Caparezza tornerà nel game con Orbit Orbit, album di inediti che vedrà la luce il 31 Ottobre. In occasione di questa release che sta letteralmente mandando in visibilio i fan, ho pensato di effettuare una retrospettiva esoterica sull’ultima fatica del buon Capa: l’album Exuvia.
Il 6 Maggio 2021 il progetto è stato ufficialmente presentato ed ha riscosso notevole successo, raggiungendo il disco di platino, ormai consuetudine per il leggendario artista di Molfetta.
Se già Prisoner 709 presentava un simbolismo marcato, Exuvia scava letteralmente in profondità nell’ermetismo. Caparezza veste la sua opera di un intenso esoterismo ed Exuvia assume i contorni di un viaggio iniziatico a tutti gli effetti.
Il titolo è un preciso rimando all’esoscheletro scarno degli artropodi o dei rettili a seguito di una muta avvenuta. L’ Exuvia è il guscio di ciò che fu, l’atto tangibile di una metamorfosi avvenuta.
Exuvia è quindi un fil rouge tra passato, presente e futuro, ma la scelta di focalizzarsi su questo titolo deve fare riflettere, poiché Caparezza ha scelto come appellativo per il suo album, un elemento statico e vuoto.
L’ Exuvia è inanimata, non più abitata. È un corpo spogliato della sua essenza che ha mutato forma. E per raggiungere questo stato di rinnovamento, l’organismo ha dovuto trasmigrare altrove.
Ma perché Caparezza ha scelto questo simbolo, questo preciso elemento? Se l’artista avvertiva l’esigenza di raccontare un’elevazione, un cambiamento in atto, poteva anche focalizzarsi su un titolo come metamorfosi, crisalide o imago, invece l’opzione è ricaduta su una componente esistenziale priva di vita.
L’Exuvia è la vecchia pelle, non l’atto finale della trasformazione e neanche una fase intermedia. La domanda è lecita: perché Exuvia? Una risposta possiamo trovarla nei meandri dell’esoterismo che racchiude nell’Exuvia un concetto estremamente significativo: l’attaccamento alla materia o all’energia grossolana, simbolicamente rappresentata da un involucro inorganico.
Caparezza è in viaggio (non a caso Orbit Orbit richiama profondamente il tema) ma la sua fotosintesi è bloccata. D’altronde, Exuvia è l’ultima traccia dell’album, non la prima.
Il motivo di questa scelta, risiede nel fatto che Caparezza in Exuvia conferma di accettare determinati compromessi e di far parte del teatro musicale, irto di maschere e rappresentazioni sceniche.
Un’industria capeggiata da regole e dettami che incatenano e spesso, incastrano. Exuvia non è innalzamento ad uno stato di coscienza superiore, bensì accettazione di ciò che è già stato pattuito.
La volontà ferrea è quella di aggrapparsi all’accordo, all’Exuvia. La muta avviene, ma solo nel suo stato e strato superficiale. In profondità, il rinnovamento non accade.
Prima di addentrarci negli episodi dell’album per comprendere meglio il percorso artistico ed evolutivo del Caparezza che ha procreato questo prodotto, effettuiamo un rapido focus sulla cover dell’album.
La copertina presenta due cerchi e la spiegazione ufficiale è: “il simbolo centrale rappresenta la transizione. Il cerchio grande è la condizione attuale, il cerchio piccolo è quella futura e le spirali sono il processo di morte e rinascita che porta da una all’altra”.
Esotericamente però, la cover rappresenta un doppio occhio, con il più piccolo contornato da tre artigli che creano il triplo 6, numero associato alla materia.

