Roger, rapper comasco classe ’94 e membro dei Vikings Klan, torna con il nuovo singolo “Vertigine”, un brano che segna un passaggio importante nel suo percorso artistico e umano. Attivo nella scena rap dal 2010, Roger si è costruito negli anni una solida credibilità tra freestyle, live e competizioni, fondando nel 2014 la Kasi Strani Crew e, successivamente, nel 2019, il Vikings Klan, prima crew italiana interamente dedicata al freestyle.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato diversi progetti con il collettivo — Le Peggio Cose EP, Atollo 13 e Save the Chill — e ha collezionato oltre 50 battle vinte in tutta Italia, tra cui la Honiro Battle nel 2018, che gli ha permesso di entrare nell’Honiro Mixtape con il brano Monet. La sua forte presenza scenica lo ha portato ad aprire i live di artisti italiani e internazionali come Dope D.O.D., Colle der Fomento, Subsonica, Saturnino, Emis Killa, Kaos One, Bassi Maestro, Gemitaiz & MadMan, Ensi, Clementino e molti altri.
“Vertigine” si inserisce oggi all’interno di una nuova fase creativa, che porterà Roger alla pubblicazione di una serie di singoli e di un nuovo EP previsto per giugno 2026.
REEL DI VERTIGINE
Il brano di Roger trasforma la vulnerabilità in forza
“Vertigine” è un brano che affronta il tema della difficoltà nel comunicare le proprie emozioni, soprattutto per chi vive l’introversione come una barriera e spesso non sa nemmeno da dove iniziare per esprimersi. Roger sceglie di mettersi a nudo, raccontando il peso dei limiti interiori e la fatica costante di superarsi, trasformando la vulnerabilità in una vera e propria forza creativa. Il pezzo invita l’ascoltatore a guardarsi dentro, ad accettare il percorso emotivo come parte necessaria della crescita personale, anche quando questo comporta paura, esposizione e instabilità.
Dal punto di vista sonoro, “Vertigine” è un brano rap che non rinuncia alla musicalità e all’importanza delle melodie, presenti sia nel ritornello che nelle strofe. Un equilibrio che rappresenta uno dei tratti distintivi di Roger, capace di unire intensità emotiva e scrittura tecnica senza perdere profondità.

Il titolo del brano nasce dall’idea che spesso si sogni di arrivare in alto — nella vita, come artisti, come persone — ma che una volta raggiunta quell’altezza si scopra la paura di cadere, di tornare indietro, di farsi male. La vertigine diventa così metafora del successo, della crescita e dell’esposizione emotiva: l’invito è quello di avere coraggio e continuare ad andare avanti, senza guardare giù.
La copertina rafforza questo concetto ed è stata realizzata in un punto elevato del Sacro Monte di Varese, a sottolineare la solitudine e la consapevolezza che si provano quando si è “in alto”, soli con se stessi e con ciò che si è pronti — o meno — ad affrontare. Il videoclip, curato da Muunay Production con riprese aeree di Mirko Salciarini, amplifica visivamente questo senso di sospensione, introspezione e confronto interiore.






