Il decimo album in studio dei De La Soul nasce da un profondo senso di missione: rendere omaggio alla memoria del membro fondatore David Jolicoeur, meglio conosciuto come Trugoy The Dove, scomparso tragicamente nel 2023.
Come ha raccontato Posdnuos, le parole della famiglia di Jolicoeur al funerale sono diventate una sorta di guida spirituale:
“Se voi vi fermate, si ferma anche Dave… ci piacerebbe davvero che continuaste il vostro percorso.”
Il fatto che il gruppo non pubblicasse un disco dal 2016, anno del Grammy vinto con And The Anonymous Nobody, conferma quanto i De La Soul parlino solo quando hanno davvero qualcosa da dire.
E oggi — con un vortice di emozioni complesse legate al lutto, alla memoria e all’eredità artistica — il momento per tornare a farsi sentire è decisamente quello giusto. Un momento speciale dove convertono tutti insieme il loro affetto per il compagno scomparso.
De La Soul fanno un omaggio a Trugoy con Cabins In The Sky
Per questo nuovo progetto, il duo rimasto in attività ha riunito un cast impressionante di collaboratori: leggende dell’hip-hop come Nas, Slick Rick, Q-Tip, Pete Rock, Black Thought e DJ Premier, tutti celebrati in una lunga roll call che apre il disco.
Con l’aiuto di segmenti poetici e spoken word, ricchi arrangiamenti orchestrali dal sapore cinematografico e una voce narrante pulita e avvolgente — quella dell’attore Giancarlo Esposito — Cabins In The Sky diventa un esperienza immersiva, un viaggio emotivo nel tentativo di convivere con la perdita di Jolicoeur.
Eppure, allo stesso tempo, il disco ribadisce con forza la sua presenza ancora viva, come dimostra una riga potentissima di YUHDONTSTOP:
“Quando vedi Pos e Maseo, la magia resterà sempre in tre.“
Uno dei momenti più toccanti arriva con Different World, arricchito dalla voce della poeta Gina Loring e da un Posdnuos che non è mai stato così vulnerabile. Le sue rime scivolano con straordinaria fluidità mentre confessa:
“È difficile per me piangere, perché sono grato… guidandoci tra svolte a destra e a sinistra / Quello che otteniamo è un altro angelo al nostro fianco.”
Sebbene il dolore sia una presenza costante, il disco non affonda nella nostalgia. Rimane invece saldamente ancorato alla realtà contemporanea, con una lucidità che guarda verso il mondo esterno. In YUHDONTSTOP, Posdnuos riflette sul clima globale —
“Ci sono poste in gioco enormi in tutto il mondo, ed è comprensibile restare ancorati al presente. Alcuni giovani pensano che non abbiamo più quel vantaggio… Dirci ‘siete dei pionieri’ significa che avete American Pie lontanissima da voi.”
A Quick 16 For Mama, con la partecipazione di Killer Mike, rende omaggio alla dedizione materna, mentre Just How It Is, che racconta con delicatezza la storia di una donna tradita, mette in luce la maturità emotiva che gli anni hanno aggiunto alla penna di Posdnuos. Sunny Storms porta un mood più leggero, quasi riflessivo/nostalgico, Good Health mostra le radici boom-bap e soul del gruppo — oggi filtrate dalla maturità e dall’esperienza. Will Be (feat. Yummy Bingham) è uno dei pezzi più smooth e melodici, con vocalismi curati: una pausa gentile e soul all’interno di un progetto che alterna dolore e speranza.
The Package è il singolo principale, prodotto da Pete Rock si presenta come un groove classico, con un sample soul e boom-bap elegante, dando vita ad armonie calde. Un perfetto equilibrio tra il sound d’epoca e la sensibilità contemporanea: sia un tributo che un passo avanti. Cruel Summers Bring FIRE LIFE!! (feat. Yukimi Nagano) è invece un pezzo più solare, con sample soul/funk, e melodie rilassate — quasi una tregua al dolore. Mostra quanto la band riesca ancora a giocare con groove e vibrazioni positive. Day in the Sun (Gettin’ wit U) (feat. Q‑Tip & Yummy Bingham) riflette la parte più luminosa e speranzosa dell’album. Un momento felice, rilassato, quasi ottimistico: per prendere fiato, respirare e guardare avanti.
Run It Back!! (feat. Nas) una traccia forte, con energia, beat deciso e un guest d’effetto. A tratti urla resistenza, memoria e determinazione — una delle tracce più marcatamente “boom-bap grown up”. Patty Cake un ritorno a un’energia più giocosa, quasi infantile — come se il gruppo volesse ricordare anche la leggerezza e l’ironia che li ha sempre caratterizzati. Utile per bilanciare il peso emotivo di altre tracce. The Silent Life of a Truth & EN EFF (feat. Black Thought): momenti più riflessivi e lirici — beat più adulti, testi maturi, flow misurato: l’hip-hop come riflessione adulta, non più puro divertimento.
BELIEVE (In Him) (feat. Lady Stout & K. Butler & The Collective) una traccia che attinge vibes nel soul e nel gospel, con vocalità calde e atmosfera quasi confessionale — una pausa quasi spirituale nel mezzo del disco. Yours (feat. Common & Slick Rick) un pezzo che mixa sensibilità “old school”, liriche mature e collaborazioni d’autore — un incontro fra generazioni diverse, ma unite dal rispetto per la cultura hip-hop. Palm of His Hands (feat. Bilal) regala uno dei momenti più intensi e “soulful” dell’album — grazie anche alla voce di Bilal, il brano tocca con delicatezza temi di perdita, speranza e fede.
Cabin in the Sky (title track) è probabilmente il cuore concettuale del progetto: riflessione su vita, morte, memoria — un modo per unire tutto il senso dell’album sotto un’unica immagine, quella della “casa nel cielo”, della patria dopo la tempesta. Don’t Push Me una chiusura perfetta. Con le ultime voci di Trugoy, un senso di pace, continuità e resa omaggio – non con tragedia, ma con affetto, riconoscenza e speranza. Chiude il cerchio.

Pur offrendo un commento sociale acuto, il cuore pulsante dell’album resta David Jolicoeur e il vuoto profondo che ha lasciato. Nel riflettere sul suo ruolo nelle loro vite, i membri superstiti di De La Soul non solo celebrano la sua importanza nella storia dell’hip-hop statunitense, ma dimostrano anche perché i De La Soul continuino a essere considerati alcune delle voci più preziose e influenti di tutto il movimento.
In definitiva, Cabins In The Sky non è solo un album: è un monumento sonoro alla memoria di David Jolicoeur, un viaggio emotivo che intreccia dolore, gratitudine e resilienza. De La Soul dimostrano ancora una volta la loro capacità di evolvere senza perdere l’essenza che li ha resi leggenda, trasformando il lutto in ispirazione e confermando il loro posto come voci imprescindibili dell’hip-hop.
Un ritorno che tocca il cuore, stimola la mente e lascia un segno indelebile.