Ruotando l’immagine, ci rendiamo conto che il triplo 6 è abbastanza evidente. A tutto ciò, bisogna associare l’occhio di Horus, evidentemente corrotto dal marchio della bestia (i cui echi sono presenti in vari brani, specie nel sottofondo della tracklist, intrisa di melodie oscure).
Attenzione però: la bestia a cui ci riferiamo non è il satana della cristianità, bensì una precisa metafora dell’occidente e le sue derivazioni o deviazioni materialistiche.
L’album si apre con un excursus sulle canzoni passate di Caparezza. L’artista ne capovolge i significati, esibendosi in un rifiuto quasi radicale di ciò che fu.
Caparezza non accetta, rigetta. E questo è un punto chiave poiché l’elevazione merita accoglimento, approvazione e consenso. Caparezza vuole rinnovarsi, ma il suo passato si ribella e si scaglia contro il presente dell’artista.
A questo punto, Caparezza avverte l’esigenza di fuggire. Il viaggio iniziatico è una fuga, una corsa folle verso una vibrazione differente. Caparezza avverte un impulso dirompente.
Interiormente ed esteriormente, il bivio è opprimente: restare o lasciare la corsa? Il cammino è irto di ostacoli e un guerriero della Luce deve attraversare il dolore, passare attraverso un fuoco dilaniante.
Caparezza è schiacciato dal peso della fama, dai compromessi dell’industria. La mente traballa ed è dissociata: Michele e Caparezza, la persona e il personaggio, la maschera, l’ego o l’essenza. Per trovare un punto d’appoggio, l’Exuvia cerca stabilità nel suo passato, nella memoria tangibile e Campione Dei Novanta funge da elemento di contatto.
Arriviamo ad un punto fondamentale dell’album. Ne La Matrigna – Skit, Caparezza afferma di non fidarsi né dell’uomo né delle bestie (definite in questo modo quasi a considerarle come esseri “inferiori”) ma crede esclusivamente all’affermazione di Leopardi che definiva la natura Matrigna e la vedeva in chiave negativa, oscura, meccanica.
La natura per Leopardi era indifferente all’essere umano e il pensiero di Leopardi si basava su un concetto di crudeltà espressa dalla natura nei confronti degli esseri viventi.
Questa visione pessimistica trova fondamento in movimenti esoterici che tendono a concepire l’universo come una mera rappresentazione materica.
La prospettiva Orientale e dello Zen, così come quella dei Nativi Indiani d’America, vedeva la natura come una madre accogliente, calda, premurosa e senziente.
La Natura sa e sente. Caparezza concepisce la natura come un qualcosa che esiste e basta, ma questa è una retrospettiva estremamente minimalista ed occidentale.
In un’intervista, l’artista cita il monologo di George Carlin in cui il comico afferma che è la natura a volere la plastica. Insomma, per Caparezza la natura non ha sentimento, non prova niente.
Questa concezione estremamente egocentrica, pone l’uomo in una condizione di vittima degli eventi e crea un forte contrasto con la Natura.
Caparezza non critica l’operato dell’essere umano nei confronti della natura poiché quest’ultima è quasi nemica dell’uomo e non ha coscienza.
Per Caparezza la natura è violenta e prevarica. Il lato dark prende il sopravvento, ma in un contesto duale è solo un lato della medaglia. Eppure, Caparezza sceglie di farsi paladino della parte oscura. Ancora una volta, il buio trionfa sulla luce e l’artista si piega a questo stato di cose.
Il concetto di giorno e notte viene ripreso in Eterno Paradosso: l’artista non riesce a trovare la chiave aurea per coniugare Michele e Caparezza. Forse, il principio focale risiede nel superamento di entrambi. I paradossi sono evidenti anche all’esterno. L’esteriorità è fitta di controsensi.
Il viaggio iniziatico si fa sempre più intenso e Caparezza è disorientato dal suo percorso. L’annoso viatico è sempre lo stesso: continuare la carriera musicale o ritirarsi per godersi l’esistenza in maniera differente.

In realtà, la disamina va affrontata in una prospettiva differente, poiché Caparezza è immerso nello scacchiere del mainstream musicale italiano e tutto ciò comporta una serie di rinunce e compromessi da gestire.
La Scelta è un brano che paragona due artisti che hanno deciso di prendere strade diametralmente opposte: uno ha rinunciato alla ribalta dei riflettori, l’altro ha dedicato tutto se stesso alla musica. Da qui in poi, entriamo nel circuito esoterico più intrigante di Exuvia.
Se Azzera Pace è un momento puramente rap, difficilmente incastonabile nel discorso esoterico, le parti più interessanti di Exuvia da analizzare con una retrospettiva iniziatica cominciano da Eyes Wide Shut in poi.
Eyes Wide Shut è un brano esoterico già dal titolo. Il film di Stanley Kubrick si focalizza sulle società segrete, massonerie deviate/occulte e potere dominante.
La maschera è elemento cardine della pellicola di Kubrick. Nei riti orgiastici con le modelle coinvolte – svolti nella sontuosa villa dei Rotschild – la maschera è elemento predominante.
Ricordiamo che l’etimologia della parola persona deriva dal latino. In latino persona significava esattamente “maschera teatrale”. Eyes Wide Shut è un ossimoro e il significato è occhi spalancati chiusi.
Kubrick con questo titolo ha voluto evidenziare la cecità della massa di fronte a tutto ciò che accade nel mondo. La moltitudine vede, ma non sa. Il potere tesse fili invisibili.
È assolutamente fondamentale denotare che ancora una volta gli occhi sono argomento centrale che rimanda allo stesso concetto evidenziato dalla cover.
Caparezza con Eyes Wide Shut effettua la sua scelta definitiva e si prostra allo show business. L’artista ha giustificato le sue parole ed azioni, affermando che l’opera è un elogio all’arte, ma l’arte di cui narra Caparezza è basata sulla finzione, sul non mostrare ciò che si è, ma concedere valore al personaggio.

