Home Interviste Tajiri x Prev intervista: “Sesto Lido”, sample, East Coast e identità del...

Tajiri x Prev intervista: “Sesto Lido”, sample, East Coast e identità del rap underground italiano

133
0
tajiri

Con Sesto Lido, Tajiri e Prev firmano uno dei progetti più solidi e coerenti emersi dall’underground rap italiano negli ultimi tempi.

Un disco che affonda le radici nella cultura hip hop classica, tra culto del sample, attitudine East Coast e una scrittura tecnica che non lascia spazio a compromessi.

L’album nasce a Sesto San Giovanni ma guarda oltre, costruendo un ponte tra territorio e immaginario internazionale, senza mai perdere autenticità. Dalle produzioni polverose di Prev, costruite su campionamenti ricercati tra anni ’70 e ’80, fino alle barre serrate e citazioniste di Tajiri, Sesto Lido è un lavoro che punta tutto su identità, visione e coerenza.

In questa intervista per Club Hip Hop, Tajiri e Prev entrano nel dettaglio del processo creativo: dalla scrittura influenzata da cinema e attualità, al legame con la propria città, fino alla scelta di un sound fortemente ispirato al rap East Coast dei primi anni 2000.

Quanto lavoro c’è dietro la costruzione delle barre e quali riferimenti culturali guidano la tua scrittura?

Tajiri:
Innanzi tutto sono contento che tu abbia colto quest’aspetto. In praticamente tutti i miei lavori puoi trovare riferimenti a film, che è una mia grande passione, libri e altro, perché penso che siano le cose che più influenzano la mia vita in generale, e questo ovviamente sfocia nella scrittura.

Inoltre, se noti, questa è una caratteristica diffusa proprio nel rap milanese. Personalmente mi piace descrivere delle situazioni o dei momenti che vivo accostandoli magari alla cronaca o all’attualità, perché penso che sia il modo più immediato per arrivare alla gente.

Che ruolo ha Sesto San Giovanni nella tua identità artistica?

Tajiri:
Per me è una vera e propria musa ispiratrice, anche se come dico in Sesto Lido Anthem “ho dato molto più di ciò che ho ricevuto” (ride, ndr).

A parte gli scherzi, è una componente fondamentale. Sono innamorato della mia città, mi continua a ispirare e penso che questo album sia un atto di riconoscenza dovuto. È una città molto concreta, dove si è sempre lavorato duro, ma allo stesso tempo molto artistica. Mi spiace che da questo punto di vista non sia ancora emersa come merita. Stiamo lavorando perché questo accada.

Cosa rappresenta “Sesto Lido” nel tuo percorso artistico?

Tajiri:
Sicuramente è una bella bandiera che abbiamo fissato a terra con Prev. È stato un progetto curato da noi due ma anche da tutto il nostro team, che ha lavorato duramente per far sì che tutto si concretizzasse al meglio.

Ogni cosa è stata curata in modo maniacale, con i nostri mezzi ovviamente, ma nulla è stato lasciato al caso: concept, grafiche, foto, video e featuring. È un grosso checkpoint da cui ripartire.

Screenshot-2026-03-18-alle-14.06.22-1024x678 Tajiri x Prev intervista: “Sesto Lido”, sample, East Coast e identità del rap underground italiano

Quanto pesa l’influenza dell’East Coast nel disco?

Tajiri:
Tantissimo. Io e Prev siamo fan della roba East da sempre e volevamo ricreare un progetto che rispecchiasse quello che abbiamo sempre ascoltato.

Inoltre siamo molto felici di aver collaborato con Teemonee, che è un rapper underground di New York e che ha messo la ciliegina sulla torta al disco.

Quanto è importante per te alternare ego trip e momenti più riflessivi?

Tajiri:
Molto, anche se in questo album c’è poco conscious rap, di cui sono grande fan. Ho preferito lasciarlo da parte per concentrarmi di più sull’ego trip e sui virtuosismi.

Volevamo un progetto che avesse quella tamarraggine e la spocchia classica dei dischi anni 2000.

Screenshot-2026-03-18-alle-14.06.36-1024x1019 Tajiri x Prev intervista: “Sesto Lido”, sample, East Coast e identità del rap underground italiano

Quanto è importante creare connessioni tra diverse generazioni della scena?

Tajiri:
Per me è fondamentale. È un onore avere artisti di questo livello nel disco. Tutti i featuring sono nati perché siamo fan di chi abbiamo coinvolto e credo che il modo in cui ci siamo presentati li abbia gasati.

Avere nella stessa tracklist O.G. come Blo/B e Dj Kamo insieme ad Armani Doc, Pessimo 17 e Feddini, passando per Gvilty e Mingu e arrivando a Hermès e Marvin, non ha prezzo. Speriamo di espandere sempre di più questa rete.

Qual è il brano che rappresenta meglio il disco?

Tajiri:
Direi Guerre Perse. All’inizio non ero molto convinto, ma col tempo me ne sono innamorato.

In quel pezzo c’è tutto: barre, scratch, fame e amore per quello che facciamo. Quando lo ascolti la prima volta è un mattone che ti arriva in faccia. Bella Kamo, Gvilty e Mingu per averci aiutato a tirare fuori un diamante.

Screenshot-2026-03-18-alle-14.16.11-1024x678 Tajiri x Prev intervista: “Sesto Lido”, sample, East Coast e identità del rap underground italiano

Qual è stato il ruolo dei sample nella costruzione del disco?

Prev:
I sample in questo progetto sono stati fondamentali, sono la base da cui è partita la costruzione di ogni beat.

Per questo disco siamo andati a prendere campioni da pezzi anni ’70 e ’80, italiani e non, e da colonne sonore di film di quel periodo, per dare coerenza e solidità a tutte le tracce.

Come avete costruito il sound del progetto?

Prev:
Il disco suona molto hip hop primi anni 2000. È la direzione che abbiamo preso di comune accordo.

Volevamo mettere il rap al centro e dare un’anima classica al progetto. Tutto nasce da una forte passione condivisa per quel periodo, in particolare per il rap di New York.

Screenshot-2026-03-18-alle-14.17.05-1024x1020 Tajiri x Prev intervista: “Sesto Lido”, sample, East Coast e identità del rap underground italiano

Sesto Lido è più di un semplice album: è un manifesto costruito su tecnica, cultura e appartenenza. Tajiri e Prev non inseguono le tendenze, ma scelgono consapevolmente una direzione precisa, radicata nella tradizione hip hop e nel proprio territorio.

Tra sample ricercati, attitudine East Coast e una visione chiara, il duo di Sesto San Giovanni dimostra che l’underground italiano ha ancora molto da dire. E, a giudicare dalle premesse, questo è solo il primo capitolo.