Nerissima Serpe è uno dei trapper più idolatrati ed acclamati del panorama rap italiano. L’artista è diventato l’emblema di una tipologia di rap poco impegnato e che non richiede attenzione all’ascolto. Il trapper è spopolato soprattutto tra i giovanissimi e nell’ambito della piattaforma Tik Tok. L’ultimo disco di Nerissima Serpe si intitola Nerissima ed è stato annunciato da un macabro post IG in cui Michèle Lamy enfatizza e ritualizza il nero, non tanto nel colore, bensì come concetto e strumento riferito alla magia nera. L’accostamento non è focalizzato alla cultura black, ma sull’elemento propiziatorio impiegato in rituali iniziatici.
Nel video compaiono tutta una serie di immagini che evocano un’iniziazione in atto. La farfalla impilata al tronco è archetipo di morte e rinascita, ma anche di vittima inerme. Il tronco che la sciamana nera batte ritmicamente al secondo 25 – per poi impilarlo nella mano (dove la scena si interrompe) – è segno di un sacrificio di sangue in atto che determina un patto.
“Il nero non dimentica” è la frase pronunciata dalla strega. Quel nero che è arrivato a recuperare l’anima di Nerissima Serpe (la scena in cui il trapper si rialza dalla sedia è quella in cui la “possessione” è avvenuta e la metamorfosi si è completata). Il secondo singolo Tu Mi Fai è una chiara dedica iniziatica e non a caso la cover presenta l’occhio onniveggente. Nel testo, il trapper afferma:” per sacrificare lei, mi è stata data un’anima sporca, vuota, contraffatta”.
Nerissima: la gabbia della Nigredo
Nigredo è una parola essenziale nell’alchimia. Questo vocabolo rappresenta la prima fase della trasformazione interiore. Nigredo è oscurità, buio totale, materia. Gli elementi collegati alla Nigredo sono il piombo, la putrefazione e la decomposizione. Il pianeta associato è Saturno. Nerissima, quindi, si collega a doppio filo alla Nigredo. Il richiamo è strettamente correlato a questa fase esoterica specifica, intrisa di tenebra ed immersa nell’oblio. Il video ufficiale di Tu Mi Fai è la continuazione del frame IG e denota la sottomissione del trapper nei confronti della sciamana strega che lo ha benedetto. Una benedizione distorta, dark, a tratti perversa.

Nel concetto alchemico, la Nigredo funge da transizione per l’elevazione spirituale, ma nel caso specifico di Nerissima Serpe, si tratta di una gabbia creata appositamente per intrappolare l’ego e l’anima dell’artista. Nerissima è il patto di sangue stipulato con la Nigredo, l’accettazione di sedere sul trono del mainstream in cambio di un’esistenza votata al consumismo e l’effimero. I rimandi alle droghe e ai coltelli nella schiena sono un chiaro manifesto esoterico/iniziatico.
L’Athame è il coltello utilizzato nei rituali di sangue, specie nella Wicca. Il pugnale sigilla i patti e li determina. Per quanto concerne le droghe, invece, è ben noto che gli stupefacenti e i narcotici sono strumenti ideali nelle trance e nelle ipnosi. Il verso “fino a quando arriva il sole” va connesso con il concetto dell’alba spirituale e del ritrovamento della luce, ma Nerissima Serpe non raggiungerà mai questo stato poiché asfissiato dalla Nigredo. “Il nero non dimentica” è il manifesto cruciale dell’assoggettamento del trapper. La Nigredo lo brama e lo ha appena catturato definitivamente nella sua tela.

Il Serpente Occulto
Nerissima Serpe è un nome che già da sé trasuda esoterismo ed iniziazione. La Serpe è strettamente correlata alla Bibbia e alla figura del serpente tentatore, ma nella chiave specifica del disco, il serpente nero è la metafora perfetta della Nigredo. In questa fase alchemica, il rettile nero funge da archetipo ideale per rappresentare il punto preciso in cui si trova l’iniziato, costretto a confrontarsi con la sua parte più sotterranea ed inconscia. Allo stesso tempo, quando la Kuṇḍalinī (energia divina presente in ognuno di noi ed indentificata col simbolo del serpente arrotolato) è strettamente immersa in uno stato di sonno profondo narcotizzato (qui torniamo anche alle droghe) il serpente nero è un elemento ricorrente per descrivere la stasi tossica in cui vige l’individuo in quel momento.

La materia imprigiona e schiavizza l’anima dell’iniziato, in questo caso quella del trapper. L’album rappresenta alla perfezione il concept della Nigredo. Nerissima descrive un sottomondo fatto di sterili vizi ed eccessi incontrollati. Apparenza, ego e benefit esteriori: la Nigredo tenta il serpente e lo ammalia. Interessante notare che a battezzare Nerissima Serpe sia una strega, figura femminile totalmente in linea con la Nigredo.






