Coez torna con nuova musica: da venerdì 22 maggio 2026 sarà disponibile “From The Rooftop 3”, terzo capitolo del suo format diventato un piccolo rito per i fan. Il progetto, che riporta al centro l’essenzialità del cantautorato urbano dell’artista, si arricchisce questa volta di brani inediti, affiancati alle riletture del suo repertorio. Una formula che negli anni ha contribuito a definire il suo stile ibrido, a metà tra rap e scrittura pop, e che ora trova una nuova, ulteriore declinazione.
“From The Rooftop” è nato come una serie di sessioni live dal respiro intimo, registrate con l’immediatezza tipica delle esecuzioni in presa diretta. Versioni scarne, chitarre e pochi elementi, capaci di mettere a fuoco testo, voce e melodia. Nel tempo, quel laboratorio di arrangiamenti ha assunto i contorni di un formato riconoscibile: un luogo simbolico — il “tetto”, fisico o ideale — in cui le canzoni vengono spogliate del superfluo e rimesse al mondo con una luce diversa. Con “From The Rooftop 3” l’artista rinnova la promessa di autenticità, aggiungendo l’attesa novità dei brani originali.
La presenza di inediti è il dettaglio che fa la differenza: non solo un omaggio al percorso compiuto fin qui, ma anche un passo in avanti, con materiale che amplia il racconto sonoro di Coez. La cifra resta quella di sempre: una scrittura diretta, capace di incastrare immagini quotidiane e increspature emotive in strofe dall’andamento colloquiale, intrecciate a ritornelli che cercano l’immediatezza senza rinunciare alla cura metrica. In questo quadro, le nuove canzoni promettono di dialogare con le versioni rivisitate del catalogo, trovando un equilibrio tra novità e riconoscibilità.
Nel panorama italiano, Coez ha saputo costruire uno spazio personale fondendo linguaggi solo in apparenza distanti. La pratica dell’unplugged, della riduzione all’osso, è diventata per lui anche una chiave di lettura del presente: riportare le canzoni al nucleo, senza orpelli, per misurarne la tenuta emotiva. È una scelta che ha intercettato l’esigenza di molti ascoltatori di tornare a una fruizione meno filtrata e più aderente alla dimensione live, restituendo centralità al testo e alla voce. “From The Rooftop” si inserisce precisamente in questa tendenza, trasformandola in appuntamento ricorrente.
Se le prime due edizioni hanno mostrato quanto la riscrittura possa aprire nuove prospettive sul repertorio, la terza punta a fare sintesi: da una parte il recupero di brani che il pubblico conosce e riconosce, dall’altra l’introduzione di pezzi che scattano fotografie inedite, con la stessa grammatica emozionale che contraddistingue l’autore romano. Il risultato atteso è un ascolto che alterna nostalgia e scoperta, portando chi segue Coez a ritrovare vecchie chiavi e, insieme, ad aprire porte nuove.
“From The Rooftop 3” arriva in un momento storico in cui la forma “session” ha riguadagnato centralità anche nel circuito digitale, complice la forza dei contenuti essenziali e ben confezionati. La cura per il suono, la prossimità tra artista e pubblico, l’assenza di mediazioni scenografiche: elementi che hanno sempre trovato nel format un alleato naturale. L’inserimento degli inediti rende il capitolo del 2026 un tassello particolarmente atteso, perché spinge il progetto oltre il perimetro della celebrazione, portandolo sul terreno della ricerca e dell’evoluzione.
Sul piano tematico, è lecito aspettarsi la consueta alternanza di fragilità e slancio, quotidiano e confessione, in bilico tra rap spoken e cantautorato melodico. Le canzoni rilette in veste minimale tendono a rivelarne le ossa: dove sta il peso del ritornello, come si regge una metafora, quanto resiste un incastro ritmico senza l’appoggio di una produzione stratificata. È proprio in questo spazio di prova che “From The Rooftop” ha costruito il suo credito, e che il nuovo capitolo sembra voler rilanciare.






