Goodbye Marco continua il viaggio di “MILANO, S***O, FANTASMI.”
Con SO**, Goodbye Marco prosegue il percorso iniziato con FANTASMI., dando vita al secondo capitolo di MILANO, S***O, FANTASMI., un progetto pensato come una trilogia in cui ogni uscita affronta un tema fondamentale del suo universo artistico. Se il primo EP era dedicato ai fantasmi interiori, ai traumi e ai ricordi che continuano a condizionare il presente, questo nuovo lavoro sposta l’attenzione sulle relazioni, sul desiderio e sulle contraddizioni dell’amore contemporaneo.
Lontano da qualsiasi lettura superficiale, S***O non è un disco che parla semplicemente di sesso. Il titolo è una metafora, uno strumento narrativo attraverso cui Goodbye Marco racconta la difficoltà di costruire rapporti autentici in un contesto in cui tutto sembra diventare consumo: dalle emozioni alle persone.
Il risultato è un progetto compatto, coerente e profondamente personale, che consolida ulteriormente la direzione artistica intrapresa dall’artista.
S*O ribalta il racconto della sessualità nel rap
Uno degli aspetti più interessanti dell’EP è proprio il modo in cui affronta un argomento che nel rap è stato raccontato infinite volte. Goodbye Marco sceglie una prospettiva completamente diversa.
In S***O non esiste la figura del conquistatore, non c’è la ricerca dell’immagine vincente né la volontà di trasformare la sessualità in simbolo di successo. Al contrario, il sesso diventa il punto di partenza per parlare di dipendenza emotiva, paura dell’abbandono e bisogno costante di sentirsi accettati.
Le relazioni raccontate nell’EP sono fragili, spesso sbilanciate, piene di aspettative e disillusioni. L’amore viene osservato nella sua forma più contraddittoria, quella in cui desiderio e paura convivono continuamente.
È proprio questa scelta narrativa a distinguere S***O da molte produzioni contemporanee: invece di alimentare uno stereotipo, Goodbye Marco lo smonta pezzo dopo pezzo.

Milano resta il centro emotivo del progetto
Anche in questo capitolo Milano continua a occupare un ruolo fondamentale. Non è soltanto il luogo in cui si svolgono le storie raccontate nei brani, ma diventa la causa stessa di molte delle emozioni che attraversano il disco.
La città appare come uno spazio in cui tutto corre troppo velocemente. Le relazioni nascono e finiscono in fretta, le persone imparano a proteggersi prima ancora di lasciarsi conoscere e l’amore sembra diventare un lusso difficile da concedersi.
Goodbye Marco utilizza proprio questa Milano per raccontare un’intera generazione. Una città che offre infinite possibilità ma che, allo stesso tempo, alimenta diffidenza, individualismo e paura di esporsi emotivamente.
In questo contesto il sesso diventa una metafora perfetta: un modo per restare vicini senza rischiare davvero di conoscersi.
Le produzioni di Haru rafforzano l’identità sonora di S***O
Sul piano musicale, S*O conferma la sintonia artistica tra Goodbye Marco e Haru. Le produzioni accompagnano perfettamente la scrittura senza mai invaderla, lasciando che siano i testi a guidare il racconto.
Il sound alterna momenti più delicati a passaggi più energici, seguendo l’evoluzione emotiva dell’EP. Tutto appare naturale, essenziale e costruito per valorizzare le immagini raccontate dall’artista.
Alle produzioni di Haru si aggiungono collaborazioni che contribuiscono ad ampliare il progetto senza snaturarne l’identità. In 2 GIRI compare lo stesso Haru, mentre la title track S*O vede la partecipazione di Due Baci. Completano il progetto Fè in una vera donna e Onnah in quante volte, quattro featuring che si inseriscono perfettamente all’interno del concept.
Un progetto che cresce traccia dopo traccia
La tracklist segue un percorso preciso. 2 GIRI apre il viaggio raccontando il continuo alternarsi tra desiderio e disillusione. La title track S***O approfondisce il significato dell’intero progetto, trasformando la sessualità nella metafora delle relazioni moderne.
Con una vera donna e quante volte, Goodbye Marco affronta il peso delle aspettative e degli errori che continuano a ripetersi, mentre francesca e arancia e avocado chiudono il lavoro mostrando il lato più intimo e vulnerabile dell’artista.
Ogni brano aggiunge un tassello al racconto, senza mai perdere coerenza. È una caratteristica sempre più rara in un panorama musicale dominato dai singoli, ma che conferma la volontà di Goodbye Marco di costruire un vero percorso narrativo.
S***O conferma la crescita artistica di Goodbye Marco
Con S***O, Goodbye Marco dimostra di avere una direzione precisa. Il progetto non cerca l’effetto immediato né la provocazione gratuita, ma utilizza un tema universale per affrontare questioni molto più profonde: il bisogno di essere amati, la paura della solitudine e la difficoltà di fidarsi degli altri.
La scrittura resta il punto di forza dell’EP. Diretta, personale e priva di filtri, riesce a trasformare esperienze intime in immagini che parlano a un’intera generazione.
Questo secondo capitolo consolida il percorso iniziato con FANTASMI. e aumenta l’attesa per il terzo episodio di MILANO, S***O, FANTASMI. Un progetto che, uscita dopo uscita, continua a distinguersi per coerenza, identità e capacità di raccontare il presente senza rincorrere le formule più facili della scena urban.