Caparezza elogia la maschera, l’ego, non il sé. Ancora una volta, si schiera con la mentalità occidentale, focalizzata sul non mostrarsi per ciò che si è.
Caparezza in un’intervista dichiara di essere se stesso solo quando indossa una maschera, ma se l’arte deve essere sinonimo di allegoria, si distacca da quell’equilibrio primordiale che utilizza l’espediente narrativo per avvicinarsi alla realtà e comprenderla al meglio.
La maschera può anche essere utilizzata per intenti ribelli o di insegnamento, ma Caparezza smarrisce il soffio vitale nel ritornello in cui dichiara:” cala su di te il sipario delle tenebre/io non voglio andare in cerca di me stesso perché rischio di trovarmi per davvero”.
In questi versi, l’artista sta letteralmente dichiarando la concessione della sua anima all’oscurantismo. Il sipario delle tenebre rappresenta il luogo della perdizione, un teatro in cui nascondere i propri intimi recessi e porre l’ego sul piedistallo.

Le barre successive sono focali: Caparezza non vuole andare alla ricerca di se stesso perché rischia di trovarsi. Questo controsenso è assurdo. È un arrendersi all’elevazione, al migliorarsi, al ricercare la parte migliore di noi stessi.
Ma Caparezza afferma tutto ciò perché sa che per trovare quell’ essenza, dovrebbe abbandonare lo show business, ambiente che tiene legata la sua anima a determinati compromessi.
La sua scelta è fatta: continuerà ad indossare maschere, a concepire l’arte come un modo per evadere dalla realtà piuttosto che comprenderla e conoscerla a fondo. Siete tutti invitati allo spettacolo.
Come Pripyat è un’altra splendida canzone che esula dal discorso esoterico. Il Mondo Dopo Lewis Carroll è un brano su cui bisogna interrogarsi.
Caparezza ha dichiarato che il concept ruota intorno alla perdita di meraviglia, identificata da Alice. Ma Alice nel paese delle meraviglie è anche uno dei libri/cartoon cardine del progetto Monarch o MK Ultra, fondato sul controllo della psiche umana.

Monarch prende spunto dalla farfalla monarca ed è un riferimento a questo insetto che durante la fecondazione rilascia tutto il corredo psicologico oltre a quello genetico, motivo per il quale le future farfalle sanno già cosa fare durante le prime 24 ore di vita.
La farfalla monarca è il simbolo del progetto e di ogni cosa che faccia riferimento ad esso. Abusi mentali, fisici, torture per dividere la mente in scompartimenti: Monarch è ancora onnipresente ed è una delle tecniche più sofisticate utilizzate dal potere dominante anche nello show business (vedi Lady GAGA, il cui nome è acronimo di “signora di GAGA” diminutivo di AGDGADU, termine utilizzato dalla massoneria per riferirsi al grande architetto dell’universo).
Per i programmatori mentali, i cartoni animali sono essenziali, poiché i bambini sono le vittime preferite e quelle più suscettibili a condizionamenti. Lo sdoppiamento di personalità avviene attraverso delle chiavi che possono essere attivate osservando cartoni come Alice Nel Paese Delle Meraviglie. L’ipnosi è onnipresente.
Alice In Wonderland è stato creato specificamente per MK ULTRA ed è totalmente ipnotico. Al pari di Alice, il Mago Di Oz viene utilizzato per gli stessi scopi.

