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BlackSmith – “NeroPece”: il nuovo album tra rap hardcore e rinascita interiore

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Uomo con cappuccio, stile grunge.

BlackSmith torna con “NeroPece”, il suo nuovo album pubblicato il 25 febbraio 2025 per Zona Brada Records. Dodici tracce di rap hardcore underground interamente scritte, prodotte e rappate dall’artista stesso, che consolidano una delle voci più autentiche e coerenti della scena italiana.

Cos’è “NeroPece” di BlackSmith?

“NeroPece” è un album di rap underground italiano che nasce come testimonianza intima e senza compromessi di un percorso segnato dall’asprezza della vita, dalla strada e dall’hip hop più autentico. Il titolo stesso è una metafora densa di significato: il catrame — materia oscura e vischiosa — diventa il luogo simbolico in cui l’artista trova la forza di ricominciare.

“È tra strati di catrame che il mio cuore ha ricominciato a palpitare.”

Il progetto si distingue per beat essenziali e cupi, privi di virtuosismi frivoli, perfettamente in linea con l’anima hardcore che da sempre caratterizza BlackSmith. Il missaggio è stato curato da Gio Lama, produttore di riferimento della scena boom bap italiana, confermando la sinergia artistica all’interno di Zona Brada Records.

Il suono: rap hardcore tra cinematografia e storytelling urbano

“NeroPece” si muove su atmosfere cinematografiche, dove lo storytelling urbano incontra riflessioni esistenziali profonde. L’intero disco sembra la trasposizione musicale di una serie drammatica su pellicola: ogni brano è un episodio dedicato a una sfumatura diversa del nero — come l’inchiostro, come il buio, come la materia.

La produzione è interamente a firma BlackSmith, con arrangiamento, mix e master curati da Gio Lama. Il risultato è un lavoro che non scende a patti con gli algoritmi, con le mode o con i numeri: rap crudo, diretto, figlio di una tradizione hardcore che guarda all’autenticità come valore assoluto.

L’estetica grafica rispecchia questa visione: l’artwork, realizzato da Marker383 con le fotografie in bianco e nero di Cromantika, è costruito su soli due colori — il nero dell’anima del disco e il bianco che ne amplifica i contrasti.

Tracklist completa di “NeroPece”

  1. I due princìpi (intro)
  2. Alpha
  3. Zero Celsius
  4. Cinedrama
  5. NeroPece (title track)
  6. Dimmi dov’eri
  7. Taipan kiss
  8. Macelleria messicana
  9. Per il tempo che resta
  10. Buio presto
  11. Vieni via
  12. L’ultimo saluto (outro)

Analisi dei brani: un viaggio attraverso l’album

Le radici e il riscatto: “Alpha” e “Zero Celsius”

L’album si apre con l’intro “I due princìpi” e prosegue con “Alpha”, dove BlackSmith racconta la propria storia di emigrazione: da un piccolo paese della Basilicata — dove, come canta, “la gente conosce la rinuncia” — fino al cuore della Brianza, emblema di benessere e opulenza. È qui che emerge la metafora del predatore e il tema del riscatto sociale.

“Zero Celsius” sposta il focus sui rapporti umani, esplorando in modo intimo quanto possano diventare fredde le relazioni tra le persone.

Il cuore concettuale: la title track “NeroPece”

La title track è il centro gravitazionale dell’intero progetto. È nel catrame, nella materia più oscura, che BlackSmith trova la forza di ricominciare. Un inno alla tenacia e allo spirito di rivalsa, una dichiarazione di resilienza che trasforma il buio in punto di partenza.

Storytelling urbano: “Cinedrama” e “Per il tempo che resta”

“Cinedrama” è un lungo piano sequenza sulla sofferenza della gente comune: BlackSmith si mette nei panni di un regista che immortala la drammaticità della vita urbana attraverso i primi piani di protagonisti ignari. “Per il tempo che resta” riprende l’atmosfera cinematografica con un potente esercizio di storytelling che va oltre la confessione personale.

Manifesto underground: “Macelleria messicana”

Preceduta dall’atmosfera quasi drumless di “Taipan kiss” — che traccia il parallelismo tra il veleno di un serpente e la penna di un rapper — “Macelleria messicana” è il manifesto del disco: una difesa dell’hip hop autentico dalle mode passeggere, un ritorno ai crismi del rap più genuino.

Il finale: “Buio presto”, “Vieni via” e “L’ultimo saluto”

“Buio presto” è un omaggio onirico all’acquaforte di Francisco Goya, mentre “Vieni via” si configura come una lettera scritta a un amico detenuto, cruda e diretta. Il disco si chiude con “L’ultimo saluto”: un odi et amo della cultura hip hop, un commiato critico e appassionato alla scena che ha formato l’artista, capace di riconciliare amore e disillusione in un unico, potente addio.

BlackSmith: chi è l’artista dietro “NeroPece”

Nato nel 1983 in provincia di Basilicata, BlackSmith si avvicina al writing e all’hip hop già alla fine degli anni ’90. Trasferitosi in Brianza, è tra i fondatori del collettivo Clan del Vizio, uno dei gruppi di punta del rap underground lombardo degli anni 2000. Dopo una pausa, torna da solista nel 2018, confermando fin da subito che per lui il rap non è mai diventato una moda.

Nel 2023 pubblica “Madrigale”, piccola perla del rap hardcore underground, seguito nel 2024 da “Shell Shock”, prodotto da Cevasco Syntharsi. Nello stesso anno entra nell’orbita di Zona Brada Records come art director dell’etichetta, con cui pubblica oggi “NeroPece”.

Zona Brada Records: la prima uscita fuori regione

“NeroPece” rappresenta un momento di svolta per Zona Brada Records, l’etichetta pescarese fondata da Gio Lama: questo è il primo album della label realizzato con un artista non abruzzese, segnando un’espansione geografica e artistica significativa. Una collaborazione nata da una forte sintonia umana e musicale costruita negli anni, che oggi prende la forma di un disco destinato a restare.

Conclusione: perché ascoltare “NeroPece”

Se cerchi rap italiano autentico, lontano dalle mode del momento e radicato nella tradizione hardcore underground, “NeroPece” di BlackSmith è un ascolto imprescindibile. Un disco fatto di cicatrici e speranze, di oscurità e resilienza, che dimostra come l’hip hop più genuino abbia ancora molto da dire.

“NeroPece” è disponibile su tutte le piattaforme digitali.