Home Nuovi Album Easy Blood, una lettera aperta alla scena rap italiana. Recensione

Easy Blood, una lettera aperta alla scena rap italiana. Recensione

80
0
easy blood

Nel rap esistono lavori che cercano di allargare il proprio pubblico e altri che preferiscono parlare direttamente a chi con questa cultura ha un legame reale. Easy Blood appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Michael The Skillerz, Tau, G.Love e Dj Erbo mettono insieme un progetto che non rincorre le tendenze e non cerca punti d’incontro con quello che oggi domina playlist e classifiche. Al contrario, sceglie di costruire la propria forza su elementi ben precisi: barre, scratch, produzioni solide e una visione condivisa.

La scelta di pubblicare Easy Blood senza singoli anticipatori racconta già molto dell’approccio adottato. Le dodici tracce funzionano come un corpo unico e acquistano senso soprattutto all’interno del quadro complessivo. Non c’è la sensazione di ascoltare una raccolta di pezzi scollegati tra loro, ma piuttosto quella di trovarsi davanti a un progetto pensato e costruito come album nel senso più classico del termine.

Easy Blood : Barre, attitudine e identità

Dal punto di vista lirico il disco trova il suo equilibrio nell’incontro tra Michael The Skillerz e Tau. Le differenze tra i due diventano un punto di forza e contribuiscono a rendere l’ascolto dinamico dall’inizio alla fine. Michael porta una scrittura diretta, aggressiva e ricca di personalità, mentre Tau inserisce continuamente riferimenti, immagini e citazioni che arricchiscono il quadro generale. Nessuno cerca di prevalere sull’altro e proprio questa complementarità rappresenta uno degli aspetti più riusciti dell’intero lavoro.

Anche le collaborazioni risultano ben inserite nel contesto. Il disco non utilizza i featuring come semplice richiamo, ma li integra all’interno della propria narrativa. In particolare il grande cypher assume quasi il valore di una dichiarazione d’intenti, fotografando una scena che continua a vivere lontano dai riflettori principali ma che conserva ancora entusiasmo, qualità e spirito di appartenenza.

Easy_Blood_bn_p_00-683x1024 Easy Blood, una lettera aperta alla scena rap italiana. Recensione

Il suono di Easy Blood

Se le voci rappresentano il motore del disco, il comparto sonoro ne costituisce la spina dorsale. G.Love costruisce produzioni che mantengono una forte identità lungo tutte le dodici tracce, riuscendo a dare coesione al progetto senza sacrificare varietà e atmosfera. I beat colpiscono duro, ma non si limitano all’impatto immediato: dietro ogni traccia emerge un lavoro accurato sui campioni, sugli incastri e sugli arrangiamenti.

Fondamentale anche il contributo di Dj Erbo. Gli scratch non vengono utilizzati come semplice richiamo nostalgico ma tornano ad avere un ruolo centrale all’interno delle tracce, diventando parte del linguaggio stesso del disco. È un dettaglio che farà particolarmente piacere agli appassionati e che contribuisce a rafforzare ulteriormente l’identità del progetto.

Easy Blood non è un album che prova a mediare o ad ammorbidire il proprio messaggio. È un disco che prende posizione e resta fedele alla propria idea dall’inizio alla fine. Per chi mastica questo tipo di rap rappresenta probabilmente una delle uscite più solide e convincenti degli ultimi mesi. Per chi arriva da altri mondi musicali potrebbe risultare meno immediato, ma è difficile non riconoscere la qualità, la coerenza e la passione che attraversano ogni singolo minuto del progetto.

Cover_EASY_BLOOD_alta Easy Blood, una lettera aperta alla scena rap italiana. Recensione