Caparezza lungo tutta la canzone, sembra esprimere il suo adattamento a determinate pratiche (come il rituale sviscerato nella title track che chiude il disco). Caparezza sarà stato indottrinato ad esporre un brano ispirato a questo cartoon? Avrà subito pratiche ipnotiche? Difficile ipotizzarlo.
Pi Esse – Skit funge da anteprima per affrontare il tema del tempo proposto nella canzone successiva. Siamo ormai immersi nell’esoterismo più totale di Exuvia.
La società è allo sbando, quel cartoon per bambini è diventato un film western, ma la frase è ben più che metaforica poiché in realtà non è mai stata solo una storia per bambini, bensì attivazione per ipnotisti esperti coinvolti nel progetto Monarch.
Il bianconiglio rappresenta anche simbolo positivo, difatti nelle intenzioni di Lewis Carroll, il libro di Alice Nel Paese Delle Meraviglie era un viaggio iniziatico teso ad elevare la coscienza e la tana del coniglio rappresentava il rito di passaggio.
Una morte esoterica per rinascere a nuova vita (il nuovo mondo). Ma nell’esoterismo deviato, i concetti vengono capovolti e il coniglio assume contorni di un maestro esoterico deviato e devoto all’assuefazione della società.
Zeit! è Crono, Zeus, Saturno. Saturno è associabile al tempo, ma anche all’oscurantismo. Saturno è il perno cardine del culto di EL. La quasi totalità del giudaismo è fondato sul culto di Saturno.
Saturno è venerato nel music business e nei tempi antichi era il pianeta più lontano dal sole. Simbolo di oscurità e freddezza costante, Saturno è archetipo di materialismo ossessivo.
Saturno è ritenuto uno dei primi, se non il primo pianeta del nostro sistema solare. Saturno è sempre stato associato al male. Da Saturno, deriva il nome di Sauron, protagonista malvagio de Il Signore Degli Anelli.
Anche il titolo del film è un palese riferimento a Saturno poiché questo pianeta è circondato da sette fasce di anelli separati più altre migliaia di anelli più piccoli.

Dal culto di Saturno e quindi dal culto di EL, derivano le parole eletto ed Élite. Non a caso, il potere dominante venera El – Saturno e il music business è spesso semplice adorazione di questa divinità, camuffata chiaramente da metafore e simbolismo ossessivo.
La fede nunziale e la corona dei re, si riferiscono agli anelli di Saturno. Il culto di EL è onnipresente, ma celato agli occhi dei più. Ricordiamo che Israele è una nazione che porta il nome di tre divinità: Iside, RA ed EL appunto.
Dal 17 al 23 Dicembre gli antichi romani festeggiavano i Saturnali che poi sono stati sostituiti in altre date dal nostro Carnevale (festa dedicata al simbolo della maschera).
Durante i Saturnali, le orge erano all’ordine del giorno e anche questa è una caratteristica molto attinente con Eyes Wide Shut. Saturno, dato che si porta dietro il simbolismo del tempo, è stato anche rappresentato come divoratore dei propri figli.
Anche la figura cristiana di Satana affonda radici etimologiche nel vocabolo Sat associabile a Saturno. Nella strofa finale di Caparezza, una voce oscura offre un sottofondo all’artista.
Il simbolismo di Saturno è ampiamente diffuso nell’industria musicale e Caparezza non è esente da questa citazione, non a caso ad inizio brano l’artista afferma:” senza te non sarei mai l’uomo che ora sono” mentre a fine canzone Caparezza dichiara:” vedono te, vedono soldi come un Tycoon”.
La Certa si riferisce alla morte. Morte iniziatica poco prima dell’Exuvia, la metamorfosi. La Certa può essere tranquillamente identificata come una dedicata alla fama/musica, dea che ha incatenato Caparezza.
La Certa è la lettera di Caparezza alla sua musa ispiratrice, a Lilith, dea con la quale ha firmato un patto in cambio della sua anima. Parte della seconda strofa recita:” ogni trama è tessitura”.
Caparezza sta entrando nella sua morte iniziatica, il suo viaggio esoterico è a un passo dal compimento. Il rituale finale, lo rigetterà nuovamente nel mondo dello show bitz.
L’omaggio presente in La Certa porta con sé un significato profondo: l’accettazione di determinati compromessi. “Sono l’unica realtà evidente/ti immagini, non ci fossi: di sicuro non avresti combinato la metà di niente”. Questi versi riletti in chiave esoterica, dicono tutto.
Exuvia è il rituale iniziatico esoterico di Caparezza. La voce oscura/satanica in sottofondo accompagna l’artista. Il brano è descrizione di un rituale di passaggio.
Perché Caparezza avrebbe dovuto descrivere un rituale? Lo show business implica determinati patti. Inutile dilungarsi poiché esotericamente Exuvia si commenta da sola.
Vuoi continuare a partecipare al gioco? Queste sono le regole. Le frasi cardine sono: “Sottoposto al rituale: obbedisco come fosse il rituale di un sottoposto/ e comincio a cantare il mio nuovo disco come queste cicale dal sottobosco”.
Caparezza ha ricevuto il mandato. Ha firmato un nuovo contratto. Stipulato un nuovo patto, si è sottomesso al rituale esoterico propiziatorio per ottenere il benestare di chi manovra il music business. Segni e simboli da rispettare, canoni da non poter recidere. Exuvia è un nuovo inizio, ma anche continuazione dello status perpetrato.






