban

Il concept Tutto Tutto / Niente Niente sembra attraversare tutto il progetto. Cosa rappresenta per voi questo equilibrio instabile e come si traduce nella musica?

Nei nostri brani si possono apprezzare gli estremi dell’umanità. Si passa con semplicità da pezzi introspettivi e conscious a cannonate esplosive. Dalla rabbia alla tenerezza, amore e odio, giorno e notte. Spesso vissuti contemporaneamente.

Inoltre, con questo progetto ci siamo detti: “questa volta è tutto tutto o niente niente”, una sorta di “o la va o la spacca” che abbiamo anche tatuato insieme.

Vi siete ritrovati a Madrid dieci anni dopo il vostro ultimo contatto. Com’è stato riconoscersi artisticamente dopo tutto questo tempo e capire che poteva nascere qualcosa insieme?

Liscissimo. Non abbiamo neanche fatto in tempo a vederci che eravamo in studio a creare. È stato un ingranaggio, oseremmo dire, perfetto. Una macchina che si autoalimentava grazie a conversazioni profonde e sincerità spudorata.

Questa connessione immediata è una delle basi del progetto: El Santonada e Marti Stone lavorano come due forze che si completano, trasformando dialogo, istinto e visione in materiale sonoro.

Il vostro sound ha una forte componente fisica e live. State portando avanti il primo tour internazionale: cosa vi stanno restituendo il palco e il contatto diretto con il pubblico?

Abbiamo deciso di suonare dal vivo tutti i brani che vogliamo, anche bozze partorite poche ore prima del concerto. Un po’ come funzionava per le garage band, il palco è stato il nostro primo test.

Le persone ci mostrano molto affetto e coinvolgimento anche se non hanno idea di quali brani stiamo suonando e spesso non capiscono neanche l’italiano. E questo è magico.

Screenshot-2026-05-28-alle-10.12.52 El Santonada e Marti Stone: il potente universo di MONSTAH tra live, drum and bass e attitudine urban

In Sugar Craving emergeva una dimensione più emotiva e introspettiva, mentre MONSTAH sembra puntare su impatto e attitudine. Sono due facce della stessa identità o rappresentano lati diversi del progetto?

Hai detto bene. MONSTAH è l’altra faccia di Sugar Craving. Si servono entrambi della drum and bass performando due atmosfere opposte e complementari. La cazzimma però è la stessa.

Questa alternanza è uno degli aspetti più interessanti del lavoro di El Santonada e Marti Stone: la capacità di passare dalla fragilità all’impatto senza perdere coerenza.

State costruendo un percorso che porterà agli EP Tutto Tutto e Niente Niente fino all’album Tutto Tutto Niente Niente. Che tipo di viaggio dobbiamo aspettarci nei prossimi capitoli?

Nei prossimi capitoli ci sarà la vita, sempre più nuda e cruda. Con la musica mettiamo in armonia una serie di sproloqui che nella quotidianità suonerebbero profondi, folli e a tratti volgari. Con la nostra musica restituiamo dignità anche alle bastardate della vita.

Con MONSTAH, El Santonada e Marti Stone aggiungono quindi un tassello importante al loro universo: un brano che parla di presenza, palco, istinto e identità. Un manifesto sonoro che conferma la forza di un progetto ancora giovane, ma già capace di muoversi con una visione chiara tra elettronica, rap e contaminazione.