Home News Shawn non pattina sul presente: in “Malinin” il rap torna a esporsi

Shawn non pattina sul presente: in “Malinin” il rap torna a esporsi

49
0
Shawn

Nel pattinaggio Ilia Malinin è quello che tenta ciò che per gli altri sembra fuori portata. Shawn prende in prestito il suo nome e lo trasforma in una dichiarazione d’intenti: alzare il coefficiente di difficoltà, rischiare la caduta e affrontare argomenti sui quali buona parte del rap preferisce ormai scivolare senza lasciare traccia.

Prodotto da Nardo e registrato presso Oxygen Studio, “Malinin” non cerca la neutralità. È un brano apertamente schierato, costruito da un rapper che considera ancora la scrittura uno strumento di osservazione e conflitto. Shawn guarda la scena contemporanea, ne riconosce le ossessioni – denaro, status, automobili, cronaca sentimentale – e risponde riportando al centro la denuncia sociale.

IMG_5033-819x1024 Shawn non pattina sul presente: in “Malinin” il rap torna a esporsi

Il controllo di Shawn

La differenza, però, la fa il modo in cui sostiene questa posizione. Non siamo davanti al classico pezzo “impegnato” che sacrifica il rap per consegnare un messaggio edificante. Shawn sa rappare, controlla le parole e possiede quella sicurezza tecnica maturata anche nelle battle. La vittoria nella tappa di Pistoia della Dead Poets Battle, con il conseguente accesso alla finale nazionale, non è un dettaglio ornamentale: spiega la prontezza, l’attitudine e il modo in cui riesce a imprimere forza a quello che dice.

Il richiamo a Malinin è volutamente autocelebrativo, ma nel rap l’autoproclamazione funziona quando chi impugna il microfono dimostra di poterla sostenere. Shawn non si limita a dichiararsi più coraggioso degli altri: accetta il rischio di esporsi in un momento in cui prendere posizione può risultare meno conveniente che inseguire un ritornello innocuo.

IMG_5204-819x1024 Shawn non pattina sul presente: in “Malinin” il rap torna a esporsi

La feat con Nardo

Nardo accompagna il rapper senza soffocarne la voce, lasciando che il centro del brano rimanga la scrittura. È una scelta coerente con un pezzo che vuole essere ascoltato, non soltanto consumato. Anche il videoclip diretto da Gabriele Conti contribuisce a definire un progetto indipendente che non utilizza l’indipendenza come scusa, ma come spazio di libertà.

Avvicinatosi alla scrittura a quindici anni e cresciuto ascoltando Club Dogo, Fabri Fibra e Marracash, Shawn ha alle spalle un percorso già più articolato di quanto possa suggerire l’etichetta di emergente. Dopo lavori come “Il Punto Giusto” ed “È Già Ieri” e una lunga serie di singoli, da “Astaroth” ad “American Beauty”, “Malinin” fotografa un artista arrivato a una fase di maggiore consapevolezza. “È Già Ieri”, pubblicato nel 2025, comprende sette tracce e conferma la continuità del suo percorso recente.

2EAZY-LIVE-1-819x1024 Shawn non pattina sul presente: in “Malinin” il rap torna a esporsi

La tecnica

Il risultato è un brano che ricorda una cosa semplice, ma sempre meno scontata: la tecnica non deve necessariamente essere un esercizio chiuso su se stesso. Può servire a rendere più affilato un pensiero. Shawn ha presenza, penna e qualcosa da dire. Con “Malinin” compie il suo salto più ambizioso senza perdere il controllo dell’atterraggio.