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“Vittima”: CROMA sceglie il conflitto come linguaggio con Maury B e Miccetta

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Con Vittima, i CROMA tornano a mettere in discussione il ruolo stesso della musica nel presente. Non intrattenimento, non evasione, ma frizione.

Il singolo è uno dei momenti più duri e consapevoli del nuovo album Traditional, e rappresenta una presa di posizione netta tanto sul piano sonoro quanto su quello politico e culturale.

La collaborazione con Maury B e Miccetta non è un semplice incastro di voci, ma un’alleanza ideologica. Maury B porta una scrittura rap essenziale e affilata, radicata nell’underground e lontana da qualsiasi estetica accomodante. Miccetta, voce storica degli Stinking Polecats, interviene non solo al microfono ma anche nella produzione, contribuendo a costruire un suono compatto, nervoso, privo di compromessi.

“Vittima” ruota attorno a una domanda che si ripete come un martello: chi è la vittima? Un interrogativo che non cerca risposte immediate, ma mette in crisi le narrazioni semplificate con cui la realtà viene spesso raccontata. Il testo attraversa le contraddizioni del mondo contemporaneo: guerre normalizzate, genocidi rimossi, sfruttamento sistemico, ipocrisia occidentale e consumismo. Il riferimento al conflitto in Medio Oriente diventa emblema di un’umanità stanca, in burnout morale, incapace di imparare dal passato.

In questo quadro, la distinzione tra vittima e carnefice perde rigidità. Il confine si fa sottile, umano, disturbante. Nessuno è completamente innocente, nessuno può dirsi davvero esterno. Il ritornello in inglese di Miccetta non offre una via di fuga, ma apre uno spazio di resistenza consapevole: non redenzione, ma presa di coscienza.

Musicalmente, il brano è un impatto frontale. Rap e punk convivono nella tensione, senza cercare equilibrio o eleganza. Chitarre tese, batteria serrata e un flow rap costante costruiscono un’atmosfera che colpisce allo stomaco e accompagna il messaggio senza attenuarlo.

“Vittima” è un brano scomodo, e lo rivendica. Non chiede consenso, non cerca approvazione. Chiede attenzione, ascolto attivo, responsabilità. Con questa uscita, CROMA conferma una direzione artistica radicale e coerente: usare la musica come strumento di confronto, anche quando il confronto fa male.